Paura del parto: come affrontarla
Inviato: 26 feb 2017, 23:06
Per superare la paura del parto è utile scegliere l’ospedale che ci fa sentire a nostro agio, frequentare i corsi preparto, condividere le proprie ansie con il ginecologo di fiducia e avere la consapevolezza che non esiste un modo ‘giusto’ o ‘sbagliato’ di partorire.
Fino all’ultimo trimestre il problema non si pone perché il parto è visto come un evento ancora lontano. E poi si è distratte da tanti altri pensieri: la preoccupazione per le visite e gli esami da fare, la diagnosi prenatale, i disturbi dei vari mesi. Ad un certo punto, però, ci si accorge che la data si avvicina e scatta la paura: come sarà il parto? Sentirò dolore? Sarò brava a spingere? E se qualcosa va storto?
La paura del parto è in realtà una paura normale, perché è normale che tutte ce l’abbiano: “Se si tratta del primo parto, c’è l’incognita di non sapere a che cosa si va incontro” commenta la psicologa e psicoterapeuta Sara Piattino. “Se invece di parti ce ne sono già stati e l’esperienza non è stata delle migliori, a spaventare è il ricordo del passato. In entrambi i casi, il parto viene percepito intimamente come un ostacolo da superare, qualcosa di pericoloso. Una paura che persiste nonostante i progressi della medicina e che viene clinicamente denominata tocofobia”. Come superare, allora, la tocofobia?
Non pensare troppo all'imprevedibile
È vero: come in tutti gli eventi della vita, compreso attraversare la strada, anche in gravidanza o durante il parto a un certo punto qualcosa potrebbe andare storto. Questo però non significa che dobbiamo rimanere bloccati dalla paura. "Sappiamo tutti che per il fatto stesso di vivere siamo esposti a qualche rischio, eppure continuiamo a farlo serenamente: ecco, è lo stesso atteggiamento che dovremmo avere anche nei confronti del parto" consiglia Melissa Pozzo, psicologa presso l'Unità di ginecologia e ostetricia dell'Ospedale Sacco di Milano.
Questo non significa negare che possa esistere qualche rischio, ma semplicemente accettarlo come fatto della vita. "E intanto, l'invito è a prendersi cura di sé. Scegliendo il medico che dà più fiducia, affidandosi alle sue cure, prestando attenzione al proprio stile di vita e al proprio benessere. Insomma, cercando di stare bene".
Dolore: c'è, ma si può superare
Uno dei principali timori delle partorienti è quello che il dolore sia talmente intenso e duri così tanto che non si riesca a sopportare. “È vero, il dolore del parto è intenso e poco prevedibile: non si sa come sarà né quanto durerà, anche perché ogni parto è un’esperienza a sé” osserva Irene Cetin, Direttore dell'Unità di ginecologia e ostetricia all’Ospedale Sacco di Milano.
Ad alimentare questa paura ci si mettono spesso i racconti terrorizzanti di chi ha già partorito, che pare ci prenda gusto ad accentuare i toni. “Si sente di travagli durati giorni, poi magari si scopre che per buona parte si trattava di contrazioni preparatorie, non così insopportabili” prosegue la Cetin. “Si tenga presente che il limite massimo di un travaglio di parto è 8-10 ore, ma si tratta di un limite massimo, non della durata media!”
Per accettare l’idea del dolore, si potrebbe dire teoricamente che fa parte dell’esperienza ancestrale di tutte le donne e ripetersi che se ce l’hanno fatta tutte, ce la faremo anche noi. Ma per essere più concrete, è meglio sapere che ci sono varie tecniche per alleviare il dolore: quelle naturali, che vanno dalla possibilità di cambiare a piacimento le posizioni del travaglio al parto in acqua, e quelle farmacologiche di analgesia, come l’epidurale o il protossido d’azoto. Fondamentale quindi informarsi sulle opportunità offerte dalla struttura dove si intende partorire e scegliere quella che si sente più congeniale.
Fino all’ultimo trimestre il problema non si pone perché il parto è visto come un evento ancora lontano. E poi si è distratte da tanti altri pensieri: la preoccupazione per le visite e gli esami da fare, la diagnosi prenatale, i disturbi dei vari mesi. Ad un certo punto, però, ci si accorge che la data si avvicina e scatta la paura: come sarà il parto? Sentirò dolore? Sarò brava a spingere? E se qualcosa va storto?
La paura del parto è in realtà una paura normale, perché è normale che tutte ce l’abbiano: “Se si tratta del primo parto, c’è l’incognita di non sapere a che cosa si va incontro” commenta la psicologa e psicoterapeuta Sara Piattino. “Se invece di parti ce ne sono già stati e l’esperienza non è stata delle migliori, a spaventare è il ricordo del passato. In entrambi i casi, il parto viene percepito intimamente come un ostacolo da superare, qualcosa di pericoloso. Una paura che persiste nonostante i progressi della medicina e che viene clinicamente denominata tocofobia”. Come superare, allora, la tocofobia?
Non pensare troppo all'imprevedibile
È vero: come in tutti gli eventi della vita, compreso attraversare la strada, anche in gravidanza o durante il parto a un certo punto qualcosa potrebbe andare storto. Questo però non significa che dobbiamo rimanere bloccati dalla paura. "Sappiamo tutti che per il fatto stesso di vivere siamo esposti a qualche rischio, eppure continuiamo a farlo serenamente: ecco, è lo stesso atteggiamento che dovremmo avere anche nei confronti del parto" consiglia Melissa Pozzo, psicologa presso l'Unità di ginecologia e ostetricia dell'Ospedale Sacco di Milano.
Questo non significa negare che possa esistere qualche rischio, ma semplicemente accettarlo come fatto della vita. "E intanto, l'invito è a prendersi cura di sé. Scegliendo il medico che dà più fiducia, affidandosi alle sue cure, prestando attenzione al proprio stile di vita e al proprio benessere. Insomma, cercando di stare bene".
Dolore: c'è, ma si può superare
Uno dei principali timori delle partorienti è quello che il dolore sia talmente intenso e duri così tanto che non si riesca a sopportare. “È vero, il dolore del parto è intenso e poco prevedibile: non si sa come sarà né quanto durerà, anche perché ogni parto è un’esperienza a sé” osserva Irene Cetin, Direttore dell'Unità di ginecologia e ostetricia all’Ospedale Sacco di Milano.
Ad alimentare questa paura ci si mettono spesso i racconti terrorizzanti di chi ha già partorito, che pare ci prenda gusto ad accentuare i toni. “Si sente di travagli durati giorni, poi magari si scopre che per buona parte si trattava di contrazioni preparatorie, non così insopportabili” prosegue la Cetin. “Si tenga presente che il limite massimo di un travaglio di parto è 8-10 ore, ma si tratta di un limite massimo, non della durata media!”
Per accettare l’idea del dolore, si potrebbe dire teoricamente che fa parte dell’esperienza ancestrale di tutte le donne e ripetersi che se ce l’hanno fatta tutte, ce la faremo anche noi. Ma per essere più concrete, è meglio sapere che ci sono varie tecniche per alleviare il dolore: quelle naturali, che vanno dalla possibilità di cambiare a piacimento le posizioni del travaglio al parto in acqua, e quelle farmacologiche di analgesia, come l’epidurale o il protossido d’azoto. Fondamentale quindi informarsi sulle opportunità offerte dalla struttura dove si intende partorire e scegliere quella che si sente più congeniale.