Preeclampsia (o gestosi): sintomi, cause, cure e come preven
Inviato: 07 mar 2016, 13:25
È una malattia tipica della gravidanza, che colpisce circa il 3-5% delle donne incinte. Per evitare conseguenze serie per la mamma e il bambino è fondamentale diagnosticarla in tempo: per questo, occorre tenere sempre sotto controllo la pressione.
Che cos'è la preeclampsia?
Si tratta di una malattia tipica della gravidanza, che colpisce dunque solo le donne incinte (per questo in passato era detta gestosi), potenzialmente pericolosa sia per la mamma sia per il feto. Interessa circa il 3-5% delle donne in attesa.
Compare, generalmente in modo improvviso, nella seconda parte della gestazione, dopo le 20 settimane. Per evitare danni, anche seri, è fondamentale diagnosticarla per tempo, soprattutto tenendo sotto controllo la pressione arteriosa e con regolari controlli delle urine.
Come si manifesta?
"La preeclampsia è subdola, perché molto spesso la donna colpita non avverte sensazioni specifiche" spiega Tullia Todros, responsabile della struttura di ginecologia e ostetricia dell'AOU Città della salute e della scienza di Torino.
I sintomi principali che devono far sospettare la preeclampsia sono due:
la pressione arteriosa superiore a 140 di massima e a 90 di minima;
la presenza di proteine nelle urine a livelli oltre i 290 mg/l.
ATTENZIONE! In gravidanza un leggero aumento delle proteine nelle urine è considerato normale. Proprio per questo, se fuori gravidanza viene tollerata una proteinuria fino a 150 mg/l, durante la gestazione il limite si alza a 290. Una proteinuria molto elevata può dipendere da infezioni urinarie, come le cistiti, la cui incidenza aumenta in gravidanza: se non si tratta di questo, è possibile che sia preeclampsia. In caso di proteinuria elevata è sempre consigliabile consultare il proprio medico.
In alcuni casi possono comparire altri sintomi, come mal di testa persistente, dolore intenso allo stomaco, scotomi (visioni di macchie scure o luminose davanti agli occhi), offuscamento della vista, convulsioni, oliguria, cioè scarsa quantità di urine. "Però non sempre si manifestano e quando accade spesso sono indizi di una forma già grave" precisa Todros.
E l'edema? Spesso si sente dire che un sintomo tipico della preeclampsia sia la comparsa di edemi, cioè di gonfiori, alle gambe. In realtà, gli edemi possono facilmente comparire anche in gravidanze del tutto normali, senza indicare alcuna patologia: ne soffre circa il 40% delle donne nel terzo trimestre. È vero però che in caso di preeclampsia il riscontro di edemi è più frequente: in caso di gonfiore, quindi, è sempre meglio avvertire il medico.
Da che cosa dipende la preeclampsia?
La causa precisa di questa condizione non è ancora nota. "Sappiamo che dipende da un danno generalizzato alle pareti dei vasi sanguigni della placenta, l'organo che porta ossigeno e sostanze nutritive al bambino, ma non sappiamo ancora da che cosa dipenda questo danno" sottolinea Todros. "Probabilmente sono coinvolti meccanismi autoimmuni e infiammatori, ma è ancora tutto da chiarire".
In ogni caso, quello che succede è che la placenta funziona male, con due conseguenze: da un lato, produce sostanze "cattive" che danneggiano la circolazione della mamma; dall'altro non permette il trasferimento di ossigeno e nutrienti al bambino, che entra in sofferenza.
"Sappiamo inoltre che è una malattia tipica della specie umana" sottolinea Sergio Ferrazzani, professore associato di medicina prenatale all'Università Cattolica di Roma e dirigente medico del Policlinico Gemelli. "Negli altri mammiferi può essere indotta solo sperimentalmente". E già gli antichi Greci la conoscevano: “Ovviamente non misuravano la pressione e non facevano esami delle urine, però constatavano che a volte le donne incinte - e i loro bambini - morivano a causa di convulsioni improvvise.
Che cos'è la preeclampsia?
Si tratta di una malattia tipica della gravidanza, che colpisce dunque solo le donne incinte (per questo in passato era detta gestosi), potenzialmente pericolosa sia per la mamma sia per il feto. Interessa circa il 3-5% delle donne in attesa.
Compare, generalmente in modo improvviso, nella seconda parte della gestazione, dopo le 20 settimane. Per evitare danni, anche seri, è fondamentale diagnosticarla per tempo, soprattutto tenendo sotto controllo la pressione arteriosa e con regolari controlli delle urine.
Come si manifesta?
"La preeclampsia è subdola, perché molto spesso la donna colpita non avverte sensazioni specifiche" spiega Tullia Todros, responsabile della struttura di ginecologia e ostetricia dell'AOU Città della salute e della scienza di Torino.
I sintomi principali che devono far sospettare la preeclampsia sono due:
la pressione arteriosa superiore a 140 di massima e a 90 di minima;
la presenza di proteine nelle urine a livelli oltre i 290 mg/l.
ATTENZIONE! In gravidanza un leggero aumento delle proteine nelle urine è considerato normale. Proprio per questo, se fuori gravidanza viene tollerata una proteinuria fino a 150 mg/l, durante la gestazione il limite si alza a 290. Una proteinuria molto elevata può dipendere da infezioni urinarie, come le cistiti, la cui incidenza aumenta in gravidanza: se non si tratta di questo, è possibile che sia preeclampsia. In caso di proteinuria elevata è sempre consigliabile consultare il proprio medico.
In alcuni casi possono comparire altri sintomi, come mal di testa persistente, dolore intenso allo stomaco, scotomi (visioni di macchie scure o luminose davanti agli occhi), offuscamento della vista, convulsioni, oliguria, cioè scarsa quantità di urine. "Però non sempre si manifestano e quando accade spesso sono indizi di una forma già grave" precisa Todros.
E l'edema? Spesso si sente dire che un sintomo tipico della preeclampsia sia la comparsa di edemi, cioè di gonfiori, alle gambe. In realtà, gli edemi possono facilmente comparire anche in gravidanze del tutto normali, senza indicare alcuna patologia: ne soffre circa il 40% delle donne nel terzo trimestre. È vero però che in caso di preeclampsia il riscontro di edemi è più frequente: in caso di gonfiore, quindi, è sempre meglio avvertire il medico.
Da che cosa dipende la preeclampsia?
La causa precisa di questa condizione non è ancora nota. "Sappiamo che dipende da un danno generalizzato alle pareti dei vasi sanguigni della placenta, l'organo che porta ossigeno e sostanze nutritive al bambino, ma non sappiamo ancora da che cosa dipenda questo danno" sottolinea Todros. "Probabilmente sono coinvolti meccanismi autoimmuni e infiammatori, ma è ancora tutto da chiarire".
In ogni caso, quello che succede è che la placenta funziona male, con due conseguenze: da un lato, produce sostanze "cattive" che danneggiano la circolazione della mamma; dall'altro non permette il trasferimento di ossigeno e nutrienti al bambino, che entra in sofferenza.
"Sappiamo inoltre che è una malattia tipica della specie umana" sottolinea Sergio Ferrazzani, professore associato di medicina prenatale all'Università Cattolica di Roma e dirigente medico del Policlinico Gemelli. "Negli altri mammiferi può essere indotta solo sperimentalmente". E già gli antichi Greci la conoscevano: “Ovviamente non misuravano la pressione e non facevano esami delle urine, però constatavano che a volte le donne incinte - e i loro bambini - morivano a causa di convulsioni improvvise.