aneuploidie e FISH test su spermatoi e globulo polare
Inviato: 30 lug 2015, 21:32
Il nucleo delle cellule contiene i cromosomi, che portano il codice genetico e nell’uomo sono 46: 22 coppie sono identificate con un numero progressivo che va da 1 a 22, mentre la ventitreesima è quella dei cromosomi sessuali, che possono essere di tipo X o di tipo Y.
Alcune delle cellule hanno come compito la riproduzione, che darà origine a un nuovo individuo con un corredo cromosomico originato a partire da quelli dei suoi genitori. Anche le cellule del figlio dovranno avere 46 cromosomi e per far questo è necessario che le cellule deputate al compito riproduttivo subiscano un processo di dimezzamento del proprio corredo cromosomico, creando i gameti (ovvero l’ovocita e lo spermatozoo), che contengono 23 cromosomi. Dopo questo “dimezzamento” la dotazione cromosomica è detta aploide, mentre quando sono presenti i 46 cromosomi si dice diploide.
Il processo che riduce i cromosomi da 46 a 23 si chiama meiosi.
Dopo la fecondazione si ricreerà la situazione diploide.
Può accadere che la meiosi non avvenga nel modo corretto, per cui gli ovociti e gli spermatozoi che si formano in questo caso hanno un numero di cromosomi che non è normale. Alcuni gameti mancheranno di un cromosoma, mentre altri avranno più copie dello stesso cromosoma. Queste alterazioni sono chiamate aneuploidie.
Gli embrioni che si originano in questo modo presentano ovviamente delle anomalie, che in alcuni casi comportano l’arresto dello sviluppo sin dalle fasi iniziali. In altri casi si può avere l’impianto o addirittura la nascita del bimbo, ma sono presenti in ogni caso delle malformazioni che portano a aborto o a morte subito dopo la nascita.
Pur in presenza di un cariotipo normale, alcuni individui hanno una tendenza maggiore rispetto alla media di originare gameti affetti da aneuploidia. Per quanto riguarda le donne questo fenomeno si correla strettamente con l’aumentare dell’età. Questo fa sì che donne più grandi di età abbiano una ridotta fertilità, una diminuzione della probabilità di impianto della gravidanza e una maggiore probabilità di aborto spontaneo. Nell’uomo questa tendenza va invece di pari passo con problematiche del liquido seminale.
I moderni sviluppi della genetica permettono a questi individui di vedere aumentate le proprie probabilità di concepimento mediante la selezione dei gameti che non presentano aneuploidia (per le donne) ovvero mediante intervento dell’andrologo e terapia mirata (per quanto riguarda gli uomini). L’analisi può essere effettuata mediante un test denominato FISH, che viene fatto sugli spermatozoi oppure sul globulo polare, prelevato tramite biopsia dall’ovocita.
Il test FISH utilizza delle sonde di DNA colorate con sostanze di vari colori, ciascuno dei quali evidenzia uno specifico cromosoma. In questo modo sarà possibile materialmente contare i cromosomi e visualizzare eventuali mancanze o doppioni. I segnali luminosi vengono analizzati tramite microscopi speciali.
Alcune delle cellule hanno come compito la riproduzione, che darà origine a un nuovo individuo con un corredo cromosomico originato a partire da quelli dei suoi genitori. Anche le cellule del figlio dovranno avere 46 cromosomi e per far questo è necessario che le cellule deputate al compito riproduttivo subiscano un processo di dimezzamento del proprio corredo cromosomico, creando i gameti (ovvero l’ovocita e lo spermatozoo), che contengono 23 cromosomi. Dopo questo “dimezzamento” la dotazione cromosomica è detta aploide, mentre quando sono presenti i 46 cromosomi si dice diploide.
Il processo che riduce i cromosomi da 46 a 23 si chiama meiosi.
Dopo la fecondazione si ricreerà la situazione diploide.
Può accadere che la meiosi non avvenga nel modo corretto, per cui gli ovociti e gli spermatozoi che si formano in questo caso hanno un numero di cromosomi che non è normale. Alcuni gameti mancheranno di un cromosoma, mentre altri avranno più copie dello stesso cromosoma. Queste alterazioni sono chiamate aneuploidie.
Gli embrioni che si originano in questo modo presentano ovviamente delle anomalie, che in alcuni casi comportano l’arresto dello sviluppo sin dalle fasi iniziali. In altri casi si può avere l’impianto o addirittura la nascita del bimbo, ma sono presenti in ogni caso delle malformazioni che portano a aborto o a morte subito dopo la nascita.
Pur in presenza di un cariotipo normale, alcuni individui hanno una tendenza maggiore rispetto alla media di originare gameti affetti da aneuploidia. Per quanto riguarda le donne questo fenomeno si correla strettamente con l’aumentare dell’età. Questo fa sì che donne più grandi di età abbiano una ridotta fertilità, una diminuzione della probabilità di impianto della gravidanza e una maggiore probabilità di aborto spontaneo. Nell’uomo questa tendenza va invece di pari passo con problematiche del liquido seminale.
I moderni sviluppi della genetica permettono a questi individui di vedere aumentate le proprie probabilità di concepimento mediante la selezione dei gameti che non presentano aneuploidia (per le donne) ovvero mediante intervento dell’andrologo e terapia mirata (per quanto riguarda gli uomini). L’analisi può essere effettuata mediante un test denominato FISH, che viene fatto sugli spermatozoi oppure sul globulo polare, prelevato tramite biopsia dall’ovocita.
Il test FISH utilizza delle sonde di DNA colorate con sostanze di vari colori, ciascuno dei quali evidenzia uno specifico cromosoma. In questo modo sarà possibile materialmente contare i cromosomi e visualizzare eventuali mancanze o doppioni. I segnali luminosi vengono analizzati tramite microscopi speciali.