Ecografia transvaginale e sovrapubica
Inviato: 22 set 2015, 22:56
L'ecografia transvaginale ha cominciato ad affermarsi in Italia alla fine degli anni ottanta. Ricordo con orgoglio di avere vissuto in prima persona questa "scoperta tecnologica". All'epoca, quando iniziai a praticare la metodica, ancora non esistevano o erano rarissimi i libri sull'argomento e la semiotica ecografica si basava sulla esperienza personale e sulle prime pubblicazioni esistenti in letteratura. Ad ogni modo sin dai primi esami fui colpito dalla eccezionalità del dettaglio che spesso la metodica forniva. Viene eseguita inserendo in vagina (N.B non nell'utero) una sonda dello spessore di circa un dito - un dito e mezzo (le dimensioni variano a seconda della ditta produttrice).
Il trasduttore (sinonimo: sonda) viene in genere avvolto da una pellicola trasparente o ricoperto con un idoneo dispositivo e lubrificato con del gel per ultrasuoni. In genere la metodica è completamente indolore e non provoca maggior "disagio" di una normale visita ginecologica. Dovrebbe essere eseguita, per migliorarne ulteriormente le potenzialità, ad intestino "pulito"; anche se eseguita senza alcuna preparazione però, si otterranno spesso buoni risultati.
Il dettaglio offerto dalla ecografia transvaginale sugli organi pelvici prima menzionati e sulla loro vascolarizzazione, a parità di apparecchiatura e di "ecogenicità" della paziente è nettamente superiore rispetto a quello ottenuto utilizando la via sovrapubica. Anche in caso di patologie saranno percepibili maggiori dettagli utilissimi per la corretta diagnosi.
In campo ostetrico purtroppo, pur avendo grosse potenzialità, l'eco TV non è uniformemente diffusa ed utilizzata sul territorio nazionale. Le scansioni endovaginali, in campo ostetrico per esempio, offrono i seguenti vantaggi rispetto all'approccio sovrapubico:
• precoce e migliore visualizzazione della camera ovulare e del battito cardiaco
• agevole studio della anatomia fetale sin dalle prime settimane di gestazione (dopo la 12°-14° settimana però si visualizzeranno con dovizia di particolari le strutture e le parti fetali poste inferiormente, ma non sara' possibile esprimere un giudizio su quelle posizionate superiormente per una limitazione tecnica della metodica).
Inoltre un maggiore uso della ecografia transvaginale anche in gravidanza avanzata e al termine, permetterebbe di valutare con estrema precisione la lunghezza del collo uterino materno e lo stato dell'orifizio uterino interno, parametro più attendibile dell'ampiezza dell'orifizio uterino esterno -soggetto a volte a piccoli slargamenti transitori non patologici- per la prevenzione del parto pretermine e di tutte le condizioni legate a "disfunzioni" del collo uterino, nonché permettere un preciso "timing" del parto.
Nonostante tutto l'ecografia TV presenta anche delle limitazioni: risente della quantità di gas addominale (come la ecografia sovrapubica), evidenzia male gli organi e le porzioni di organo posizionati in alto (es. il fondo dell'utero in caso di notevole ingrandimento del viscere o un ovaio residente nella parte alta della pelvi potrebbero risultare "difficili da vedere" anche se spingendo con la mano sinistra sull'addome si riesce in genere a far rientrare le strutture nel raggio di azione della sonda); non fornisce inoltre una "visione di insieme" come la metodica sovrapubica.
Da quanto detto risulta evidente che le due metodiche non si annullano l'una con l'altra, ma sono complementari ed andrebbero eseguite entrambe. Questa "gemellarità" rappresenta una necessità in presenza di patologie poco usuali o complesse, in caso di soggetti con scarsa ecogenicità o anche soltanto per ottenere il miglior dettaglio possibile; costituirà invece un "optional" -anche se utilissimo- in tutti gli altri casi.
Il trasduttore (sinonimo: sonda) viene in genere avvolto da una pellicola trasparente o ricoperto con un idoneo dispositivo e lubrificato con del gel per ultrasuoni. In genere la metodica è completamente indolore e non provoca maggior "disagio" di una normale visita ginecologica. Dovrebbe essere eseguita, per migliorarne ulteriormente le potenzialità, ad intestino "pulito"; anche se eseguita senza alcuna preparazione però, si otterranno spesso buoni risultati.
Il dettaglio offerto dalla ecografia transvaginale sugli organi pelvici prima menzionati e sulla loro vascolarizzazione, a parità di apparecchiatura e di "ecogenicità" della paziente è nettamente superiore rispetto a quello ottenuto utilizando la via sovrapubica. Anche in caso di patologie saranno percepibili maggiori dettagli utilissimi per la corretta diagnosi.
In campo ostetrico purtroppo, pur avendo grosse potenzialità, l'eco TV non è uniformemente diffusa ed utilizzata sul territorio nazionale. Le scansioni endovaginali, in campo ostetrico per esempio, offrono i seguenti vantaggi rispetto all'approccio sovrapubico:
• precoce e migliore visualizzazione della camera ovulare e del battito cardiaco
• agevole studio della anatomia fetale sin dalle prime settimane di gestazione (dopo la 12°-14° settimana però si visualizzeranno con dovizia di particolari le strutture e le parti fetali poste inferiormente, ma non sara' possibile esprimere un giudizio su quelle posizionate superiormente per una limitazione tecnica della metodica).
Inoltre un maggiore uso della ecografia transvaginale anche in gravidanza avanzata e al termine, permetterebbe di valutare con estrema precisione la lunghezza del collo uterino materno e lo stato dell'orifizio uterino interno, parametro più attendibile dell'ampiezza dell'orifizio uterino esterno -soggetto a volte a piccoli slargamenti transitori non patologici- per la prevenzione del parto pretermine e di tutte le condizioni legate a "disfunzioni" del collo uterino, nonché permettere un preciso "timing" del parto.
Nonostante tutto l'ecografia TV presenta anche delle limitazioni: risente della quantità di gas addominale (come la ecografia sovrapubica), evidenzia male gli organi e le porzioni di organo posizionati in alto (es. il fondo dell'utero in caso di notevole ingrandimento del viscere o un ovaio residente nella parte alta della pelvi potrebbero risultare "difficili da vedere" anche se spingendo con la mano sinistra sull'addome si riesce in genere a far rientrare le strutture nel raggio di azione della sonda); non fornisce inoltre una "visione di insieme" come la metodica sovrapubica.
Da quanto detto risulta evidente che le due metodiche non si annullano l'una con l'altra, ma sono complementari ed andrebbero eseguite entrambe. Questa "gemellarità" rappresenta una necessità in presenza di patologie poco usuali o complesse, in caso di soggetti con scarsa ecogenicità o anche soltanto per ottenere il miglior dettaglio possibile; costituirà invece un "optional" -anche se utilissimo- in tutti gli altri casi.