Perdite di sangue in gravidanza
Inviato: 28 set 2015, 22:03
Perdite di sangue in gravidanza: ecco quando possono succedere
La gravidanza non è sempre una passeggiata. Nausee, piedi gonfi, mal di schiena, sciatica…sono alcune problematiche che possono comparire nel corso dei nove mesi. Una delle cose che spaventano di più però sono sicuramente le perdite di sangue.
E capitato anche a me intorno ai 7 mesi di gravidanza e sono subito corsa al pronto soccorso per la paura che stesse succedendo qualcosa di brutto. Invece era tutto nella norma. Si era semplicemente rotto un piccolo capillare a livello del collo dell’utero. Niente di importante per fortuna.
La causa ed il significato di un sanguinamento vaginale cambiano a seconda dell’epoca gestazionale in cui si presentano.
Il sanguinamento nel primo trimestre può capitare in circa il 40% delle gravidanza. Spesso si tratta di perdite senza conseguenze, ma in alcuni casi possono essere una spia di un problema esistente. Pertanto tutti i casi di sanguinamento vanno riferiti al proprio medico o al pronto soccorso ostetrico. Piccole perdite di sangue marrone o rosso scuro significa che è sangue vecchio e spesso non sono molto significative. Il muco rosa è anch’esso abbastanza comune e potrebbe derivare dal collo dell’utero a causa di dilatazione, di abrasioni o di altri problemi. Il Sangue rosso è quello che preoccupa di più in genere. In quanto rosso significa sangue fresco e a seconda della quantità persa può essere più o meno grave.
Le perdite si possono verificare in caso di :
Perdite da impianto: sono abbastanza comuni e si verificano quando l’ovulo fecondato si impianta nella mucosa dell’utero. Si possono notare a una distanza di 10-14 giorni dopo il concepimento. In questo caso non bisogna allarmarsi e possono essere semplicemente un preavviso di inizio gravidanza.
Parto prematuro o pre-termine: il parto prematuro si verifica quando il travaglio inizioa tropo resto (in genre dopo le 20 settimane di gravidanza o comunque prima di tre settimana dalla data presunta parto). In questi casi si interviene farmacologicamente per fermare l’avvio del travaglio. Al contempo è importante capire come mai è successo , se per colpa di una infezione , o per una forma anomala dell’utero. Ci sono stati progressi enormi sul tasso di sopravvivenza di bambini nati prematuri. La percentuale di sopravvivenza si è alzata in modo considerevole già a partire dalle 26 settimane di gestazione.
Infezioni: ci sono alcune infezioni come L’herpes che possono causare sanguinamento. Anche in questi casi è bene avvisare il medico in modo tale che al momento del parto venga evitata la trasmissione al bambino.
Polipi cervicali: in genere vengono diagnosticati attraverso un esame pelvico. Sono escrescenze spesso causate ad esempio da un aumento dei livelli di estrogeni, o da infiammazioni, o da vasi sanguigni ostruiti della cervice. I polipi possono essere rimossi nel corso di una procedura ambulatoriale semplice, ma raramente possono causare aborto spontaneo dopo il primo trimestre.
Aborto spontaneo: la causa più comune di aborti spontanei nel primo trimestre è rappresentata dal anomalie cromosomiche fetali. Altre cause possono essere anomalie genetiche, infezioni, problemi ormonali, assunzione di farmaci, anormalità dell’utero o anomalie immunitarie. Non c’è modo di prevedere o prevenire un aborto spontaneo e quando è in corso una minacciai di aborto (presenza di perdite di sangue) in genere il medico consiglia riposo assoluto. E’ importante in queste situazioni tenere informato il proprio medico o recarsi al pronto soccorso.
Placenta previa: si verifica quando la placenta si viene a trovare davanti (previa vuol dire davanti) alla parte di presentazione fetale (testa, spalle, podice). E ‘una delle cause più comuni di sanguinamento nel terzo trimestre. Una volta diagnosticata, viene consigliato riposo, (delle volte anche assoluto), sono sconsigliati i rapporti e le attività faticose. Il taglio cesareo è necessario in caso di placenta previa a fine gravidanza . Spesso, tuttavia, se la placenta previa viene diagnosticata precocemente, con il passare delle settimane la situazione può cambiare. La placenta infatti può ‘migrare’ grazie all’allargamento utero e spostarsi quindi in posizioni comuni (laterale, anteriore o posteriore).placenta previa
La gravidanza non è sempre una passeggiata. Nausee, piedi gonfi, mal di schiena, sciatica…sono alcune problematiche che possono comparire nel corso dei nove mesi. Una delle cose che spaventano di più però sono sicuramente le perdite di sangue.
