Infertilità maschile
Inviato: 10 giu 2015, 21:19
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In passato si riteneva che la mancanza di concepimento in una coppia fosse esclusivamente un problema femminile. Studi recenti hanno invece dimostrato che le cause di una infertilità di coppia sono equidistribuite tra i due sessi.
Come per la donna, viene distinta la infertilità primaria, quando l’uomo non ha mai concepito con nessuna donna, dall’infertilità secondaria, quando l’uomo ha già fecondato una o più donne. Ovviamente nel secondo caso è più semplice, dopo aver effettuato la diagnosi, risolvere il problema.
Stimare il numero di uomini coinvolti nel problema non è semplicissimo, anche perché la quasi totalità non svolge attività di prevenzione e non consulta uno specialista andrologo se non nel momento in cui si rende conto di avere problemi di fertilità. Questo è tanto più grave quanto più si tiene conto del fatto che la maggioranza delle cause di ipofertilità maschile proviene da patologie che prese in tempo potrebbero essere agevolmente ed efficacemente curate. Tra l’altro molte di queste patologie insorgono molto presto, in età giovanile e addirittura, in alcuni casi, nell’infanzia.
Un dato assai preoccupante poi riguarda il fatto che nel nostro Paese molti uomini non si sottopongono a visita nemmeno in stati di accertata infertilità di coppia. Le resistenze di tipo culturale sono ancora molto forti.
I fattori che possono influenzare negativamente la fertilità maschile sono molti, alcuni dei quali hanno un effetto transitorio, altri permanente. Tra questi:
- la febbre che supera i 38,5 °C può alterare la spermatogenesi per un periodo variabile da 2 a 6 mesi
- alcuni tumori e le terapie possono arrestare temporaneamente l’attività di spermatogenesi. L’arresto definitivo si ha con l’irradiazione in zona genitale o con alcuni farmaci
- alcuni interventi chirurgici in zona genitale possono compromettere la spermatogenesi per periodi transitori o addirittura, se effettuati sull’apparato genito-urinario, in via definitiva
- infezioni urinarie ricorrenti e non curate in modo corretto possono dar luogo a danni testicolari e all’epididimo, peggiorando la qualità del liquido seminale
- la fertilità può essere compromessa da alcune malattie a trasmissione sessuale, come la sifilide, la gonorrea, la clamidia, il virus HPV
- un’epididimite (infiammazione dell’epididimo) può causare infertilità, in quanto gli epididimi servono per il deposito, il passaggio e la maturazione degli spermatozoi. Tale infiammazione può essere acuta oppure cronica
- l’orchite è di solito associata alla parotite, ma può comparire anche in associazione a infezioni virali o forme batteriche. Se insorge prima della pubertà la parotite non è solitamente pericolosa per la fertilità. Stesso discorso per le forme di parotite che non si associano ad orchite
- una varice in sede testicolare (varicocele) si associa sovente all’infertilità. Per quantificare il danno va effettuata un’anamnesi approfondita.
- la fertilità è spesso influenzata (anche se non sempre in modo totale) dal criptorchidismo, ossia dalla mancata discesa (totale o parziale) dei testicoli. E’ molto importante l’intervento precoce (entro i due anni di vita)
- fattori di rischio sono i traumi e le torsioni testicolari, che possono condurre all’atrofia del testicolo se non adeguatamente trattati.
- oltre ai fattori fisiologici abbiamo stress, fattori ambientali, stili di vita scorretti, anche risalenti alla madre nel periodo fetale.
- disfunzioni endocrine, che possono influenzare negativamente la produzione degli ormoni a base della spermatogenesi
In passato si riteneva che la mancanza di concepimento in una coppia fosse esclusivamente un problema femminile. Studi recenti hanno invece dimostrato che le cause di una infertilità di coppia sono equidistribuite tra i due sessi.
Come per la donna, viene distinta la infertilità primaria, quando l’uomo non ha mai concepito con nessuna donna, dall’infertilità secondaria, quando l’uomo ha già fecondato una o più donne. Ovviamente nel secondo caso è più semplice, dopo aver effettuato la diagnosi, risolvere il problema.
Stimare il numero di uomini coinvolti nel problema non è semplicissimo, anche perché la quasi totalità non svolge attività di prevenzione e non consulta uno specialista andrologo se non nel momento in cui si rende conto di avere problemi di fertilità. Questo è tanto più grave quanto più si tiene conto del fatto che la maggioranza delle cause di ipofertilità maschile proviene da patologie che prese in tempo potrebbero essere agevolmente ed efficacemente curate. Tra l’altro molte di queste patologie insorgono molto presto, in età giovanile e addirittura, in alcuni casi, nell’infanzia.
Un dato assai preoccupante poi riguarda il fatto che nel nostro Paese molti uomini non si sottopongono a visita nemmeno in stati di accertata infertilità di coppia. Le resistenze di tipo culturale sono ancora molto forti.
I fattori che possono influenzare negativamente la fertilità maschile sono molti, alcuni dei quali hanno un effetto transitorio, altri permanente. Tra questi:
- la febbre che supera i 38,5 °C può alterare la spermatogenesi per un periodo variabile da 2 a 6 mesi
- alcuni tumori e le terapie possono arrestare temporaneamente l’attività di spermatogenesi. L’arresto definitivo si ha con l’irradiazione in zona genitale o con alcuni farmaci
- alcuni interventi chirurgici in zona genitale possono compromettere la spermatogenesi per periodi transitori o addirittura, se effettuati sull’apparato genito-urinario, in via definitiva
- infezioni urinarie ricorrenti e non curate in modo corretto possono dar luogo a danni testicolari e all’epididimo, peggiorando la qualità del liquido seminale
- la fertilità può essere compromessa da alcune malattie a trasmissione sessuale, come la sifilide, la gonorrea, la clamidia, il virus HPV
- un’epididimite (infiammazione dell’epididimo) può causare infertilità, in quanto gli epididimi servono per il deposito, il passaggio e la maturazione degli spermatozoi. Tale infiammazione può essere acuta oppure cronica
- l’orchite è di solito associata alla parotite, ma può comparire anche in associazione a infezioni virali o forme batteriche. Se insorge prima della pubertà la parotite non è solitamente pericolosa per la fertilità. Stesso discorso per le forme di parotite che non si associano ad orchite
- una varice in sede testicolare (varicocele) si associa sovente all’infertilità. Per quantificare il danno va effettuata un’anamnesi approfondita.
- la fertilità è spesso influenzata (anche se non sempre in modo totale) dal criptorchidismo, ossia dalla mancata discesa (totale o parziale) dei testicoli. E’ molto importante l’intervento precoce (entro i due anni di vita)
- fattori di rischio sono i traumi e le torsioni testicolari, che possono condurre all’atrofia del testicolo se non adeguatamente trattati.
- oltre ai fattori fisiologici abbiamo stress, fattori ambientali, stili di vita scorretti, anche risalenti alla madre nel periodo fetale.
- disfunzioni endocrine, che possono influenzare negativamente la produzione degli ormoni a base della spermatogenesi