eterologa all'italiana
Inviato: 08 set 2014, 09:44
FERRARA. «La prossima settimana verificheremo quali sono i requisiti richiesti dalla Regione, poi vedremo se rientriamo già tra i centri accreditabili o dovremo procedere a qualche adeguamento».
Si apre una speranza per le famiglie ferraresi che chiedono l’accesso al sistema di fecondazione recentemente ammesso da una sentenza della Corte Costituzionale. Il centro dell’ospedale S. Anna incluso nell’elenco delle strutture sanitarie autorizzate per la fecondazione assistita (21 quelle indicate dalla Regione) è l’Ambulatorio per l’infertilità di coppia dell’Ostetricia-Ginecologia che offre un trattamento di primo livello.
È la stessa Regione a spiegare in un comunicato come è organizzata la rete emiliano-romagnola per le tecniche di procreazione medicalmente assistita, dove tra i 21 i centri indicati 10 sono pubblici e 11 privati. Delle 10 strutture pubbliche «4 sono di primo livello (effettuano l’inseminazione artificiale a bassa complessità organizzativa e tecnico-professionale) mentre le altre sono autorizzate a utilizzare anche tecniche di secondo-terzo livello (fecondazione in vitro e fecondazione attraverso l’iniezione dello spermatozoo all’interno del citoplasma)», precisa la Regione.
Si apre una speranza per le famiglie ferraresi che chiedono l’accesso al sistema di fecondazione recentemente ammesso da una sentenza della Corte Costituzionale. Il centro dell’ospedale S. Anna incluso nell’elenco delle strutture sanitarie autorizzate per la fecondazione assistita (21 quelle indicate dalla Regione) è l’Ambulatorio per l’infertilità di coppia dell’Ostetricia-Ginecologia che offre un trattamento di primo livello.
È la stessa Regione a spiegare in un comunicato come è organizzata la rete emiliano-romagnola per le tecniche di procreazione medicalmente assistita, dove tra i 21 i centri indicati 10 sono pubblici e 11 privati. Delle 10 strutture pubbliche «4 sono di primo livello (effettuano l’inseminazione artificiale a bassa complessità organizzativa e tecnico-professionale) mentre le altre sono autorizzate a utilizzare anche tecniche di secondo-terzo livello (fecondazione in vitro e fecondazione attraverso l’iniezione dello spermatozoo all’interno del citoplasma)», precisa la Regione.