E capitato anche a me intorno ai 7 mesi di gravidanza e sono subito corsa al pronto soccorso per la paura che stesse succedendo qualcosa di brutto. Invece era tutto nella norma. Si era semplicemente rotto un piccolo capillare a livello del collo dell’utero. Niente di importante per fortuna.
La causa ed il significato di un sanguinamento vaginale cambiano a seconda dell’epoca gestazionale in cui si presentano.
Il sanguinamento nel primo trimestre può capitare in circa il 40% delle gravidanza. Spesso si tratta di perdite senza conseguenze, ma in alcuni casi possono essere una spia di un problema esistente. Pertanto tutti i casi di sanguinamento vanno riferiti al proprio medico o al pronto soccorso ostetrico. Piccole perdite di sangue marrone o rosso scuro significa che è sangue vecchio e spesso non sono molto significative. Il muco rosa è anch’esso abbastanza comune e potrebbe derivare dal collo dell’utero a causa di dilatazione, di abrasioni o di altri problemi. Il Sangue rosso è quello che preoccupa di più in genere. In quanto rosso significa sangue fresco e a seconda della quantità persa può essere più o meno grave.
Le perdite si possono verificare in caso di :
Perdite da impianto: sono abbastanza comuni e si verificano quando l’ovulo fecondato si impianta nella mucosa dell’utero. Si possono notare a una distanza di 10-14 giorni dopo il concepimento. In questo caso non bisogna allarmarsi e possono essere semplicemente un preavviso di inizio gravidanza.
Parto prematuro o pre-termine: il parto prematuro si verifica quando il travaglio inizioa tropo resto (in genre dopo le 20 settimane di gravidanza o comunque prima di tre settimana dalla data presunta parto). In questi casi si interviene farmacologicamente per fermare l’avvio del travaglio. Al contempo è importante capire come mai è successo , se per colpa di una infezione , o per una forma anomala dell’utero. Ci sono stati progressi enormi sul tasso di sopravvivenza di bambini nati prematuri. La percentuale di sopravvivenza si è alzata in modo considerevole già a partire dalle 26 settimane di gestazione.
Infezioni: ci sono alcune infezioni come L’herpes che possono causare sanguinamento. Anche in questi casi è bene avvisare il medico in modo tale che al momento del parto venga evitata la trasmissione al bambino.
Polipi cervicali: in genere vengono diagnosticati attraverso un esame pelvico. Sono escrescenze spesso causate ad esempio da un aumento dei livelli di estrogeni, o da infiammazioni, o da vasi sanguigni ostruiti della cervice. I polipi possono essere rimossi nel corso di una procedura ambulatoriale semplice, ma raramente possono causare aborto spontaneo dopo il primo trimestre.
Aborto spontaneo: la causa più comune di aborti spontanei nel primo trimestre è rappresentata dal anomalie cromosomiche fetali. Altre cause possono essere anomalie genetiche, infezioni, problemi ormonali, assunzione di farmaci, anormalità dell’utero o anomalie immunitarie. Non c’è modo di prevedere o prevenire un aborto spontaneo e quando è in corso una minacciai di aborto (presenza di perdite di sangue) in genere il medico consiglia riposo assoluto. E’ importante in queste situazioni tenere informato il proprio medico o recarsi al pronto soccorso.
Placenta previa: si verifica quando la placenta si viene a trovare davanti (previa vuol dire davanti) alla parte di presentazione fetale (testa, spalle, podice). E ‘una delle cause più comuni di sanguinamento nel terzo trimestre. Una volta diagnosticata, viene consigliato riposo, (delle volte anche assoluto), sono sconsigliati i rapporti e le attività faticose. Il taglio cesareo è necessario in caso di placenta previa a fine gravidanza . Spesso, tuttavia, se la placenta previa viene diagnosticata precocemente, con il passare delle settimane la situazione può cambiare. La placenta infatti può ‘migrare’ grazie all’allargamento utero e spostarsi quindi in posizioni comuni (laterale, anteriore o posteriore).placenta previa