Il metodo Billings si basa sull’osservazione quotidiana del muco cervicale, che è un fluido prodotto dalle cellule della cervice uterina. La consistenza del muco varia durante i vari momenti del ciclo mestruale, a causa dei cambiamenti ormonali che avvengono nelle varie fasi, per cui può essere un modo per individuare il momento in cui la donna è fertile, in modo da avere rapporti mirati all’ottenimento della gravidanza.
Interpretare correttamente questo metodo non è semplicissimo e necessita di un poco di pratica. Utilizzandolo però per diversi mesi di seguito si assume la necessaria esperienza e la conoscenza del proprio corpo e dei suoi ritmi, per cui il metodo Billings può diventare pian piano un valido aiuto. In prima istanza si può magari abbinare un’altra metodologia, in modo da prendere confidenza col sistema, come la temperatura basale (vedi scheda) o i test di ovulazione che si trovano in commercio in tutte le farmacie.
Per raccogliere un campione di muco ci sono diversi modi, ma in ogni caso occorre prestare attenzione all’igiene, per evitare di auto-trasmettersi dei germi. E’ possibile:
inserire un dito in vagina e osservare direttamente il campione raccolto sulle dita
utilizzare della carta igienica o un asciugamani per raccogliere il campione all’ingresso della vagina
inserire profondamente un dito in vagina cercando di arrivare alla cervice
Il terzo metodo è ovviamente il più efficace.
Il muco può essere preso in prossimità della cervice anche inserendo due dita, premendo leggermente la cervice e raccogliendo il muco all’apertura della stessa. Va detto però che occorre fare molta attenzione in questo tipo di manovre, che sono molto delicate.
Può aiutare inoltre a spingere le secrezioni verso l’esterno contrarre i muscoli vaginali (esercizi di Kegel).
Il campione deve essere poi osservato, cercando di valutarne la consistenza. Può essere utile per questo cercare di prendere la secrezione tra indice e pollice, in modo da capire se è elastico e fluido. Ripetendo l’operazione ogni giorno per una serie di cicli successivi ci permetterà di imparare i ritmi del nostro ciclo e mirare i rapporti oppure al contrario evitare i giorni più fertili se non si desidera una gravidanza.

l'osservazione del muco cervicale o metodo Billings
Re: l'osservazione del muco cervicale o metodo Billings
Vediamo quali sono i cambiamenti che subisce il muco durante le varie fasi del ciclo.
Fase follicolare (prima dell’ovulazione):
diversi giorni prima dell’ovulazione: dopo la mestruazione inizia una fase di relativa secchezza vaginale. Il muco è ostile agli spermatozoi, perché non essendoci a disposizione l’ovocita il nostro corpo non ha necessità di agevolarne il passaggio --> le probabilità di gravidanza sono bassissime
in prossimità dell’ovulazione:le perdite sono appiccicose, non fluide, color biancastro. Il muco non si allunga se tenuto tra indice e pollice. L’ambiente diviene sempre meno acido perché si sta preparando l’ovulazione e il nostro corpo inizia a predisporsi per agevolare la fecondazione --> aumenta leggermente la probabilità di gravidanza.
Fase ovulatoria
il muco diventa sempre più filante, abbondante e simile a chiara d’uovo. Facendo la prova con pollice e indice si osserverà che è possibile allungarlo per diversi centimetri senza che il filo si spezzi. Il corpo rende l’ambiente favorevole al passaggio e alla sopravvivenza degli spermatozoi modificando il ph e rendendolo più basico, dato che è disponibile l’ovocita per la fecondazione, per cui le stesse maglie del muco aiutano la progressione e facilitano la sopravvivenza, che può arrivare anche a 72 ore. Il periodo di massima fertilità va dal momento in cui si vede per la prima volta il muco filante a qualche giorno successivo alla sua scomparsa (in media) --> le probabilità di gravidanza sono alte, massime in corrispondenza del picco ovulatorio.
