TOXOPLASMOSI: cos'è? prevenire è meglio che curare!
Re: TOXOPLASMOSI: cos'è? prevenire è meglio che curare!
Ciao ragazze! tanto per sapere, volevo chiederti, se c' è un periodo d' incubazione? Oppure una volta contratta, il risultato si "positivizza" subito!!
Re: TOXOPLASMOSI: cos'è? prevenire è meglio che curare!
non val la pena andare in paranoia! Per quello che riguarda il prezzemolo o roba del genere nelle pietanze al ristorante, io al massimo lo eliminerei dal piatto, ed eviterei di ordinare cibi che contengano grosse quantità di verdure crude approssimativamente lavate. Per la ghiaia ovvero i sassolini... beh, è molto difficile che vi si trovino cisti del Toxo, in genere i gatti (che ne sono gli ospiti definitivi) preferiscono depositare e sotterrare le loro feci in zone con terriccio vero e proprio. Comunque, secondo me basta pulirsi bene le mani con una salvietta umidificata, in modo che lo strofinio manuale aiuti ad eliminare le eventuali ed super ipotetiche cisti! 
Carelia, se non ricordo male, il periodo di incubazione è di 1-3 settimane circa, in dipendenza della carica infestante del protozoo.
Carelia, se non ricordo male, il periodo di incubazione è di 1-3 settimane circa, in dipendenza della carica infestante del protozoo.
Re: TOXOPLASMOSI: cos'è? prevenire è meglio che curare!
Fortunatamente le salviette le ho sempre con me!
Re: TOXOPLASMOSI: cos'è? prevenire è meglio che curare!
Cos’è la toxoplasmosi?
“Attenta a cosa mangi se non hai fatto la toxoplasmosi e sei incinta!” Ce lo siamo sentite dire tutte, e improvvisamente durante la gravidanza abbiamo scoperto l’esistenza di questa malattia, che è quasi asintomatica se contratta durante tutto l’arco della vita, ma è molto pericolosa se presa durante la gestazione.
L’infezione precedente alla gravidanza può essere passata inosservata, perché i sintomi sono simili a quelli influenzali: febbre e linfonodi ingrossati. Per questo motivo, quando vengono fatti i primi esami del sangue della gravidanza, viene effettuato anche il toxo-test. Se è negativo, è necessario attenersi ad alcune regole alimentari per evitare di contrarre la malattia durante la gestazione.
Come si contrae la toxoplasmosi
La toxoplasmosi si prende toccando gatti che hanno questa malattia o attraverso del terriccio in cui sia presente il parassita che la causa. Tutte le info su quest’articolo di Focus.
Quindi, è necessario seguire alcune regole per non venire in contatto con la toxoplasmosi durante la gravidanza:
disinfettare la frutta e la verdura che viene consumata cruda, con Amuchina
mangiare solo carne ben cotta
lavarsi le mani dopo aver accarezzato gatti o toccato terriccio.
Con questi semplici accorgimenti si evita di correre il rischio di venire in contatto con la toxoplasmosi.
I rischi
La malattia può portare danni al bambino. Nei primi tre mesi di gravidanza è rara, ma i danni sono gravi e includono aborto e problemi neurologici al feto (idrocefalo, calcificazione cerebrale e danni agli occhi). Quando si avvicina il parto, il rischio di infezione del bambino aumenta, ma i danni sono minori. Nel caso di infezione della mamma durante la gestazione, che si rileva attraverso l’esame del sangue, verrà somministrata una terapia antibiotica per scongiurare il rischio di trasmissione al bimbo.
E voi, siete immuni alla toxo?
“Attenta a cosa mangi se non hai fatto la toxoplasmosi e sei incinta!” Ce lo siamo sentite dire tutte, e improvvisamente durante la gravidanza abbiamo scoperto l’esistenza di questa malattia, che è quasi asintomatica se contratta durante tutto l’arco della vita, ma è molto pericolosa se presa durante la gestazione.
L’infezione precedente alla gravidanza può essere passata inosservata, perché i sintomi sono simili a quelli influenzali: febbre e linfonodi ingrossati. Per questo motivo, quando vengono fatti i primi esami del sangue della gravidanza, viene effettuato anche il toxo-test. Se è negativo, è necessario attenersi ad alcune regole alimentari per evitare di contrarre la malattia durante la gestazione.
Come si contrae la toxoplasmosi
La toxoplasmosi si prende toccando gatti che hanno questa malattia o attraverso del terriccio in cui sia presente il parassita che la causa. Tutte le info su quest’articolo di Focus.
