Tecniche di fecondazione assistita: la IVM
Inviato: 26 lug 2015, 20:41
Presupposto della fecondazione in vitro è l'induzione della crescita follicolare multipla, per avere a disposizione più ovociti da fecondare. Tale crescita follicolare si raggiunge mediante la stimolazione farmacologica, che è una procedura che in alcuni casi può dare corso a rischi per la salute della donna. Il più diffuso è la sindrome da iperstimolazione, che provoca ingrossamento delle ovaie e nei casi peggiori formazione di liquido all'interno dell'addome.
Per evitare questi rischi è stata messa a punto una tecnica denominata IVM, tramite la quale gli ovociti vengono prelevati non ancora maturi e fatti maturare in vitro. E' noto infatti che ogni mese le ovaie mettono a disposizione un gruppo di follicoli, uno dei quali cresce e provoca l'ovulazione (follicolo dominante) mentre gli altri regrediscono. Con la IVM, prima che avvenga il processo di crescita del dominante, vengono prelevati tutti i follicoli a disposizione, per avere più ovociti da fecondare anche con blanda stimolazione o addirittura senza stimolazione.
Come per le altre tecniche di fecondazione assistita la crescita dei follicoli viene tenuta sotto controllo mediante monitoraggi ecografici, al fine di individuare correttamente il momento giusto per il pick up, che avviene con le consuete modalità. Gli ovociti prelevati vengono posti in un terreno di coltura che riproduce il più possibile le condizioni che si verificano all'interno dei follicoli e sono tenuti in questo stato per circa 30 ore perchè maturino. Dopo la maturazione il procedimento è del tutto analogo a quello di una FIVET/ICSI.
La IVM è adatta per le stesse tipologie di coppie per cui è indicata la FIVET/ICSI, ma è particolarmente efficace nei casi di donne con rischio di sindrome di iperstimolazione, a causa dell'assenza o comunque del basso dosaggio di farmaci stimolatori che richiede (donne affette da PCOS, donne con storia di precedenti stimolazioni cui hanno risposto in modo eccessivo, donne giovani con buona funzione ovarica che ricorrono alla pma per cause maschili o patologie tubariche, donne con condizioni di salute che sconsiglino una stimolazione).
I risultati di questa tecnica vanno migliorando via via che si sviluppano nuovi terreni di coltura. Attualmente la percentuale di ovociti che giungono a maturazione è del 60-70% e si conta di migliorare la performance. Le percentuali di fecondazione sono analoghi a quelli delle procedure classiche di FIVET/ICSI, mentre i tassi di gravidanza risultano lievemente inferiori, probabilmente a causa del minor numero di ovociti che si hanno a disposizione rispetto a quelli che si reperiscono con la stimolazione farmacologica.
Gli ovociti immaturi possono essere efficacemente crioconservati, con risultati analoghi a quelli raggiunti con gli ovociti maturi.
Per evitare questi rischi è stata messa a punto una tecnica denominata IVM, tramite la quale gli ovociti vengono prelevati non ancora maturi e fatti maturare in vitro. E' noto infatti che ogni mese le ovaie mettono a disposizione un gruppo di follicoli, uno dei quali cresce e provoca l'ovulazione (follicolo dominante) mentre gli altri regrediscono. Con la IVM, prima che avvenga il processo di crescita del dominante, vengono prelevati tutti i follicoli a disposizione, per avere più ovociti da fecondare anche con blanda stimolazione o addirittura senza stimolazione.
Come per le altre tecniche di fecondazione assistita la crescita dei follicoli viene tenuta sotto controllo mediante monitoraggi ecografici, al fine di individuare correttamente il momento giusto per il pick up, che avviene con le consuete modalità. Gli ovociti prelevati vengono posti in un terreno di coltura che riproduce il più possibile le condizioni che si verificano all'interno dei follicoli e sono tenuti in questo stato per circa 30 ore perchè maturino. Dopo la maturazione il procedimento è del tutto analogo a quello di una FIVET/ICSI.
La IVM è adatta per le stesse tipologie di coppie per cui è indicata la FIVET/ICSI, ma è particolarmente efficace nei casi di donne con rischio di sindrome di iperstimolazione, a causa dell'assenza o comunque del basso dosaggio di farmaci stimolatori che richiede (donne affette da PCOS, donne con storia di precedenti stimolazioni cui hanno risposto in modo eccessivo, donne giovani con buona funzione ovarica che ricorrono alla pma per cause maschili o patologie tubariche, donne con condizioni di salute che sconsiglino una stimolazione).
I risultati di questa tecnica vanno migliorando via via che si sviluppano nuovi terreni di coltura. Attualmente la percentuale di ovociti che giungono a maturazione è del 60-70% e si conta di migliorare la performance. Le percentuali di fecondazione sono analoghi a quelli delle procedure classiche di FIVET/ICSI, mentre i tassi di gravidanza risultano lievemente inferiori, probabilmente a causa del minor numero di ovociti che si hanno a disposizione rispetto a quelli che si reperiscono con la stimolazione farmacologica.
Gli ovociti immaturi possono essere efficacemente crioconservati, con risultati analoghi a quelli raggiunti con gli ovociti maturi.