La Villocentesi: Cos’è, Come si Effettua e a Cosa Serve
Inviato: 31 mag 2016, 15:33
Tra gli esami di diagnosi prenatale una tecnica che permette di accertare alcune patologie genetiche è la villocentesi.
La villocentesi consiste nel prelievo di villi coriali (10-15 mg circa), ossia un frammento di tessuto della placenta, che vengono poi studiati per ricercare eventuali patologie genetiche e molecolari.
La tecnica si avvale di una procedura invasiva, con il prelievo transaddominale o attraverso la cervice dell’utero, guidata sempre da ecografia.
Tramite la villocentesi è possibile diagnosticare malformazioni cromosomiche del feto, malattie come la talassemia, l’emofilia, la fibrosi cistica e altre.
Con la villocentesi è inoltre possibile stabilire anche la paternità del feto.
L’esame si effettua tra la 11^ e la 13^ settimana di gestazione (in un periodo precedente ad un altro esame diagnostico parimenti invasivo, ovvero l’amniocentesi)
La villocentesi sta sempre più prendendo piede come esame diagnostico grazie alle sue caratteristiche:
E’ un esame che si esegue in un periodo gestazionale antecedente all’amniocentesi (la più precoce diagnosi prenatale), e dunque preferita per le possibili implicazioni successive
Tecnicamente, le cellule che si prelevano permettono una coltura rapida, più rapida della coltura delle cellule prelevate dal sacco amniotico, cellule che invece sono più “delicate”, che richiedono maggiore cura in laboratorio (avviene infatti che il prelievo del liquido amniotico debba venire prelevato una seconda volta, eventualità più rara con il prelievo dei villi coriali)
La villocentesi consiste nel prelievo di villi coriali (10-15 mg circa), ossia un frammento di tessuto della placenta, che vengono poi studiati per ricercare eventuali patologie genetiche e molecolari.
La tecnica si avvale di una procedura invasiva, con il prelievo transaddominale o attraverso la cervice dell’utero, guidata sempre da ecografia.
Tramite la villocentesi è possibile diagnosticare malformazioni cromosomiche del feto, malattie come la talassemia, l’emofilia, la fibrosi cistica e altre.
Con la villocentesi è inoltre possibile stabilire anche la paternità del feto.
L’esame si effettua tra la 11^ e la 13^ settimana di gestazione (in un periodo precedente ad un altro esame diagnostico parimenti invasivo, ovvero l’amniocentesi)
La villocentesi sta sempre più prendendo piede come esame diagnostico grazie alle sue caratteristiche:
E’ un esame che si esegue in un periodo gestazionale antecedente all’amniocentesi (la più precoce diagnosi prenatale), e dunque preferita per le possibili implicazioni successive
Tecnicamente, le cellule che si prelevano permettono una coltura rapida, più rapida della coltura delle cellule prelevate dal sacco amniotico, cellule che invece sono più “delicate”, che richiedono maggiore cura in laboratorio (avviene infatti che il prelievo del liquido amniotico debba venire prelevato una seconda volta, eventualità più rara con il prelievo dei villi coriali)