La Toxoplasmosi in gravidanza
Inviato: 08 ott 2015, 18:13
Che cos'è la Toxoplasmosi
L’agente patogeno della toxoplasmosi è il Toxoplasmagondii , un protozoo parassita di piccole dimensioni che esiste in tre forme: la forma proliferativa o trofozoita, la cisti tissutale e l’oocisti. L’ospite definitivo del toxoplasma è rappresentato dal gatto, mentre una grande varietà di mammiferi e uccelli costituiscono gli ospiti intermedi. Nell’epitelio intestinale del gatto il Toxoplasma può svolgere sia il ciclo schizogonico (asessuato) che il ciclo gamonico (sessuato) della riproduzione. Dal ciclo settato derivano i gameti ; questi unendosi formano le oocisti che vengono eliminate con le feci circa due settimane dopo l’infezione acuta. Le oocisti appena emesse con le feci non sono infette ma lo diventano da un periodo di 1-21 giorni, dando origine per sporulazione a 2 sporocisti contenenti ciascuna 4 sporozoiti. Le oocisti possono resistere a lungo nel terreno e rappresentano il “ serbatoio tellurico” dell’infezione. Quando l’oocisti viene ingerita da un animale si liberano le forme asessuate (trofozoiti) che penetrano nella mucosa intestinale e si diffondono nell’organismo tramite la circolazione ematica e linfatica. I trofozoiti penetrano nelle cellule e si moltiplicano, provocando infine la rottura della cellula ospite e la disseminazione dei parassiti nelle cellule adiacenti. Praticamente nessun tessuto è immune dalla colonizzazione parassitaria, e l’intensità della parassitemia influenza la probabilità e la severità della malattia. Con la comparsa degli anticorpi circolanti la proliferazione dei trofozoiti si arresta, ed essi scompaiono dai tessuti con l’eccezione della retina e delle cellule gliali del sistema nervoso centrale. Le forme cistiche cominciano ad apparire 8 giorni dopo l’infezione sostituento i focolai parassitari, e possono essere riscontrate a livello di muscoli , mucosa intestinale , utero, reni, cervello e polmone. Le cisti tessutali permangono nel soggetto infettato per tutta la vita e , sebbene vengano considerate forme silenti, sono probabilmente responsabili delle riattivazioni dell’infezione. L’uomo può infettarsi sia ingerendo direttamente le oocisti presenti nel terreno, mediante ortaggi crudi mal lavati o per scarsa igiene delle mani, sia alimentandosi con carne cruda o poco cotta di animali infetti, la carne di vitello è raramente infetta. Il prosciutto e la carne di suino poco cotta sono probabilmente la forma più comune di infezione, ma anche il latte fresco e le uova possono contenere il parassita. Sono possibili , anche se rare , le infezioni accidentali mediante contatto con materiale infetto e penetrazione del parassita attraverso soluzioni di continuo della cute , soprattutto nel personale di laboratorio. Molto importante rimane poi il contatto diretto con i gatti; le oocisti emesse dai gatti con le feci resistono a lungo nei terreni umidi ,mentre la loro sopravvivenza è breve se il terreno è esposto al sole o se si tratta di pavimentazione domestiche e superfici urbane
La Toxoplasmosi in gravidanza
Le informazioni sulle possibili gravi conseguenze che l’infezione primaria da Toxoplasma può comportare per il feto ed il neonato hanno diffuso molto spesso un allarme spesso ingiustificato mettendo a volte i medici di fronte a problemi diagnostici che non sempre sono adeguatamente preparati a risolvere.
Ne è un esempio il numero elevato di interruzioni volontarie di gravidanza o comunque gravi situazioni di angoscia provocato alle gravide in seguito ad un riscontro di sieropositività interpretato erroneamente come indice di malattia in atto invece che come correttamente dovrebbe essere fatto, di immunizzazione.
In realtà ,anche in caso di infezione primaria in gravidanza , le probabilità che il feto venga infettato in utero sono piuttosto limitate ,anche se crescenti con l’aumentare dell’età gestionale, mentre la gravità delle lesioni segue un andamento inverso ovvero è tanto minore quanto più il contagio fetale è tardivo.
In caso d’infezione da Toxoplasma nel I trimestre si avrà nella maggior parte dei casi , l’aborto o la morte fetale , nel II trimestre si potranno verificare idrocefalo , calcificazioni cerebrali, corioretinite e convulsioni , mentre l’infezione nel III trimestre darà forme di acute poliviscerali.
Infine quando l’infezione viene contratta nelle fasi terminali della gravidanza il neonato potrà nascere apparentemente sano , ma portatore di una forma latente di toxoplasmosi che si potrà manifestare a distanza di mesi od anni sotto forma di lesioni discrete a carico dell’occhio (corioretiniti recidivanti) o del SNC ( ritardi mentali , disturbi comportamentali).
La diagnosi di infezione toxoplasmica si basa essenzialmente nell’adulto sullo studio dei livelli anticorpali specifici , e può essere eventualmente confermata mediante evidenziazione diretta del parassita nei tessuti o dopo test biologico.
