Celiachia
Inviato: 16 set 2015, 21:38
Questa malattia era già stata descritta nel II secolo dopo Cristo da un medico di Alessandria d'Egitto con il termine di "sofferenza intestinale", senza conoscerne tuttavia la causa esatta. Solo dopo il 1950 si è saputo che la malattia celiaca è provocata dalla gliadina, un componente della farina di grano. In alcune popolazioni, la malattia può colpire una persona su 300 in modo asintomatico, vale a dire che progredisce in maniera "silenziosa". Inoltre, sembra che l'ereditarietà svolga un ruolo importante nella genesi della malattia.
Nel soggetto sano, l'intestino tenue è costituito da innumerevoli villi, ovvero pieghe digitiformi che aumentano notevolmente la superficie di assorbimento degli alimenti. Nel malato celiaco, la gliadina provoca un'infiammazione dell'intestino tenue, con una graduale distruzione dei villi e la conseguente diminuzione dell'assorbimento di alimenti e di sostanze come il ferro, l'acido folico, il calcio e certe vitamine.
La celiachia si manifesta innanzitutto attraverso disturbi digestivi, diarrea e dolori addominali. In alcuni casi causa problemi dovuti al malassorbimento: anemia, perdita di peso, ritardo della crescita, fragilità ossea.
La diagnosi viene effettuata attraverso la biopsia dell'intestino tenue ed esami del sangue. Infatti, la gliadina, responsabile dell'infiammazione intestinale, provoca la comparsa di anticorpi antigliadina e antiendomisio specifici che possono essere dosati nel sangue. Inoltre viene cercata un'anemia dovuta alla carenza di ferro e di acido folico, nonché sangue nelle feci.
I disturbi regrediscono velocemente eliminando qualsiasi alimento contenente gliadina. In pratica si tratta di una dieta molto rigida. In effetti, molte pietanze o alimenti composti possono contenere glutine nascosto.
Nel soggetto sano, l'intestino tenue è costituito da innumerevoli villi, ovvero pieghe digitiformi che aumentano notevolmente la superficie di assorbimento degli alimenti. Nel malato celiaco, la gliadina provoca un'infiammazione dell'intestino tenue, con una graduale distruzione dei villi e la conseguente diminuzione dell'assorbimento di alimenti e di sostanze come il ferro, l'acido folico, il calcio e certe vitamine.
La celiachia si manifesta innanzitutto attraverso disturbi digestivi, diarrea e dolori addominali. In alcuni casi causa problemi dovuti al malassorbimento: anemia, perdita di peso, ritardo della crescita, fragilità ossea.
La diagnosi viene effettuata attraverso la biopsia dell'intestino tenue ed esami del sangue. Infatti, la gliadina, responsabile dell'infiammazione intestinale, provoca la comparsa di anticorpi antigliadina e antiendomisio specifici che possono essere dosati nel sangue. Inoltre viene cercata un'anemia dovuta alla carenza di ferro e di acido folico, nonché sangue nelle feci.
I disturbi regrediscono velocemente eliminando qualsiasi alimento contenente gliadina. In pratica si tratta di una dieta molto rigida. In effetti, molte pietanze o alimenti composti possono contenere glutine nascosto.