L'orgasmo durante il parto.
Inviato: 11 ott 2015, 23:51
L'orgasmo durante il parto.
La letteratura ginecologica e sessuologica ha riferito, sia pure occasionalmente e con estrema cautela, casi di donne che durante il parto avvertivano sensazioni orgasmiche. L'evento è in genere registrato come una curiosa particolarità sulla quale sembra opportuno non intrattenersi come se la presenza del piacere orgasmico durante il parto infrangesse l'immagine atavica che pretende associare al parto solo il dolore. Una qualsiasi ricerca in questo ambito sembra quindi porsi in contrasto con l'opinione che il parto sia un continuo susseguirsi di momenti di sofferenza e con lo stereotipo che presume il profondo sentire femminile sempre comunque caratterizzato da un intimo bisogno masochistico. Per Fornari, la possibile sensazioni orgasmica provata momento della discesa della testa fetale nel bacino o dell'attimo della sua espulsione sarebbe la riprova che il dolore provato durante il parto "è elemento privilegiato nella sacralità del codice materno" proprio perché simbolizzato come sacrificio al piacere. La ricerca e la valutazione dei risultati si scontra però con un'altra difficoltà : infatti, nonostante si condivida ormai l'assioma dell'unità somato-psichica della persona, l'interpretazione di molti fenomeni e in particolare quelli sessuali risente di una impostazione dicotomizzante per cui si giunge spesso a conclusioni diverse e contrastanti che non favoriscono la conoscenza. Così ad esempio per quanto riguarda l'orgasmo femminile, la scuola psicoanalitica ha per lungo tempo contrapposto l'orgasmo clitorideo a quello vaginale, mentre gli studi fisiologici di Master e Johnson sembrano voler negare l'esistenza di due orgasmi considerando il clitoride, comunque ed in ogni caso, la parte afferente del riflesso che conduce alla percezione orgasmica. Di fatto le due scuole si sono mosse da presupposti teorici diversi e hanno usato protocolli di lettura, l'uno psicoanalitico e l'altro fisiologico assolutamente differenti, per cui è difficile comprendere il perché delle polemiche suscitate che si ponevano a priori come inutili ed infeconde. D'altra parte, più recentemente Ladas, Whipple e Perry, muovendo sempre da un'ottica fisiologica, hanno posto in evidenza che vi è un preciso punto posto nella parete anteriore della vagina a 4-5 centimetri dall'ostio vaginale estremamente sensibile ad una forte pressione e la cui stimolazione può portare anche ad orgasmi multipli. Ad esso hanno dato il nome di "Punto G" o punto di Grafenberg dal ginecologo che per primo lo aveva segnalato. Tale scoperta fornisce alla speculazione psicologica e psicoanalitica un secondo supporto organico (l'area vaginale) che sembrerebbe poter comporre le vertenze mentre di fatto richiama solo l'opportunità di non assolutizzare le conoscenze che ciascuna scienza evidenzia nel suo procedere. Gli apriori sostenuti dallo stereotipo sociale e dalla tendenza dicotomizzante non risparmiano certo anche questo vostro lavoro nonostante ci si sia voluti muovere essendone consapevoli. Poiché il nostro gruppo di studio era a conoscenza di alcuni casi di orgasmo durante il parto, conferma di quanto già del resto segnalato in letteratura, abbiamo condotto la presente indagine convinti, che al di là dell'interesse e della maraviglia che suscita la nozione di un possibile orgasmo durante la fase espulsiva, fosse utile valutare:
- incidenza dell'evento in un campione di puerpere non preventivamente informate di questa possibilità;
- la possibile relazione con la stimolazione del punto di Grafenberg ;
- la possibile relazione con l'immaginario erotico di quelle donne che hanno vissuto tale esperienza come riportato da Merelo-Barbera;
- le reazioni emotive che tale indagine poteva determinare in donne che non erano a conoscenza della possibilità di avere un orgasmo durante il parto.
La letteratura ginecologica e sessuologica ha riferito, sia pure occasionalmente e con estrema cautela, casi di donne che durante il parto avvertivano sensazioni orgasmiche. L'evento è in genere registrato come una curiosa particolarità sulla quale sembra opportuno non intrattenersi come se la presenza del piacere orgasmico durante il parto infrangesse l'immagine atavica che pretende associare al parto solo il dolore. Una qualsiasi ricerca in questo ambito sembra quindi porsi in contrasto con l'opinione che il parto sia un continuo susseguirsi di momenti di sofferenza e con lo stereotipo che presume il profondo sentire femminile sempre comunque caratterizzato da un intimo bisogno masochistico. Per Fornari, la possibile sensazioni orgasmica provata momento della discesa della testa fetale nel bacino o dell'attimo della sua espulsione sarebbe la riprova che il dolore provato durante il parto "è elemento privilegiato nella sacralità del codice materno" proprio perché simbolizzato come sacrificio al piacere. La ricerca e la valutazione dei risultati si scontra però con un'altra difficoltà : infatti, nonostante si condivida ormai l'assioma dell'unità somato-psichica della persona, l'interpretazione di molti fenomeni e in particolare quelli sessuali risente di una impostazione dicotomizzante per cui si giunge spesso a conclusioni diverse e contrastanti che non favoriscono la conoscenza. Così ad esempio per quanto riguarda l'orgasmo femminile, la scuola psicoanalitica ha per lungo tempo contrapposto l'orgasmo clitorideo a quello vaginale, mentre gli studi fisiologici di Master e Johnson sembrano voler negare l'esistenza di due orgasmi considerando il clitoride, comunque ed in ogni caso, la parte afferente del riflesso che conduce alla percezione orgasmica. Di fatto le due scuole si sono mosse da presupposti teorici diversi e hanno usato protocolli di lettura, l'uno psicoanalitico e l'altro fisiologico assolutamente differenti, per cui è difficile comprendere il perché delle polemiche suscitate che si ponevano a priori come inutili ed infeconde. D'altra parte, più recentemente Ladas, Whipple e Perry, muovendo sempre da un'ottica fisiologica, hanno posto in evidenza che vi è un preciso punto posto nella parete anteriore della vagina a 4-5 centimetri dall'ostio vaginale estremamente sensibile ad una forte pressione e la cui stimolazione può portare anche ad orgasmi multipli. Ad esso hanno dato il nome di "Punto G" o punto di Grafenberg dal ginecologo che per primo lo aveva segnalato. Tale scoperta fornisce alla speculazione psicologica e psicoanalitica un secondo supporto organico (l'area vaginale) che sembrerebbe poter comporre le vertenze mentre di fatto richiama solo l'opportunità di non assolutizzare le conoscenze che ciascuna scienza evidenzia nel suo procedere. Gli apriori sostenuti dallo stereotipo sociale e dalla tendenza dicotomizzante non risparmiano certo anche questo vostro lavoro nonostante ci si sia voluti muovere essendone consapevoli. Poiché il nostro gruppo di studio era a conoscenza di alcuni casi di orgasmo durante il parto, conferma di quanto già del resto segnalato in letteratura, abbiamo condotto la presente indagine convinti, che al di là dell'interesse e della maraviglia che suscita la nozione di un possibile orgasmo durante la fase espulsiva, fosse utile valutare:
- incidenza dell'evento in un campione di puerpere non preventivamente informate di questa possibilità;
- la possibile relazione con la stimolazione del punto di Grafenberg ;
- la possibile relazione con l'immaginario erotico di quelle donne che hanno vissuto tale esperienza come riportato da Merelo-Barbera;
- le reazioni emotive che tale indagine poteva determinare in donne che non erano a conoscenza della possibilità di avere un orgasmo durante il parto.