L’agente patogeno della toxoplasmosi è il Toxoplasmagondii , un protozoo parassita di piccole dimensioni che esiste in tre forme: la forma proliferativa o trofozoita, la cisti tissutale e l’oocisti. L’ospite definitivo del toxoplasma è rappresentato dal gatto, mentre una grande varietà di mammiferi e uccelli costituiscono gli ospiti intermedi. Nell’epitelio intestinale del gatto il Toxoplasma può svolgere sia il ciclo schizogonico (asessuato) che il ciclo gamonico (sessuato) della riproduzione. Dal ciclo settato derivano i gameti ; questi unendosi formano le oocisti che vengono eliminate con le feci circa due settimane dopo l’infezione acuta. Le oocisti appena emesse con le feci non sono infette ma lo diventano da un periodo di 1-21 giorni, dando origine per sporulazione a 2 sporocisti contenenti ciascuna 4 sporozoiti. Le oocisti possono resistere a lungo nel terreno e rappresentano il “ serbatoio tellurico” dell’infezione. Quando l’oocisti viene ingerita da un animale si liberano le forme asessuate (trofozoiti) che penetrano nella mucosa intestinale e si diffondono nell’organismo tramite la circolazione ematica e linfatica. I trofozoiti penetrano nelle cellule e si moltiplicano, provocando infine la rottura della cellula ospite e la disseminazione dei parassiti nelle cellule adiacenti. Praticamente nessun tessuto è immune dalla colonizzazione parassitaria, e l’intensità della parassitemia influenza la probabilità e la severità della malattia. Con la comparsa degli anticorpi circolanti la proliferazione dei trofozoiti si arresta, ed essi scompaiono dai tessuti con l’eccezione della retina e delle cellule gliali del sistema nervoso centrale. Le forme cistiche cominciano ad apparire 8 giorni dopo l’infezione sostituento i focolai parassitari, e possono essere riscontrate a livello di muscoli , mucosa intestinale , utero, reni, cervello e polmone. Le cisti tessutali permangono nel soggetto infettato per tutta la vita e , sebbene vengano considerate forme silenti, sono probabilmente responsabili delle riattivazioni dell’infezione. L’uomo può infettarsi sia ingerendo direttamente le oocisti presenti nel terreno, mediante ortaggi crudi mal lavati o per scarsa igiene delle mani, sia alimentandosi con carne cruda o poco cotta di animali infetti, la carne di vitello è raramente infetta. Il prosciutto e la carne di suino poco cotta sono probabilmente la forma più comune di infezione, ma anche il latte fresco e le uova possono contenere il parassita. Sono possibili , anche se rare , le infezioni accidentali mediante contatto con materiale infetto e penetrazione del parassita attraverso soluzioni di continuo della cute , soprattutto nel personale di laboratorio. Molto importante rimane poi il contatto diretto con i gatti; le oocisti emesse dai gatti con le feci resistono a lungo nei terreni umidi ,mentre la loro sopravvivenza è breve se il terreno è esposto al sole o se si tratta di pavimentazione domestiche e superfici urbane
La Toxoplasmosi in gravidanza
Le informazioni sulle possibili gravi conseguenze che l’infezione primaria da Toxoplasma può comportare per il feto ed il neonato hanno diffuso molto spesso un allarme spesso ingiustificato mettendo a volte i medici di fronte a problemi diagnostici che non sempre sono adeguatamente preparati a risolvere.
Ne è un esempio il numero elevato di interruzioni volontarie di gravidanza o comunque gravi situazioni di angoscia provocato alle gravide in seguito ad un riscontro di sieropositività interpretato erroneamente come indice di malattia in atto invece che come correttamente dovrebbe essere fatto, di immunizzazione.
In realtà ,anche in caso di infezione primaria in gravidanza , le probabilità che il feto venga infettato in utero sono piuttosto limitate ,anche se crescenti con l’aumentare dell’età gestionale, mentre la gravità delle lesioni segue un andamento inverso ovvero è tanto minore quanto più il contagio fetale è tardivo.
In caso d’infezione da Toxoplasma nel I trimestre si avrà nella maggior parte dei casi , l’aborto o la morte fetale , nel II trimestre si potranno verificare idrocefalo , calcificazioni cerebrali, corioretinite e convulsioni , mentre l’infezione nel III trimestre darà forme di acute poliviscerali.
Infine quando l’infezione viene contratta nelle fasi terminali della gravidanza il neonato potrà nascere apparentemente sano , ma portatore di una forma latente di toxoplasmosi che si potrà manifestare a distanza di mesi od anni sotto forma di lesioni discrete a carico dell’occhio (corioretiniti recidivanti) o del SNC ( ritardi mentali , disturbi comportamentali).
La diagnosi di infezione toxoplasmica si basa essenzialmente nell’adulto sullo studio dei livelli anticorpali specifici , e può essere eventualmente confermata mediante evidenziazione diretta del parassita nei tessuti o dopo test biologico.