Dal momento della nascita, il nostro cuore provvede a immettere il sangue povero di ossigeno, di rientro dalle vene cave, nelle arterie polmonari che conducono ai polmoni.
Nei polmoni, lo stesso sangue si carica di ossigeno e ritorna al cuore, attraverso le vene polmonari, allo scopo di essere distribuito nei vari organi e tessuti del corpo dopo l'introduzione nell'aorta.
Ma se ciò si verifica solo alla nascita, come avviene l'ossigenazione del sangue e la sua distribuzione ai tessuti prima di allora?
Fintanto che siamo nell'utero materno, non abbiamo la possibilità di respirare (e di ossigenare il sangue), pertanto è nostra madre a fornirci il sangue ossigenato.
Ecco come…
Il sangue materno ricco di ossigeno giunge nel nostro corpo attraverso la vena ombelicale, la quale riversa il proprio contenuto nella vena cava inferiore con cui è in collegamento.
La vena cava inferiore termina, come di consueto, nell'atrio destro, pertanto si avrà che il sangue ossigenato raggiunge il cuore attraverso una via diversa da quella "canonica"citata in precedenza.
Una volta all'interno dell'atrio destro, il sangue ricco d'ossigeno fluisce solo in minima parte nel ventricolo destro, in quanto imbocca una piccola apertura apposita, situata tra atrio destro e atrio sinistro e chiamata foro di Botallo.
Con il passaggio diretto dall'atrio destro all'atrio sinistro, il sangue ossigenato è già pronto per immettersi nell'aorta e, da qui, distribuirsi nei vari organi del corpo.
A questo punto, un lettore attento potrebbe chiedersi che fine facciano il sangue che raggiunge il ventricolo destro e il sangue proveniente dalla vena cava superiore.
La risposta è: si mescolano e imboccano l'arteria polmonare, la quale, però, presenta una deviazione – chiamata dotto arterioso – che la mette in comunicazione diretta con l'aorta. Di conseguenza, anche il sangue che raggiunge il ventricolo destro viene smistato, in un modo o nell'altro, nel sistema arterioso principale del nostro corpo.
Come si svolge la circolazione sanguigna fetale?
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