Quindi, è necessario seguire alcune regole per non venire in contatto con la toxoplasmosi durante la gravidanza:
disinfettare la frutta e la verdura che viene consumata cruda, con Amuchina
mangiare solo carne ben cotta
lavarsi le mani dopo aver accarezzato gatti o toccato terriccio.
Con questi semplici accorgimenti si evita di correre il rischio di venire in contatto con la toxoplasmosi.
I rischi
La malattia può portare danni al bambino. Nei primi tre mesi di gravidanza è rara, ma i danni sono gravi e includono aborto e problemi neurologici al feto (idrocefalo, calcificazione cerebrale e danni agli occhi). Quando si avvicina il parto, il rischio di infezione del bambino aumenta, ma i danni sono minori. Nel caso di infezione della mamma durante la gestazione, che si rileva attraverso l’esame del sangue, verrà somministrata una terapia antibiotica per scongiurare il rischio di trasmissione al bimbo.
E voi, siete immuni alla toxo?
Re: TOXOPLASMOSI: cos'è? prevenire è meglio che curare!
Toxoplasmosi: il micio è innocente
Un libro della Società di veterinaria fa chiarezza sulle reali responsabilità del micio quando in casa c'è una futura madre
È lo spauracchio di ogni futura madre: la toxoplasmosi può essere pericolosa per il feto con conseguenze più o meno gravi (da danni alla retina a ritardo mentale), in base al periodo di gravidanza in cui viene contratta.
Molti pensano, a torto, che i veri untori siano i gatti. «La malattia è provocata da un parassita, il Toxoplasma gondii che, nel gatto, ha una fase della riproduzione» spiega Vitantonio Perrone, fra gli autori di Toxoplasmosi salute unica, medicina unica, libro diffuso dalla Società di medicina veterinaria preventiva. «Il gatto, però, è solo determinante per la presenza del protozoo nell’ambiente: non è mai stato segnalato alcun caso in cui abbia avuto una responsabilità diretta nella trasmissione all’uomo».
Il contagio avviene piuttosto mangiando carni poco cotte, crude, conservate tramite salatura o stagionatura con metodi artigianali, oppure verdure contaminate non ben lavate. Il Toxoplasma si trova nel terreno: per questo anche i lavori di giardinaggio sono responsabili di una quota di casi.
Un libro della Società di veterinaria fa chiarezza sulle reali responsabilità del micio quando in casa c'è una futura madre
È lo spauracchio di ogni futura madre: la toxoplasmosi può essere pericolosa per il feto con conseguenze più o meno gravi (da danni alla retina a ritardo mentale), in base al periodo di gravidanza in cui viene contratta.
Molti pensano, a torto, che i veri untori siano i gatti. «La malattia è provocata da un parassita, il Toxoplasma gondii che, nel gatto, ha una fase della riproduzione» spiega Vitantonio Perrone, fra gli autori di Toxoplasmosi salute unica, medicina unica, libro diffuso dalla Società di medicina veterinaria preventiva. «Il gatto, però, è solo determinante per la presenza del protozoo nell’ambiente: non è mai stato segnalato alcun caso in cui abbia avuto una responsabilità diretta nella trasmissione all’uomo».
Il contagio avviene piuttosto mangiando carni poco cotte, crude, conservate tramite salatura o stagionatura con metodi artigianali, oppure verdure contaminate non ben lavate. Il Toxoplasma si trova nel terreno: per questo anche i lavori di giardinaggio sono responsabili di una quota di casi.
Re: TOXOPLASMOSI: cos'è? prevenire è meglio che curare!
Toxoplasmosi, come evitarla in gravidanza
Tutti i consigli per evitare di prendere la Toxoplasmosi in gravidanza, riconoscerla e curarla con farmaci specifici
ITALIA – E’ una malattia infettiva che si può manifestare in qualsiasi momento, ma che in gravidanza può creare seri problemi di salute al feto. Ecco come riconoscerla ed evitarla.
La causa è un parassita
A differenza della salmonellosi e patologie simili, che sono causate da un’infezione batterica, la toxoplasmosi deriva da un parassita, alias Toxoplasma gondii. Generalmente attacca gli animali, ma si può diffondere da un essere all’altro attraverso feci contaminate. Il passaggio all’uomo avviene quasi sempre per ingestione di carne infetta.
Altissimo rischio in gravidanza
Contrarre la toxoplasmosi al di fuori della gravidanza potrebbe non rappresentare un serio problema. Ma se si è in dolce attesa, la situazione si complica. Il nascituro potrebbe infatti soffrire di epilessia, problemi visivi, idrocefalia e persino ritardo mentale. Nei casi estremi si assiste a un’interruzione spontanea della gravidanza.
