Cause di infertilità: malformazioni uterine
Inviato: 20 mag 2015, 14:22
Le malformazioni uterine sono anomalie solitamente congenite che di norma non creano alcun problema significativo alla donna. In alcuni casi, però, possono causare infertilità e poliabortività.
Nella maggior parte dei casi questi problemi sono privi di sintomi, per cui la diagnosi si basa essenzialmente su esami specifici, che vengono fatti qualora la donna lamenti una delle possibili conseguenze di una malformazione (forti dolori mestruali, intensa sindrome premestruale con dolori al basso ventre, ripetute infezioni urinarie). Inoltre possono essere spie di una malformazione la difficoltà a rimanere incinta o un aborto.
L’ecografia (transvaginale o pelvica) può evidenziare solo alcune tipologie di malformazioni, come l’utero unicorne e l’utero didelfo. Molto più precise ed efficaci sono la isterosonografia, la isterosalpingografia e la isteroscopia, che può essere usata (isteroscopia operativa) anche per alcuni interventi. Decisamente più invasiva la laparoscopia.
La formazione delle deviazioni dell’utero ha origine fin dalla vita embrionale. Nel primo mese di gravidanza l’utero e la vagina del feto sono “doppi”, in quanto si originano dai corni di Muller, due parti anatomiche che, scendendo dai reni verso la vulva, tendono a avvicinarsi tra loro per poi unirsi. Se la fusione avviene in modo regolare si formerà una vagina e una cavità uterina, altrimenti ci saranno delle malformazioni.
L’utero retroverso
Si tratta di un’anomalia molto frequente. L’utero è inclinato non verso l’addome ma verso la schiena. Si dice invece utero retroflesso se l’angolo tra il corpo e il collo dell’utero è aperto verso la cavità sacrale. Se le due anomalie sono presenti contemporaneamente si parla di utero retroversoflesso.
Questo tipo di anomalia in alcuni casi è rimediabile e si può ripristinare la condizione normale con delle manovre da parte del ginecologo.
Molto spesso la retroversione è congenita, ma la maggior parte delle volte è causata da alcuni fattori, come l’endometriosi, un dimagrimento improvviso ed eccessivo, un parto.
I sintomi sono legati per lo più a problemi circolatori che causano quindi dolori nella zona lombare o coccigea, specialmente durante le mestruazioni o i rapporti sessuali. Si riscontrano anche problemi nella defecazione o nell’urinare, e anche perdite biancastre intermestruali.
Che ci sia un rapporto tra questa malformazione e la fertilità non è sicuro, sembra che non sia del tutto significativa. Per questo motivo si tende a non correggere chirurgicamente questa anomalia, a meno che non si presenti unitamente ad altre più gravi, limitandosi a somministrare farmaci per i sintomi fastidiosi (ad esempio analgesici durante le mestruazioni). In casi di sintomatologie molto gravi si può provare a correggere la deviazione dell’asse introducendo un pessario (anello di gomma, plastica o silicone), anche se la correzione ha una durata limitata. Questo tipo di correzione non è praticabile nel caso di malformazioni congenite.
Nella maggior parte dei casi questi problemi sono privi di sintomi, per cui la diagnosi si basa essenzialmente su esami specifici, che vengono fatti qualora la donna lamenti una delle possibili conseguenze di una malformazione (forti dolori mestruali, intensa sindrome premestruale con dolori al basso ventre, ripetute infezioni urinarie). Inoltre possono essere spie di una malformazione la difficoltà a rimanere incinta o un aborto.
L’ecografia (transvaginale o pelvica) può evidenziare solo alcune tipologie di malformazioni, come l’utero unicorne e l’utero didelfo. Molto più precise ed efficaci sono la isterosonografia, la isterosalpingografia e la isteroscopia, che può essere usata (isteroscopia operativa) anche per alcuni interventi. Decisamente più invasiva la laparoscopia.
La formazione delle deviazioni dell’utero ha origine fin dalla vita embrionale. Nel primo mese di gravidanza l’utero e la vagina del feto sono “doppi”, in quanto si originano dai corni di Muller, due parti anatomiche che, scendendo dai reni verso la vulva, tendono a avvicinarsi tra loro per poi unirsi. Se la fusione avviene in modo regolare si formerà una vagina e una cavità uterina, altrimenti ci saranno delle malformazioni.
L’utero retroverso
Si tratta di un’anomalia molto frequente. L’utero è inclinato non verso l’addome ma verso la schiena. Si dice invece utero retroflesso se l’angolo tra il corpo e il collo dell’utero è aperto verso la cavità sacrale. Se le due anomalie sono presenti contemporaneamente si parla di utero retroversoflesso.
Questo tipo di anomalia in alcuni casi è rimediabile e si può ripristinare la condizione normale con delle manovre da parte del ginecologo.
Molto spesso la retroversione è congenita, ma la maggior parte delle volte è causata da alcuni fattori, come l’endometriosi, un dimagrimento improvviso ed eccessivo, un parto.
I sintomi sono legati per lo più a problemi circolatori che causano quindi dolori nella zona lombare o coccigea, specialmente durante le mestruazioni o i rapporti sessuali. Si riscontrano anche problemi nella defecazione o nell’urinare, e anche perdite biancastre intermestruali.
Che ci sia un rapporto tra questa malformazione e la fertilità non è sicuro, sembra che non sia del tutto significativa. Per questo motivo si tende a non correggere chirurgicamente questa anomalia, a meno che non si presenti unitamente ad altre più gravi, limitandosi a somministrare farmaci per i sintomi fastidiosi (ad esempio analgesici durante le mestruazioni). In casi di sintomatologie molto gravi si può provare a correggere la deviazione dell’asse introducendo un pessario (anello di gomma, plastica o silicone), anche se la correzione ha una durata limitata. Questo tipo di correzione non è praticabile nel caso di malformazioni congenite.