Fase luteale (post ovulazione)
il muco torna ad essere appiccicoso e non si allunga tra le dita --> la probabilità di gravidanza è bassissima
Per utilizzare il metodo Billings nella maniera corretta occorre tenere presente che è possibile che alcuni fattori (diversi da quelli fisiologici legati al ciclo) influiscano sulle modificazioni del ciclo, come infezioni vaginali, l’uso di alcuni farmaci (in particolare gli antistaminici) o di lavande vaginali, la presenza di piaghette al collo dell’utero, l’uso di spermicidi o di lubrificanti. Occorre poi fare attenzione al liquido seminale che può eventualmente essere confuso con le secrezioni vaginali.
Può capitare inoltre che avvenga nell’arco dello stesso ciclo una doppia ovulazione. Va però tenuto presente che questa avviene sempre all’interno dello stesso picco ovulatorio (si tratta semplicemente della presenza di due follicoli che maturano entrambi e quindi scoppiano, provocati dallo stesso picco ormonale), per cui entro 24 ore l’uno dall’altro. Se quindi si ravvisa la presenza di muco filante (muco egg) a più riprese si tratta di un errore di valutazione.
L’inizio della gravidanza è un altro momento in cui può accadere di notare muco egg, dato che anche in questo caso (come quando il corpo va verso l’ovulazione) si ha un aumento di estrogeni.
Fase follicolare (prima dell’ovulazione):
diversi giorni prima dell’ovulazione: dopo la mestruazione inizia una fase di relativa secchezza vaginale. Il muco è ostile agli spermatozoi, perché non essendoci a disposizione l’ovocita il nostro corpo non ha necessità di agevolarne il passaggio --> le probabilità di gravidanza sono bassissime
in prossimità dell’ovulazione:le perdite sono appiccicose, non fluide, color biancastro. Il muco non si allunga se tenuto tra indice e pollice. L’ambiente diviene sempre meno acido perché si sta preparando l’ovulazione e il nostro corpo inizia a predisporsi per agevolare la fecondazione --> aumenta leggermente la probabilità di gravidanza.
Fase ovulatoria
il muco diventa sempre più filante, abbondante e simile a chiara d’uovo. Facendo la prova con pollice e indice si osserverà che è possibile allungarlo per diversi centimetri senza che il filo si spezzi. Il corpo rende l’ambiente favorevole al passaggio e alla sopravvivenza degli spermatozoi modificando il ph e rendendolo più basico, dato che è disponibile l’ovocita per la fecondazione, per cui le stesse maglie del muco aiutano la progressione e facilitano la sopravvivenza, che può arrivare anche a 72 ore. Il periodo di massima fertilità va dal momento in cui si vede per la prima volta il muco filante a qualche giorno successivo alla sua scomparsa (in media) --> le probabilità di gravidanza sono alte, massime in corrispondenza del picco ovulatorio.
Fase luteale (post ovulazione)
il muco torna ad essere appiccicoso e non si allunga tra le dita --> la probabilità di gravidanza è bassissima
Per utilizzare il metodo Billings nella maniera corretta occorre tenere presente che è possibile che alcuni fattori (diversi da quelli fisiologici legati al ciclo) influiscano sulle modificazioni del ciclo, come infezioni vaginali, l’uso di alcuni farmaci (in particolare gli antistaminici) o di lavande vaginali, la presenza di piaghette al collo dell’utero, l’uso di spermicidi o di lubrificanti. Occorre poi fare attenzione al liquido seminale che può eventualmente essere confuso con le secrezioni vaginali.
Può capitare inoltre che avvenga nell’arco dello stesso ciclo una doppia ovulazione. Va però tenuto presente che questa avviene sempre all’interno dello stesso picco ovulatorio (si tratta semplicemente della presenza di due follicoli che maturano entrambi e quindi scoppiano, provocati dallo stesso picco ormonale), per cui entro 24 ore l’uno dall’altro. Se quindi si ravvisa la presenza di muco filante (muco egg) a più riprese si tratta di un errore di valutazione.
L’inizio della gravidanza è un altro momento in cui può accadere di notare muco egg, dato che anche in questo caso (come quando il corpo va verso l’ovulazione) si ha un aumento di estrogeni.