Poliabortivitàle cause e diagnosi e le terapie
Inviato: 19 set 2015, 23:15
La poliabortività è definita come l’occorrenza di tre o oltre aborti consecutivi prima delle 20 settimane gestazionali. Circa l’1% delle coppie fertili presentano poliabortività; il rischio di ricorrenza dell’aborto spontaneo aumenta con l’età materna e il numero di aborti.
Poliabortività: le cause
Per poliabortività si intende la occorrenza di 3 o più aborti spontanei consecutivi prima della 20ma settimana di gravidanza, ognuno con feto del peso di meno di 500 grammi. Si calcola che circa l’1% delle donne siano affette da tale condizione. In questo articolo, vengono descritte in maniera semplice le cause conosciute di poliabortività.
Il tasso di ricorrenza dopo uno, due o tre aborti è variabile in letteratura. Negli studi meglio condotti, dopo un aborto il rischio di avere un secondo aborto è intorno al 11-14%, simile al tasso di aborto spontaneo considerato normale in donne senza alcun problema. Dopo due aborti, il tasso di ricorrenza è stato trovato tra il 17 ed il 30% circa, ma dopo 3 aborti il tasso di ricorrenza del fenomeno è variabile tra il 30 ed il 46% circa. Di conseguenza, è utile effettuare accertamenti quando si sono verificati almeno due ma soprattutto 3 aborti, in quanto dopo un singolo aborto il tasso di ricorrenza, essendo simile al tasso di aborto spontaneo, non giustifica di eseguire alcun accertamento.
Le cause di questa condizione sono:
genetiche, come alterazioni del corredo cromosomico della coppia, ed incidono in circa il 5% delle coppie. Questo tipo di cause riguardano in particolare gli aborti del primo trimestre.
anomalie anatomiche dell’utero, come le malformazioni congenite (utero unicorne o bicorne, utero setto), l’incompetenza del collo dell’utero, le anomalie dovute ad esposizione a farmaci durante la gravidanza in cui la donna è stata partorita, formazioni endouterine, presenza di aderenze diffuse endouterine. Questo tipo di cause riguardano in particolare gli aborti del secondo trimestre.
cause ormonali, tra cui si considerano i disordini tiroidei e diabetici, ma anche la insufficienza nella secrezione del progesterone; dubbi sussistono sulla causalità di queste condizioni nel provocare la poliabortività.
cause infettive; i germi implicati sono il mycoplasma, l’ureaplasma, la listeria ed altri. Tuttavia una chiara implicazione di queste cause nell’origine della poliabortività non è stata dimostrata con certezza.
malattie generali materne
fattori immunologici, quali la presenza di anticorpi antifosfolipidi (lupus anticoagulant ed anticorpi anti cardiolipina), che causando un danno a livello delle piastrine del sangue e dei vasi sanguigni, possono provocare la trombosi placentare e impedire l’accrescimento corretto del feto, e infine provocarne la morte.
Poliabortività: diagnosi
In una condizione di poliabortività (occorrenza di 3 o più aborti spontanei consecutivi prima della 20ma settimana di gravidanza, ognuno con feto del peso di meno di 500 grammi) serve ad accertare la presenza di malattie o condizioni familiari di entrambi i partrner che possono essere suggestive di possibili cause.
Sul versante femminile, esami preconcezionali possono essere utili in preparazione della successiva gravidanza.
Gli esami tiroidei vengono spesso richiesti, ma la loro utilità è dubbia, così come dubbia è la esecuzione di esami ormonali.
Più utili possono essere il dosaggio della omocistenemia e della resistenza alla proteina C attivata, che possono evidenziare una sottostante condizione genetica responsabile della poliabortività.
Una valutazione completa di tutti i fattori trombofilici potrebbe non essere utile.
La presenza di anticorpi antifosfolipidi invece può essere utile, in quanto in caso di positività, si può instaurare una efficace terapia preventiva.
La mappa cromosomica di entrambi i partner ed eventuali altri esami immunologici possono essere utili.
Altre condizioni correggibili sono le malformazioni uterine (in particolare l’utero setto) e la presenza di formazioni quali i miomi sottomucosi nella cavità uterina. Queste possono essere sospettate mediante l’ecografia transvaginale, ma diagnostica esclusivamente con la isterosonografia o meglio con l’isteroscopia diagnostica ambulatoriale.
Esami infettivologici a livello della vagina e del collo uterino posson essere utili, ma ciò che è più importante è l’effettuazione di tali esami precocemente in gravidanza.
