Il presupposto per poter effettuare un trattamento di pma è la stimolazione ovarica per l'induzione alla crescita multipla dei follicoli.
Nella IUI, non potendo controllare il numero degli embrioni che effettivamente si feconderanno e si impianteranno, la stimolazione deve necessariamente essere più blanda e non provocare la crescita di più di uno/due follicoli. Diverso è ovviamente il discorso per la FIVET e la ICSI, in quanto gli ovociti vengono prelevati, fecondati esternamente e il numero degli embrioni trasferiti viene controllato.
La stimolazione può essere effettuata seguendo diversi protocolli.
PROTOCOLLO LUNGO
(protocollo agonista)
Si usa in genere su donne più giovani, dalle quali ci si aspetta una buona risposta ovarica.
Si inizia al 21esimo giorno del ciclo, inibendo la produzione di FSH e LH mediante la somministrazione di un farmaco soppressore (Suprefact, Decapeptyl). In questa maniera le ovaie vengono praticamente addormentate.
In alternativa si somministra la pillola anticoncezionale, che ha la medesima funzione di inibizione ovarica.
Con il ciclo successivo si inizia la stimolazione ormonale (2°-5° giorno del ciclo), continuando ad assumere il soppressore, che assume a questo punto la funzione di impedire l'ovulazione spontanea e di favorire la maturazione simultanea di più follicoli.
La crescita viene monitorata con ecografie periodiche e prelievi di sangue per verificare i livelli ormonali raggiunti, in modo da poter aggiustare i dosaggi sulla risposta della singola paziente.
Quando i follicoli raggiungono una dimensione adeguata (possibilmente maggiore di 17 mm, ma già oltre i 14-15 si può sperare che il follicolo contenga l'ovocita) si somministra un farmaco contenente HGC per indurre l'ovulazione simultanea. Trentasei ore dopo i follicoli vengono prelevati. La somministrazione di HCG dovrebbe favorire il distacco degli ovociti dalla parete follicolare, per favorirne il recupero.
PROTOCOLLO BREVE
(protocollo antagonista)
Questo protocollo è più adatto per ovaie più mature, che rischierebbero col protocollo lungo di non risvegliarsi adeguatamente dalla fase di soppressione, fornendo una performance non ottimale.
Al secondo giorno del ciclo viene effettuata un'ecografia, per valutare il numero dei follicoli che le ovaie hanno messo a disposizione per il mese. Infatti ad ogni ciclo vengono prodotti più follicoli, dei quali uno (il dominante) cresce fino ad ovulare e gli altri regrediscono. Con la stimolazione si punta a far crescere simultaneamente tutti i follicoli presenti.
Al 2°-4° viene iniziata la stimolazione ormonale, sempre monitorata ecograficamente come per il protocollo lungo.
Man mano che i follicoli crescono (parallelamente ai livelli ormonali) sale il rischio di ovulazione spontanea, per cui viene somministrato un farmaco antagonista per impedirne lo scoppio.
Si procede poi come per il protocollo lungo.
Una variante prevede invece la somministrazione simultanea di soppressore e stimolatore. Il soppressore agisce da un certo punto in poi come antagonista.
CICLO SPONTANEO
Non prevede stimolazione e può essere utile per quelle donne che hanno una riserva ovarica molto bassa (che non risponderebbe alle stimolazioni) oppure hanno patologie che potrebbero aggravarsi con la stimolazione (come forti endometriosi).
Viene seguita ecograficamente la crescita dell'unico follicolo che le ovaie fanno maturare mensilmente, ossia il dominante. Il limite di questo tipo di protocollo è che al massimo viene recuperato un ovocita (nel caso in cui ovviamente il follicolo sia pieno). Questo riduce di molto le probabilità di successo, anche se carica meno la donna non prevedendo somministrazione di grosse quantità di farmaci.

I vari tipi di protocollo: lungo, corto, su ciclo spontaneo
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