Concepire un bambino a 20, 30 o 40 anni e più: vantaggi e sv
Inviato: 02 ago 2015, 13:14
Concepire un bambino a 20, 30 o 40 anni e più: vantaggi e svantaggi
La decisione di avere un bambino non dipende solo da noi donne: bisogna trovare il partner giusto e solitamente si cerca di avere una certa stabilità economica oltre che affettiva, prima di dare vita a una famiglia.Per questo motivo al giorno d’oggi è sempre più difficile riuscire ad affrontare una gravidanza a 20 anni o poco più. L’età però ha una certa influenza sia sugli aspetti fisici che su quelli emotivi di una gravidanza.
Diventare mamme tra i 20 e i 30 anni
Da un punto di vista puramente fisico, gli anni tra i 20 e i 30 rappresentano il periodo migliore per affrontare una gravidanza. C’è maggior probabilità ogni mese di concepire un bambino; i cicli mestruali si sono stabilizzati e non so no più ballerini come in adolescenza, il che significa che è anche più facile monitorare l’ovulazione. Inoltre a questa età gli ovociti sono di ottima qualità.Non solo è più facile rimanere incinta a ma anche la stessa gravidanza si porta avanti con meno probabilità di complicazioni.
Un corpo giovane di solito è in grado di gestire meglio in gravidanza il peso aggiuntivo sulle ossa, schiena e muscoli. Le articolazioni sono minimamente usurate, e si è probabilmente nell’apice della propria condizione fisica e di salute, lontani da problemi che possono insorgere con l’aumentare dell’età.
E se è giovane la mamma è probabile che lo siano anche i nonni che quindi possono essere più disponibili ad aiutare ad accudire il bebè.
Il rischio di complicazioni legate alla gravidanza è generalmente basso a questa età ma ci sono eccezioni:come la preeclampsia, o ipertensione indotta dalla gravidanza. Preeclampsia non è correlata all’età ma si verifica di solito nella prima gravidanza e le donne di questa età stanno generalmente affrontando la loro prima gravidanza. Ci può essere anche un maggior rischio di basso peso alla nascita del bambino, se la mamma ha adottato uno stile di vita non adeguato come il fumo, una cattiva alimentazione, e ha avuto rapporti sessuali a rischio di malattie sessualmente trasmissibili.
La decisione di avere un bambino non dipende solo da noi donne: bisogna trovare il partner giusto e solitamente si cerca di avere una certa stabilità economica oltre che affettiva, prima di dare vita a una famiglia.Per questo motivo al giorno d’oggi è sempre più difficile riuscire ad affrontare una gravidanza a 20 anni o poco più. L’età però ha una certa influenza sia sugli aspetti fisici che su quelli emotivi di una gravidanza.
Diventare mamme tra i 20 e i 30 anni
Da un punto di vista puramente fisico, gli anni tra i 20 e i 30 rappresentano il periodo migliore per affrontare una gravidanza. C’è maggior probabilità ogni mese di concepire un bambino; i cicli mestruali si sono stabilizzati e non so no più ballerini come in adolescenza, il che significa che è anche più facile monitorare l’ovulazione. Inoltre a questa età gli ovociti sono di ottima qualità.Non solo è più facile rimanere incinta a ma anche la stessa gravidanza si porta avanti con meno probabilità di complicazioni.
Un corpo giovane di solito è in grado di gestire meglio in gravidanza il peso aggiuntivo sulle ossa, schiena e muscoli. Le articolazioni sono minimamente usurate, e si è probabilmente nell’apice della propria condizione fisica e di salute, lontani da problemi che possono insorgere con l’aumentare dell’età.
E se è giovane la mamma è probabile che lo siano anche i nonni che quindi possono essere più disponibili ad aiutare ad accudire il bebè.
Il rischio di complicazioni legate alla gravidanza è generalmente basso a questa età ma ci sono eccezioni:come la preeclampsia, o ipertensione indotta dalla gravidanza. Preeclampsia non è correlata all’età ma si verifica di solito nella prima gravidanza e le donne di questa età stanno generalmente affrontando la loro prima gravidanza. Ci può essere anche un maggior rischio di basso peso alla nascita del bambino, se la mamma ha adottato uno stile di vita non adeguato come il fumo, una cattiva alimentazione, e ha avuto rapporti sessuali a rischio di malattie sessualmente trasmissibili.