Sul versante maschile, può essere utile la valutazione della morfologia spermatozoaria e della frammentazione del DNA degli spermatozoi; tuttavia, sulla efficacia della terapia per correggere la condizione ci sono dubbi.
Poliabortività: le cause
Per poliabortività si intende la occorrenza di 3 o più aborti spontanei consecutivi prima della 20ma settimana di gravidanza, ognuno con feto del peso di meno di 500 grammi. Si calcola che circa l’1% delle donne siano affette da tale condizione. In questo articolo, vengono descritte in maniera semplice le cause conosciute di poliabortività.
Il tasso di ricorrenza dopo uno, due o tre aborti è variabile in letteratura. Negli studi meglio condotti, dopo un aborto il rischio di avere un secondo aborto è intorno al 11-14%, simile al tasso di aborto spontaneo considerato normale in donne senza alcun problema. Dopo due aborti, il tasso di ricorrenza è stato trovato tra il 17 ed il 30% circa, ma dopo 3 aborti il tasso di ricorrenza del fenomeno è variabile tra il 30 ed il 46% circa. Di conseguenza, è utile effettuare accertamenti quando si sono verificati almeno due ma soprattutto 3 aborti, in quanto dopo un singolo aborto il tasso di ricorrenza, essendo simile al tasso di aborto spontaneo, non giustifica di eseguire alcun accertamento.
Le cause di questa condizione sono:
genetiche, come alterazioni del corredo cromosomico della coppia, ed incidono in circa il 5% delle coppie. Questo tipo di cause riguardano in particolare gli aborti del primo trimestre.
anomalie anatomiche dell’utero, come le malformazioni congenite (utero unicorne o bicorne, utero setto), l’incompetenza del collo dell’utero, le anomalie dovute ad esposizione a farmaci durante la gravidanza in cui la donna è stata partorita, formazioni endouterine, presenza di aderenze diffuse endouterine. Questo tipo di cause riguardano in particolare gli aborti del secondo trimestre.
cause ormonali, tra cui si considerano i disordini tiroidei e diabetici, ma anche la insufficienza nella secrezione del progesterone; dubbi sussistono sulla causalità di queste condizioni nel provocare la poliabortività.
cause infettive; i germi implicati sono il mycoplasma, l’ureaplasma, la listeria ed altri. Tuttavia una chiara implicazione di queste cause nell’origine della poliabortività non è stata dimostrata con certezza.
malattie generali materne
fattori immunologici, quali la presenza di anticorpi antifosfolipidi (lupus anticoagulant ed anticorpi anti cardiolipina), che causando un danno a livello delle piastrine del sangue e dei vasi sanguigni, possono provocare la trombosi placentare e impedire l’accrescimento corretto del feto, e infine provocarne la morte.
Poliabortività: diagnosi
In una condizione di poliabortività (occorrenza di 3 o più aborti spontanei consecutivi prima della 20ma settimana di gravidanza, ognuno con feto del peso di meno di 500 grammi) serve ad accertare la presenza di malattie o condizioni familiari di entrambi i partrner che possono essere suggestive di possibili cause.
Sul versante femminile, esami preconcezionali possono essere utili in preparazione della successiva gravidanza.
Gli esami tiroidei vengono spesso richiesti, ma la loro utilità è dubbia, così come dubbia è la esecuzione di esami ormonali.
Più utili possono essere il dosaggio della omocistenemia e della resistenza alla proteina C attivata, che possono evidenziare una sottostante condizione genetica responsabile della poliabortività.
Una valutazione completa di tutti i fattori trombofilici potrebbe non essere utile.
La presenza di anticorpi antifosfolipidi invece può essere utile, in quanto in caso di positività, si può instaurare una efficace terapia preventiva.
La mappa cromosomica di entrambi i partner ed eventuali altri esami immunologici possono essere utili.
Altre condizioni correggibili sono le malformazioni uterine (in particolare l’utero setto) e la presenza di formazioni quali i miomi sottomucosi nella cavità uterina. Queste possono essere sospettate mediante l’ecografia transvaginale, ma diagnostica esclusivamente con la isterosonografia o meglio con l’isteroscopia diagnostica ambulatoriale.
Esami infettivologici a livello della vagina e del collo uterino posson essere utili, ma ciò che è più importante è l’effettuazione di tali esami precocemente in gravidanza.
Sul versante maschile, può essere utile la valutazione della morfologia spermatozoaria e della frammentazione del DNA degli spermatozoi; tuttavia, sulla efficacia della terapia per correggere la condizione ci sono dubbi.