La colpa è della (mancata) cottura
Nella stragrande maggioranza dei casi, e secondo i dati pubblicati sul Bristish Medical Journal, la toxoplasmosi viene contratta a causa di una ridotta cottura del cibo che non riuscirebbe a debellare il parassita. Questo significa che, per tutta la durata della gravidanza, è bene fare attenzione a lavarsi molto bene le mani se si usa carne cruda e all’astenersi dal mangiare salumi.
Tutti i modi per evitare di contrarre la Toxoplasmosi in gravidanza
Oltre a evitare i salumi e lavarsi bene le mani, bisogna seguire alcuni accorgimenti anche verso i cibi «insospettabili». Se per esempio si ha un orto in cui possono esserci animali (gatti, uccelli, rettili ecc.) è importante cuocere la verdura e seguire un’igiene molto accurata dopo aver manipolato gli ortaggi.
E’ davvero sempre colpa de gatto?
No, non è sempre colpa del gatto. Come detto, tutti gli animali possono portare la toxoplasmosi. Ma se si ha un gatto in casa è bene pulire la lettiera tutti i giorni. Le cisti si schiudono solo dopo qualche giorno in presenza di umidità. Chi ha i gatti «liberi» che durante le ore del giorno cacciano uccelli e topi, corre un rischio maggiore.
Quali farmaci in gravidanza?
L’utilizzo dei farmaci in gravidanza deve essere sempre fatto sotto stretto controllo medico. I rimedi più utilizzati sono due: la Pirimetamina e la Sulfadiazina, e generalmente vanno sempre associati all’Acido Folico. Entrambi non dovrebbero mai essere assunti prima della fine del primo trimestre. A 15 giorni dal parto si può assumere anche la Spiramicina, se necessario.
Tutti i consigli per evitare di prendere la Toxoplasmosi in gravidanza, riconoscerla e curarla con farmaci specifici
ITALIA – E’ una malattia infettiva che si può manifestare in qualsiasi momento, ma che in gravidanza può creare seri problemi di salute al feto. Ecco come riconoscerla ed evitarla.
La causa è un parassita
A differenza della salmonellosi e patologie simili, che sono causate da un’infezione batterica, la toxoplasmosi deriva da un parassita, alias Toxoplasma gondii. Generalmente attacca gli animali, ma si può diffondere da un essere all’altro attraverso feci contaminate. Il passaggio all’uomo avviene quasi sempre per ingestione di carne infetta.
Altissimo rischio in gravidanza
Contrarre la toxoplasmosi al di fuori della gravidanza potrebbe non rappresentare un serio problema. Ma se si è in dolce attesa, la situazione si complica. Il nascituro potrebbe infatti soffrire di epilessia, problemi visivi, idrocefalia e persino ritardo mentale. Nei casi estremi si assiste a un’interruzione spontanea della gravidanza.
La colpa è della (mancata) cottura
Nella stragrande maggioranza dei casi, e secondo i dati pubblicati sul Bristish Medical Journal, la toxoplasmosi viene contratta a causa di una ridotta cottura del cibo che non riuscirebbe a debellare il parassita. Questo significa che, per tutta la durata della gravidanza, è bene fare attenzione a lavarsi molto bene le mani se si usa carne cruda e all’astenersi dal mangiare salumi.
Tutti i modi per evitare di contrarre la Toxoplasmosi in gravidanza
Oltre a evitare i salumi e lavarsi bene le mani, bisogna seguire alcuni accorgimenti anche verso i cibi «insospettabili». Se per esempio si ha un orto in cui possono esserci animali (gatti, uccelli, rettili ecc.) è importante cuocere la verdura e seguire un’igiene molto accurata dopo aver manipolato gli ortaggi.
E’ davvero sempre colpa de gatto?
No, non è sempre colpa del gatto. Come detto, tutti gli animali possono portare la toxoplasmosi. Ma se si ha un gatto in casa è bene pulire la lettiera tutti i giorni. Le cisti si schiudono solo dopo qualche giorno in presenza di umidità. Chi ha i gatti «liberi» che durante le ore del giorno cacciano uccelli e topi, corre un rischio maggiore.
Quali farmaci in gravidanza?
L’utilizzo dei farmaci in gravidanza deve essere sempre fatto sotto stretto controllo medico. I rimedi più utilizzati sono due: la Pirimetamina e la Sulfadiazina, e generalmente vanno sempre associati all’Acido Folico. Entrambi non dovrebbero mai essere assunti prima della fine del primo trimestre. A 15 giorni dal parto si può assumere anche la Spiramicina, se necessario.