la sindrome del girovita
Inviato: 05 apr 2017, 10:08
Attenti alla 'Sindrome da girovita': rischio infarto e ictus in crescita del 50%
Il problema riguarda un italiano su quattro e si sta diffondendo fra bambini e adolescenti. Simi e Fadoi insieme per la prima Giornata nazionale della medicina interna dedicata al tema
di IRMA D'ARIA
Attenti alla 'Sindrome da girovita': rischio infarto e ictus in crescita del 50%
Sindrome metabolica: a rischio infarto e ictus 15 milioni di italiani
ROMA - Centodue centimetri per gli uomini e 88 centimetri per le donne: sono i valori-soglia della circonferenza addominale. Al di sopra di queste misure, infatti, diventa più probabile soffrire di sindrome metabolica, un problema che riguarda ormai un italiano su quattro - circa 15 milioni di adulti - e si sta diffondendo perfino fra bambini e adolescenti, ma che soprattutto aumenta del 50% il rischio di infarti e ictus. Per richiamare l'attenzione su questa sindrome e sui fattori di rischio, la Società italiana di medicina interna (Simi) e la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) hanno indetto per domenica 7 giugno la prima Giornata nazionale della medicina interna sulla sindrome metabolica e i fattori di rischio cardiovascolari.
I campanelli d’allarme. Oltre alla larghezza del girovita, gli altri parametri per la diagnosi della sindrome sono una pressione minima superiore a 85 mmHg e/o una massima più alta di 130, oppure essere già in trattamento antipertensivo; una glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dl o la presenza di una terapia ipoglicemizzante; i trigliceridi oltre 150 mg/dl o una cura ipolipemizzante in atto; il colesterolo buono Hdl inferiore a 40 mg/dl nell'uomo o 50 mg/dl nella donna. "La sindrome metabolica è una condizione che vediamo essere sempre più presente nella popolazione, caratterizzata dalla coesistenza nella stessa persona di più condizioni o fattori di rischio che aumentano molto il pericolo di andare incontro a malattie cardiovascolari e diabete", spiega Gino Roberto Corazza della Clinica medica del Policlinico San Matteo dell'università di Pavia, presidente della Società italiana di medicina interna (Simi).
I rischi. La sindrome, che si sta pericolosamente diffondendo anche fra i bambini e gli adolescenti, è considerata un grave fattore di rischio: la probabilità di eventi cardiovascolari come infarti e ictus aumenta infatti del 50 per cento. Pochissimi sono, però, consapevoli di rischiare, proprio perché magari i valori sono sballati di poco e non si pensa che la pancetta unita a troppi grassi nel sangue e la pressione un po' alta possa fare così tanto male, se non si è chiaramente obesi, ipertesi, diabetici. "I cinque parametri di cui tenere conto possono essere ciascuno anche solo leggermente fuori dai limiti: la loro compresenza, tuttavia, incrementa considerevolmente il rischio complessivo del paziente e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie più importanti, dalle coronarie cardiache alle carotidi che portano sangue al cervello" prosegue il presidente della Simi.
Il problema riguarda un italiano su quattro e si sta diffondendo fra bambini e adolescenti. Simi e Fadoi insieme per la prima Giornata nazionale della medicina interna dedicata al tema
di IRMA D'ARIA
Attenti alla 'Sindrome da girovita': rischio infarto e ictus in crescita del 50%
Sindrome metabolica: a rischio infarto e ictus 15 milioni di italiani
ROMA - Centodue centimetri per gli uomini e 88 centimetri per le donne: sono i valori-soglia della circonferenza addominale. Al di sopra di queste misure, infatti, diventa più probabile soffrire di sindrome metabolica, un problema che riguarda ormai un italiano su quattro - circa 15 milioni di adulti - e si sta diffondendo perfino fra bambini e adolescenti, ma che soprattutto aumenta del 50% il rischio di infarti e ictus. Per richiamare l'attenzione su questa sindrome e sui fattori di rischio, la Società italiana di medicina interna (Simi) e la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) hanno indetto per domenica 7 giugno la prima Giornata nazionale della medicina interna sulla sindrome metabolica e i fattori di rischio cardiovascolari.
I campanelli d’allarme. Oltre alla larghezza del girovita, gli altri parametri per la diagnosi della sindrome sono una pressione minima superiore a 85 mmHg e/o una massima più alta di 130, oppure essere già in trattamento antipertensivo; una glicemia a digiuno superiore a 100 mg/dl o la presenza di una terapia ipoglicemizzante; i trigliceridi oltre 150 mg/dl o una cura ipolipemizzante in atto; il colesterolo buono Hdl inferiore a 40 mg/dl nell'uomo o 50 mg/dl nella donna. "La sindrome metabolica è una condizione che vediamo essere sempre più presente nella popolazione, caratterizzata dalla coesistenza nella stessa persona di più condizioni o fattori di rischio che aumentano molto il pericolo di andare incontro a malattie cardiovascolari e diabete", spiega Gino Roberto Corazza della Clinica medica del Policlinico San Matteo dell'università di Pavia, presidente della Società italiana di medicina interna (Simi).
I rischi. La sindrome, che si sta pericolosamente diffondendo anche fra i bambini e gli adolescenti, è considerata un grave fattore di rischio: la probabilità di eventi cardiovascolari come infarti e ictus aumenta infatti del 50 per cento. Pochissimi sono, però, consapevoli di rischiare, proprio perché magari i valori sono sballati di poco e non si pensa che la pancetta unita a troppi grassi nel sangue e la pressione un po' alta possa fare così tanto male, se non si è chiaramente obesi, ipertesi, diabetici. "I cinque parametri di cui tenere conto possono essere ciascuno anche solo leggermente fuori dai limiti: la loro compresenza, tuttavia, incrementa considerevolmente il rischio complessivo del paziente e favorisce la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie più importanti, dalle coronarie cardiache alle carotidi che portano sangue al cervello" prosegue il presidente della Simi.