Il parto in epidurale.
Inviato: 11 ott 2015, 23:48
La verità sull'epidurale.
Elimina il dolore del parto e lascia al tempo stesso la mamma attiva e cosciente. Ma in Italia quest’anestesia non è ancora molto diffusa. Le cause? Una scarsa informazione e problemi organizzativi. Non tutte le future mamme se la sentono di affrontare i dolori del parto. Per aiutarle, lo strumento migliore è l'anestesia peridurale (o epidurale). Una tecnica sicura ed efficace che permette di non sentire male, ma al tempo stesso di avvertire le contrazioni e i tempi delle spinte. Ma non tutte le strutture sanitarie la praticano anche se la paziente la richiede.
Perchè se ne fanno poche.
Nel nostro paese non è molto praticata per motivi tecnico-organizzativi:
le pazienti non sono sempre informate adeguatamente dalle strutture sanitarie locali;
molte mamme hanno un'eccessiva paura degli inconvenienti dell'epidurale per la loro salute. Inconvenienti che, in realtà, ci sono in un caso su diecimila;
diversi ospedali non l'effettuano ancora;
in diversi reparti l'anestesia non è sempre a disposizione (24 ore al giorno) dell'équipe di sala parto, accanto al ginecologo, all'ostetrica e al pediatra;
in alcuni corsi di preparazione al parto si creano false aspettative nelle mamme. Le si illude di poter controllare completamente il dolore del travaglio con il training autogeno respiratorio e con la preparazione psicologica. Ma ciò non è possibile per tutte le partorienti perché lo scopo di tali tecniche non è l'eliminazione del dolore ma meglio predisporle al travaglio e al parto.
Paure eccessive ed ingiustificate.
I disturbi che l'epidurale può causare sono, nella maggioranza dei casi, di lieve entità, transitori. Mentre gli inconvenienti più gravi sono rarissimi.
Il mal di testa, possibile in alcune mamme dopo l'introduzione del farmaco, non dura più di due-tre giorni dalla nascita.
Il prurito alle gambe, che non è mai troppo fastidioso ed è di brevissima durata, compare solo a volte (nel 10% dei casi).
I dolori alla schiena, a volte presenti in alcune mamme dopo la nascita del bambino, non sono da riferirsi alla peridurale perché sono presenti anche in donne che hanno partorito senza l'analgesia e sono probabilmente legati agli sforzi del parto.
Le complicazioni neurologiche, cioè la possibilità che in conseguenza di un ematoma nel punto dell'iniezione si abbia una marcata riduzione della sensibilità degli arti inferiori anche per alcuni mesi, sono rarissime (coinvolgono una donna su 10 milioni).Inoltre, se un tempo, l'epidurale comportava anche un uso maggiore di ventosa o forcipe e frequenti cesarei, oggi ciò non avviene più sia per l'utilizzo di farmaci diversi e a dosaggi ridotti, sia per il fatto che quest’anestesia viene eseguita in una fase avanzata del travaglio quando la testina del bambino è entrata nel canale del parto, le contrazioni sono ritmiche e il collo dell'utero ha una dilatazione misurabile tra i 2 e i 4 centimetri.
Elimina il dolore del parto e lascia al tempo stesso la mamma attiva e cosciente. Ma in Italia quest’anestesia non è ancora molto diffusa. Le cause? Una scarsa informazione e problemi organizzativi. Non tutte le future mamme se la sentono di affrontare i dolori del parto. Per aiutarle, lo strumento migliore è l'anestesia peridurale (o epidurale). Una tecnica sicura ed efficace che permette di non sentire male, ma al tempo stesso di avvertire le contrazioni e i tempi delle spinte. Ma non tutte le strutture sanitarie la praticano anche se la paziente la richiede.
Perchè se ne fanno poche.
Nel nostro paese non è molto praticata per motivi tecnico-organizzativi:
le pazienti non sono sempre informate adeguatamente dalle strutture sanitarie locali;
molte mamme hanno un'eccessiva paura degli inconvenienti dell'epidurale per la loro salute. Inconvenienti che, in realtà, ci sono in un caso su diecimila;
diversi ospedali non l'effettuano ancora;
in diversi reparti l'anestesia non è sempre a disposizione (24 ore al giorno) dell'équipe di sala parto, accanto al ginecologo, all'ostetrica e al pediatra;
in alcuni corsi di preparazione al parto si creano false aspettative nelle mamme. Le si illude di poter controllare completamente il dolore del travaglio con il training autogeno respiratorio e con la preparazione psicologica. Ma ciò non è possibile per tutte le partorienti perché lo scopo di tali tecniche non è l'eliminazione del dolore ma meglio predisporle al travaglio e al parto.
Paure eccessive ed ingiustificate.
I disturbi che l'epidurale può causare sono, nella maggioranza dei casi, di lieve entità, transitori. Mentre gli inconvenienti più gravi sono rarissimi.
Il mal di testa, possibile in alcune mamme dopo l'introduzione del farmaco, non dura più di due-tre giorni dalla nascita.
Il prurito alle gambe, che non è mai troppo fastidioso ed è di brevissima durata, compare solo a volte (nel 10% dei casi).
I dolori alla schiena, a volte presenti in alcune mamme dopo la nascita del bambino, non sono da riferirsi alla peridurale perché sono presenti anche in donne che hanno partorito senza l'analgesia e sono probabilmente legati agli sforzi del parto.
Le complicazioni neurologiche, cioè la possibilità che in conseguenza di un ematoma nel punto dell'iniezione si abbia una marcata riduzione della sensibilità degli arti inferiori anche per alcuni mesi, sono rarissime (coinvolgono una donna su 10 milioni).Inoltre, se un tempo, l'epidurale comportava anche un uso maggiore di ventosa o forcipe e frequenti cesarei, oggi ciò non avviene più sia per l'utilizzo di farmaci diversi e a dosaggi ridotti, sia per il fatto che quest’anestesia viene eseguita in una fase avanzata del travaglio quando la testina del bambino è entrata nel canale del parto, le contrazioni sono ritmiche e il collo dell'utero ha una dilatazione misurabile tra i 2 e i 4 centimetri.