Donazione eterologa: quale impatto sui figli?
Inviato: 21 feb 2015, 18:22
La scelta di avere dei figli, seguendo la strada della donazione di gameti (ovulo o spermatozoi), comporta il superamento di tanti dubbi che si pone in primis la coppia e poi i genitori nei confronti dei figli che verranno o che sono già nati.
Una mamma chiede al Dr. Giovanni Micioni, nostro esperto psicologo sui temi della pma:
"Lei ha detto che nel suo centro si pratica la donazione di seme da circa 30 anni. Vorrei sapere se avete poi avuto modo di incontrare in eta' adulta qualcuno dei cosi concepiti. Mi piacerebbe sapere le loro impressioni. Ora da neo mamma, grazie a questa tecnica ed al vostro centro, mi pongo spesso la domanda "Mio figlio ci ringrazierà o ci odierà per come lo abbiamo concepito?"
Risponde il Dr. Giovanni Micioni:
"Gentile signora,
Innanzitutto auguri per il vostro bimbo e spero che tutto sia andato e continui a proseguire bene e con la serenità e gioia di voi tutti.
Finora abbiamo avuto modo d’incontrare solo un ragazzo di 24 anni che era venuto nel nostro centro per chiedere informazioni sul donatore ed esprimere il suo vissuto perché
a 17 anni aveva scoperto in modo traumatico, sentendo la madre durante un litigio dei genitori che poi si erano separati, di essere stato concepito con un seme donato.
Aveva continuato ad avere un buon rapporto col padre che considerava a tutti gli effetti tale ma la sua richiesta di poter avere delle informazioni sull’identità del donatore, al di là di quelle ricevute e di carattere più generale, non poteva essere esaudita perché ai tempi del suo concepimento in Svizzera permaneva l’anonimato dei donatori.
Seppur consolato dalle nostre informazioni era rimasto deluso e sofferente di questa assenza d’informazioni più dettagliate sul donatore e restando disponibili ad ulteriori incontri l’avevamo invitato ad avere un sostegno psicologico.
Solo dal 1° gennaio 2001 la nuova legislazione sulla PMA in Svizzera prevede il diritto unicamente per il figlio concepito con seme donato, e se consapevole di questo, di poter richiedere dopo la maggiore età di conoscere i dati identificanti il donatore a delle specifiche persone dell’Ufficio di stato civile centrale di Berna.
La legislazione indica infatti che i responsabili del centro, se sono a conoscenza della gravidanza da seme donato e della nascita del bimbo/a, debbano inviare i dati della coppia, del figlio e del donatore utilizzato alle suddette persone dell’Ufficio che li conserverà con la massima riservatezza per 80 anni.
Se vi sarà la richiesta l’Ufficio cercherà d’informarne il donatore, se è possibile rintracciarlo, chiedendogli se è d’accordo o meno d’incontrare l’interessato che potrà comunque, se insiste anche senza conoscenza personale, aver accesso ai dati identificanti il donatore.
Una mamma chiede al Dr. Giovanni Micioni, nostro esperto psicologo sui temi della pma:
"Lei ha detto che nel suo centro si pratica la donazione di seme da circa 30 anni. Vorrei sapere se avete poi avuto modo di incontrare in eta' adulta qualcuno dei cosi concepiti. Mi piacerebbe sapere le loro impressioni. Ora da neo mamma, grazie a questa tecnica ed al vostro centro, mi pongo spesso la domanda "Mio figlio ci ringrazierà o ci odierà per come lo abbiamo concepito?"
Risponde il Dr. Giovanni Micioni:
"Gentile signora,
Innanzitutto auguri per il vostro bimbo e spero che tutto sia andato e continui a proseguire bene e con la serenità e gioia di voi tutti.
Finora abbiamo avuto modo d’incontrare solo un ragazzo di 24 anni che era venuto nel nostro centro per chiedere informazioni sul donatore ed esprimere il suo vissuto perché
a 17 anni aveva scoperto in modo traumatico, sentendo la madre durante un litigio dei genitori che poi si erano separati, di essere stato concepito con un seme donato.
Aveva continuato ad avere un buon rapporto col padre che considerava a tutti gli effetti tale ma la sua richiesta di poter avere delle informazioni sull’identità del donatore, al di là di quelle ricevute e di carattere più generale, non poteva essere esaudita perché ai tempi del suo concepimento in Svizzera permaneva l’anonimato dei donatori.
Seppur consolato dalle nostre informazioni era rimasto deluso e sofferente di questa assenza d’informazioni più dettagliate sul donatore e restando disponibili ad ulteriori incontri l’avevamo invitato ad avere un sostegno psicologico.
Solo dal 1° gennaio 2001 la nuova legislazione sulla PMA in Svizzera prevede il diritto unicamente per il figlio concepito con seme donato, e se consapevole di questo, di poter richiedere dopo la maggiore età di conoscere i dati identificanti il donatore a delle specifiche persone dell’Ufficio di stato civile centrale di Berna.
La legislazione indica infatti che i responsabili del centro, se sono a conoscenza della gravidanza da seme donato e della nascita del bimbo/a, debbano inviare i dati della coppia, del figlio e del donatore utilizzato alle suddette persone dell’Ufficio che li conserverà con la massima riservatezza per 80 anni.
Se vi sarà la richiesta l’Ufficio cercherà d’informarne il donatore, se è possibile rintracciarlo, chiedendogli se è d’accordo o meno d’incontrare l’interessato che potrà comunque, se insiste anche senza conoscenza personale, aver accesso ai dati identificanti il donatore.