Infezioni virali in gravidanza: L'herpes genitale.
Inviato: 07 ott 2015, 23:57
Herpes genitale.
Si chiama herpes simplex 2 e colpisce la metà inferiore del corpo, in particolare la zona dei genitali (le forme dovute all'herpes simplex di tipo 1 colpiscono la metà superiore del corpo e, in particolare, viso e labbra). È la più comune malattia a trasmissione sessuale e interessa quasi 100 milioni di individui nel mondo. Nel nostro paese, dal 1998 a oggi, i casi sono aumentati progressivamente, fino a giungere al 5% in più rispetto ad allora. Le donne sono colpite quattro volte più degli uomini. L'infettività è molto elevata: in particolare, il virus si trasmette più facilmente dall'uomo alla donna. In un rapporto in cui il partner maschile è infetto la partner ha il 60% delle probabilità di contrarre il virus. Questi sono dati statistici basati sul numero di casi identificati, ma si ritiene che il numero effettivo di persone colpite da herpes genitale sia di gran lunga superiore. Non tutti i casi infatti vengono regolarmente segnalati, malgrado l'obbligo di denuncia obbligatoria previsto dalla legge. Più comune dunque di quanto si possa pensare, il disturbo, se contratto in gravidanza, può comportare conseguenze anche serie per il feto. Ecco perché è importante prevenirlo. Ma vediamo di che cosa si tratta, le precauzioni da adottare e le eventuali cure.
Come si trasmette.
L'herpes genitale rientra nel gruppo delle malattie a trasmissione sessuale, ossia quelle che si contraggono mediante rapporti sessuali; come la maggior parte di questi disturbi, può essere dunque prevenuto evitando i rapporti con il partner che lo abbia contratto o con alcune precauzioni. I virus herpetici si trasmettono tramite i liquidi organici come sperma e secrezioni in genere e penetrano attraverso abrasioni o ulcerazioni di pelle o di mucose. Il virus può essere trasmesso anche tramite il contatto con le mucose genitali infette. Quindi, il rischio esiste anche se l'uomo non giunge all' eiaculazione. Ecco perché il profilattico deve essere adottato sin dall'inizio del rapporto.
I sintomi.
I sintomi variano da individuo a individuo e possono anche rimanere a lungo nascosti. Perciò, sette volte su 10 il compagno trasmette inconsapevolmente la malattia. La manifestazione tipica e la presenza di vescicole dolorose sulla pelle e sulle mucose della sua genitale; le vescicole, oltre a ulcerarsi, sono accompagnate da malessere generale, febbre e in ingrossamento delle linfoghiandole dell'inguine. Il riconoscimento dell'herpes genitale può essere immediato se il medico osserva le vescicole. Tuttavia, è difficile che esse rimangano a lungo nelle mucose genitali senza ulcerarsi (cioè rompersi che non essere più riconoscibili), quindi spesso non vi sono elementi sufficienti per una conferma della diagnosi tramite una semplice visita. Si può ricorrere ad alcuni esami specifici (basta un piccolo prelievo di mucosa in una zona lesionata, mediante un tampone). Attraverso l'osservazione al microscopio, si possono mettere in evidenza le alterazioni causate dal virus.
Si chiama herpes simplex 2 e colpisce la metà inferiore del corpo, in particolare la zona dei genitali (le forme dovute all'herpes simplex di tipo 1 colpiscono la metà superiore del corpo e, in particolare, viso e labbra). È la più comune malattia a trasmissione sessuale e interessa quasi 100 milioni di individui nel mondo. Nel nostro paese, dal 1998 a oggi, i casi sono aumentati progressivamente, fino a giungere al 5% in più rispetto ad allora. Le donne sono colpite quattro volte più degli uomini. L'infettività è molto elevata: in particolare, il virus si trasmette più facilmente dall'uomo alla donna. In un rapporto in cui il partner maschile è infetto la partner ha il 60% delle probabilità di contrarre il virus. Questi sono dati statistici basati sul numero di casi identificati, ma si ritiene che il numero effettivo di persone colpite da herpes genitale sia di gran lunga superiore. Non tutti i casi infatti vengono regolarmente segnalati, malgrado l'obbligo di denuncia obbligatoria previsto dalla legge. Più comune dunque di quanto si possa pensare, il disturbo, se contratto in gravidanza, può comportare conseguenze anche serie per il feto. Ecco perché è importante prevenirlo. Ma vediamo di che cosa si tratta, le precauzioni da adottare e le eventuali cure.
Come si trasmette.
L'herpes genitale rientra nel gruppo delle malattie a trasmissione sessuale, ossia quelle che si contraggono mediante rapporti sessuali; come la maggior parte di questi disturbi, può essere dunque prevenuto evitando i rapporti con il partner che lo abbia contratto o con alcune precauzioni. I virus herpetici si trasmettono tramite i liquidi organici come sperma e secrezioni in genere e penetrano attraverso abrasioni o ulcerazioni di pelle o di mucose. Il virus può essere trasmesso anche tramite il contatto con le mucose genitali infette. Quindi, il rischio esiste anche se l'uomo non giunge all' eiaculazione. Ecco perché il profilattico deve essere adottato sin dall'inizio del rapporto.
I sintomi.
I sintomi variano da individuo a individuo e possono anche rimanere a lungo nascosti. Perciò, sette volte su 10 il compagno trasmette inconsapevolmente la malattia. La manifestazione tipica e la presenza di vescicole dolorose sulla pelle e sulle mucose della sua genitale; le vescicole, oltre a ulcerarsi, sono accompagnate da malessere generale, febbre e in ingrossamento delle linfoghiandole dell'inguine. Il riconoscimento dell'herpes genitale può essere immediato se il medico osserva le vescicole. Tuttavia, è difficile che esse rimangano a lungo nelle mucose genitali senza ulcerarsi (cioè rompersi che non essere più riconoscibili), quindi spesso non vi sono elementi sufficienti per una conferma della diagnosi tramite una semplice visita. Si può ricorrere ad alcuni esami specifici (basta un piccolo prelievo di mucosa in una zona lesionata, mediante un tampone). Attraverso l'osservazione al microscopio, si possono mettere in evidenza le alterazioni causate dal virus.