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La sindrome da iperstimolazione ovarica (o OHSS)

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diavolettabuona
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Iscritto il: 21 mag 2015, 09:52

La sindrome da iperstimolazione ovarica (o OHSS)

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La sindrome da iperstimolazione ovarica o OHSS è una possibile complicanza della stimolazione ovarica e si manifesta con un notevole ingrossamento delle ovaie e col passaggio di liquidi, sali e proteine dal sangue in zone anomale (come ad esempio l’addome o addirittura il pericardio). Le pazienti colpite da questa sindrome avvertiranno un gonfiore addominare, con aumento della circonferenza, abbassamento di pressione e tachicardia. In alcuni casi possono comparire nausea, vomito e diarrea.
Se non adeguatamente trattata la OHSS può ulteriormente complicarsi e provocare emboli e problemi respiratori anche gravi. Sono rarissimi i casi di decesso.

La percentuale di pazienti stimolate che vanno in iperstimolazione ovarica è piuttosto bassa rispetto al totale, tuttavia occorre prestare molta attenzione durante la stimolazione di donne con fattori di rischio, dato che non per tutte insorgerà la sindrome.

Sono maggiormente esposte al rischio le donne con ovaio micropolicistico e in generale le donne molto giovani, che hanno la concreta possibilità di produrre un elevato numero di follicoli.

I moderni sviluppi delle tecniche di procreazione assistita hanno messo a punto, proprio per questa tipologia di donne, la tecnica IVM, che consiste nel prelievo degli ovociti immaturi (condizione raggiunta con un bassi dosaggi di stimolazione e una minore durata) e nella maturazione di questi in vitro, prima dell’inseminazione con tecnica ICSI.

Non è ancora chiaro come si scateni la sindrome, sembra che la crescita di un numero molto alto di follicoli possa causare alterazioni nelle pareti dei vasi sanguigni, con conseguente versamento dei liquidi in altre zone del corpo. La sindrome compare dopo l’induzione dell’ovulazione mediante somministrazione di HCG, di solito dopo il pick up. In molti casi si manifesta all’inizio della gravidanza, dato che gli embrioni che si impiantano, producendo HCG, tengono di fatto in stimolo l’ovaia. L’impianto della gravidanza può pertanto peggiorare la sindrome e acuirne la gravità. Per questo motivo nelle pazienti in isperstimolo si ritarda il transfer, congelando gli embrioni.

I sintomi che possono far pensare ad un’iperstimolazione ovarica sono: gonfiore addominale, aumento di peso, diminuzione dell’urina, difficoltà a respirare, sete. Nel caso in cui si avvertano questi sintomi con particolare gravità occorre sottoporre urgentemente la paziente a esami diagnostici (in primis una ecografia) per trattare prima possibile la OHSS.

Le pazienti che presentano iperstimolazione grave vanno assolutamente ricoverate in ospedale e sottoposte a controlli frequenti, per monitorare lo stato di reni e la presenza di liquido nelle cavità del corpo. La terapia consiste nella somministrazione controllata di liquidi, dopamina, anticoagulanti, albumina. In alcuni casi è necessario eliminare mediante aspirazione i liquidi.
Nei casi più gravi può essere necessario purtroppo interrompere la gravidanza, se questa è iniziata.

Solitamente se la paziente non è incinta la comparsa delle mestruazioni risolve spontaneamente la OHSS.
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