Febbre in gravidanza.
Inviato: 08 ott 2015, 18:11
Febbre in gravidanza.
Primo- terzo trimestre.
Se il termometro indica una temperatura più elevata del normale bisogna avvisare il medico, che valuterà le cause e prescriverà le cure adatte. Alla mamma in attesa può succedere di scoprire che il termometro indica una temperatura corporea più alta del normale, da qualche decimo fino magari a un grado o un grado e mezzo in più. Che cosa significa? È il caso di preoccuparsi? In che modo affrontarla? Come sempre, in gravidanza, la prima cosa da fare è avvisare il medico. La febbre, infatti, va considerata con la dovuta attenzione: perché non si tratta mai di una malattia in sé, da combattere con un semplice febbrifugo, ma di un sintomo, cioè del segnale che qualcosa, nell'organismo, non sta andando come dovrebbe. Ed è appunto questo qualcosa che deve essere individuato subito e curato, anche se il farmaco febbrifugo resta in ogni modo utile per evitare i problemi e i disagi legati all'aumento della temperatura corporea. Disagi che possono essere comunque alleviati con alcune semplici regole di comportamento.
Un leggero rialzo è naturale.
La gravidanza comporta sempre un aumento di temperatura dell'ordine di qualche decimo. La forte produzione di progesterone (uno degli ormoni femminili, che caratterizza soprattutto la seconda metà del ciclo mestruale) porta infatti ad una dilatazione dei vasi e dei capillari sanguigni che si traduce in maggior calore corporeo, che è compreso di solito fra i 3 e i 5 decimi.
L'aumento compare fin dall'inizio della gestazione, tanto che ne è addirittura un segnale. Quindi, la futura mamma può stabilire da subito qual è la sua nuova temperatura fisiologica, cioè naturale, nel periodo della gravidanza, che in certi casi può essere addirittura di 37,1 o 37,2 gradi (misurata esternamente, cioè sotto l'ascella o all'inguine); e in base ad essa capire quando si instaura un vero e proprio episodio febbrile.
Se supera i 38 gradi.
Le conseguenze:
Un forte rialzo della temperatura, superiore a 38 o 38,2 gradi, non provoca, nella mamma in attesa, conseguenze molto diverse da quelle che si verificherebbero in situazione normale. Invece, costituisce un problema per il bambino in formazione. La febbre alta, infatti, mette in moto le difese dell'organismo materno, che comportano tra l'altro la comparsa di contrazioni dell'utero. Queste possono portare addirittura all'espulsione prematura del bimbo, in qualunque periodo della gestazione.
Il rimedio:
Quindi, quando la febbre supera i 38,0-38,2 gradi, il medico prescrive un febbrifugo, cioè un farmaco per abbassarla. Di solito, si tratta del paracetamolo, molecola alla base di diversi farmaci e priva di controindicazioni per la gravidanza. Ma si può usare anche l'acido acetilsalicilico, tradizionalmente impiegato nelle malattie da raffreddamento, che tuttavia si preferisce evitare nelle prime sei settimane di gravidanza e negli ultimi 15 giorni, in quanto si tratta di un farmaco che come effetto collaterale riduce la normale coaugulabilità del sangue.
Perché arriva la febbre.
La febbre è sempre un segnale di malattia: per questo, in un momento delicato com’è la gravidanza, la visita medica deve stabilire il più presto possibile quali siano le cause che l'hanno provocata.
Il rialzo della temperatura può segnalare un disturbo virale o batterico: in tal caso, i rischi per il bambino non dipendono tanto dal livello della temperatura quanto dalla diversa aggressività dei microrganismi e dal periodo di gestazione nel quale la mamma contrae l'infezione.
Inoltre, la febbre può essere la manifestazione di altri disturbi: per esempio, può essere dovuta ad un raffreddamento o ad un colpo di sole o di calore. In tal caso, il bebè può risentire solo del rischio di alta temperatura, rischio che va controllato con un farmaco per abbassarla.
