Disturbi urinari in gravidanza.
Inviato: 22 ott 2015, 23:43
Pipì : se trattenerla è un problema.
Alla futura mamma a volte basta poco, un colpo di tosse, una risata, il sollevamento di un peso, perché qualche goccia di urina scappi involontariamente. Ma alla donna in attesa può capitare, anche in assenza di queste sollecitazioni, di provare un forte stimolo a fare pipì, stimolo che si presenta sempre più di frequente, man mano che la gravidanza progredisce. Si tratta dell'incontinenza urinaria, un disturbo che colpisce circa il 10% delle donne durante l'attesa.
Quando compare.
Nelle donne che stanno affrontando la prima gravidanza, i casi di incontinenza sono più rari e si manifestano, in genere, solo nel terzo trimestre, quando, cioè, il volume dell'utero è maggiore e la pressione esercitata sulla vescica e sulla muscolatura è, quindi, più forte. Se, invece, la donna ha già avuto figli e nelle gravidanze precedenti vi sono state avvisaglie di problemi di incontinenza, le perdite involontarie di urina possono talvolta verificarsi anche nei primi due trimestri di gestazione.
Che cos'è.
L'incontinenza urinaria è la perdita di urina che avviene indipendentemente dal controllo della volontà. In genere, si distingue tra due tipi di incontinenza: quella da urgenza o da iperattività della vescica, se quest'organo si contrae più del necessario (è ciò che avviene in presenza di malattie urinarie, come la cistite acuta oppure nel bambino che fa la pipì a letto o nell'anziano con problemi neurologici) e quella da sforzo, che si verifica per un'aumento improvviso della pressione nell'addome e che può essere quindi scatenata da colpi di tosse, scoppi di riso o dal sollevamento di un peso. La perdita involontaria di urina è un disturbo più frequente nella donna che non nell'uomo e si associa spesso a un prolasso della vescica (cistosele), dovuto a un cedimento delle strutture muscolo-fasciali che sorreggono la vescica stessa.
Quanto dura.
Nella maggior parte dei casi, l'incontinenza urinaria che si presenta verso la fine della gravidanza si risolve da sola al termine dell'attesa. Il disturbo, infatti, è dovuto soprattutto a una ragione meccanica, cioè la pressione dell'utero ingrossato a causa della gestazione. Dopo la nascita del piccolo, quindi, quando questo fattore viene meno, scompare anche l'incontinenza urinaria.
Perché viene.
Negli ultimi mesi di attesa l'utero si ingrandisce, causando una compressione sulla vescica e un aggravio di peso sulla muscolatura del pavimento pelvico (i muscoli della zona del bacino). Per questa compressione, le donne incinte sentono lo stimolo a urinare più spesso. Oltre alla causa meccanica, ve ne è una ormonale: durante l'attesa la placenta produce una quantità elevata di progesterone, un ormone che a un effetto miorilassante (ossia di rilasciamento) sulla muscolatura liscia del collo vescicale e dell'uretra, il canale dal quale viene espulsa l'urina, e ciò contribuisce a rendere più difficile il controllo dello stimolo a far pipì.
Alla futura mamma a volte basta poco, un colpo di tosse, una risata, il sollevamento di un peso, perché qualche goccia di urina scappi involontariamente. Ma alla donna in attesa può capitare, anche in assenza di queste sollecitazioni, di provare un forte stimolo a fare pipì, stimolo che si presenta sempre più di frequente, man mano che la gravidanza progredisce. Si tratta dell'incontinenza urinaria, un disturbo che colpisce circa il 10% delle donne durante l'attesa.
Quando compare.
Nelle donne che stanno affrontando la prima gravidanza, i casi di incontinenza sono più rari e si manifestano, in genere, solo nel terzo trimestre, quando, cioè, il volume dell'utero è maggiore e la pressione esercitata sulla vescica e sulla muscolatura è, quindi, più forte. Se, invece, la donna ha già avuto figli e nelle gravidanze precedenti vi sono state avvisaglie di problemi di incontinenza, le perdite involontarie di urina possono talvolta verificarsi anche nei primi due trimestri di gestazione.
Che cos'è.
L'incontinenza urinaria è la perdita di urina che avviene indipendentemente dal controllo della volontà. In genere, si distingue tra due tipi di incontinenza: quella da urgenza o da iperattività della vescica, se quest'organo si contrae più del necessario (è ciò che avviene in presenza di malattie urinarie, come la cistite acuta oppure nel bambino che fa la pipì a letto o nell'anziano con problemi neurologici) e quella da sforzo, che si verifica per un'aumento improvviso della pressione nell'addome e che può essere quindi scatenata da colpi di tosse, scoppi di riso o dal sollevamento di un peso. La perdita involontaria di urina è un disturbo più frequente nella donna che non nell'uomo e si associa spesso a un prolasso della vescica (cistosele), dovuto a un cedimento delle strutture muscolo-fasciali che sorreggono la vescica stessa.
Quanto dura.
Nella maggior parte dei casi, l'incontinenza urinaria che si presenta verso la fine della gravidanza si risolve da sola al termine dell'attesa. Il disturbo, infatti, è dovuto soprattutto a una ragione meccanica, cioè la pressione dell'utero ingrossato a causa della gestazione. Dopo la nascita del piccolo, quindi, quando questo fattore viene meno, scompare anche l'incontinenza urinaria.
Perché viene.
Negli ultimi mesi di attesa l'utero si ingrandisce, causando una compressione sulla vescica e un aggravio di peso sulla muscolatura del pavimento pelvico (i muscoli della zona del bacino). Per questa compressione, le donne incinte sentono lo stimolo a urinare più spesso. Oltre alla causa meccanica, ve ne è una ormonale: durante l'attesa la placenta produce una quantità elevata di progesterone, un ormone che a un effetto miorilassante (ossia di rilasciamento) sulla muscolatura liscia del collo vescicale e dell'uretra, il canale dal quale viene espulsa l'urina, e ciò contribuisce a rendere più difficile il controllo dello stimolo a far pipì.