Primo- terzo trimestre.
Se il termometro indica una temperatura più elevata del normale bisogna avvisare il medico, che valuterà le cause e prescriverà le cure adatte. Alla mamma in attesa può succedere di scoprire che il termometro indica una temperatura corporea più alta del normale, da qualche decimo fino magari a un grado o un grado e mezzo in più. Che cosa significa? È il caso di preoccuparsi? In che modo affrontarla? Come sempre, in gravidanza, la prima cosa da fare è avvisare il medico. La febbre, infatti, va considerata con la dovuta attenzione: perché non si tratta mai di una malattia in sé, da combattere con un semplice febbrifugo, ma di un sintomo, cioè del segnale che qualcosa, nell'organismo, non sta andando come dovrebbe. Ed è appunto questo qualcosa che deve essere individuato subito e curato, anche se il farmaco febbrifugo resta in ogni modo utile per evitare i problemi e i disagi legati all'aumento della temperatura corporea. Disagi che possono essere comunque alleviati con alcune semplici regole di comportamento.
Un leggero rialzo è naturale.
La gravidanza comporta sempre un aumento di temperatura dell'ordine di qualche decimo. La forte produzione di progesterone (uno degli ormoni femminili, che caratterizza soprattutto la seconda metà del ciclo mestruale) porta infatti ad una dilatazione dei vasi e dei capillari sanguigni che si traduce in maggior calore corporeo, che è compreso di solito fra i 3 e i 5 decimi.
L'aumento compare fin dall'inizio della gestazione, tanto che ne è addirittura un segnale. Quindi, la futura mamma può stabilire da subito qual è la sua nuova temperatura fisiologica, cioè naturale, nel periodo della gravidanza, che in certi casi può essere addirittura di 37,1 o 37,2 gradi (misurata esternamente, cioè sotto l'ascella o all'inguine); e in base ad essa capire quando si instaura un vero e proprio episodio febbrile.
Se supera i 38 gradi.
Le conseguenze:
Un forte rialzo della temperatura, superiore a 38 o 38,2 gradi, non provoca, nella mamma in attesa, conseguenze molto diverse da quelle che si verificherebbero in situazione normale. Invece, costituisce un problema per il bambino in formazione. La febbre alta, infatti, mette in moto le difese dell'organismo materno, che comportano tra l'altro la comparsa di contrazioni dell'utero. Queste possono portare addirittura all'espulsione prematura del bimbo, in qualunque periodo della gestazione.
Il rimedio:
Quindi, quando la febbre supera i 38,0-38,2 gradi, il medico prescrive un febbrifugo, cioè un farmaco per abbassarla. Di solito, si tratta del paracetamolo, molecola alla base di diversi farmaci e priva di controindicazioni per la gravidanza. Ma si può usare anche l'acido acetilsalicilico, tradizionalmente impiegato nelle malattie da raffreddamento, che tuttavia si preferisce evitare nelle prime sei settimane di gravidanza e negli ultimi 15 giorni, in quanto si tratta di un farmaco che come effetto collaterale riduce la normale coaugulabilità del sangue.
Perché arriva la febbre.
La febbre è sempre un segnale di malattia: per questo, in un momento delicato com’è la gravidanza, la visita medica deve stabilire il più presto possibile quali siano le cause che l'hanno provocata.
Il rialzo della temperatura può segnalare un disturbo virale o batterico: in tal caso, i rischi per il bambino non dipendono tanto dal livello della temperatura quanto dalla diversa aggressività dei microrganismi e dal periodo di gestazione nel quale la mamma contrae l'infezione.
Inoltre, la febbre può essere la manifestazione di altri disturbi: per esempio, può essere dovuta ad un raffreddamento o ad un colpo di sole o di calore. In tal caso, il bebè può risentire solo del rischio di alta temperatura, rischio che va controllato con un farmaco per abbassarla.