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Tecniche di fecondazione assistita: la IFSI

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Iscritto il: 19 set 2014, 08:34

Tecniche di fecondazione assistita: la IFSI

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Nella fecondazione in vitro classica si cerca di riprodurre in laboratorio le condizioni che sussistono nel corpo femminile. Ovviamente però sia i terreni di coltura usati che gli incubatori in cui vengono conservati gli ovociti fecondati non possono essere identici al corpo femminile, anche se lo "mimano" in maniera più fedele possibile.

Da alcuni anni quindi è stata messa a punto una tecnica, denominata IFSI, che consiste in una iniezione intrafollicolare degli spermatozoi. Attraverso un ago simile a quello con cui si effettua il pick up ovocitario vengono inseriti degli spermatozoi direttamente all'interno dei follicoli maturi della donna. La situazione che va a ricrearsi è del tutto simile a quello che in laboratorio viene fatto con la FIVET, solo che in questo caso la provetta è il follicolo stesso. Il liquido follicolare essendo di tipo biologico naturale favorirà l'incontro tra ovocita e spermatozoo e quindi la fecondazione. Allo scoppio del follicolo l'ovocità già fecondato viene catturato dalla tuba e seguirà tutto l'iter naturale, arrivando alla fine all'utero per l'impianto. Gli spermatozoi usati sono selezionati con le consuete tecniche usate per la ICSI.

L'iter è del tutto simile a quello delle tecniche classiche, viene effettuata la stimolazione, poi al momento opportuno si induce l'ovulazione farmacologicamente. Dopo circa 36 ore (quando i follicoli stanno per scoppiare) si inseriscono gli spermatozoi nei follicoli.

Presupposto d'obbligo è chiaramente la pervietà di almeno una delle due tube e il fatto che i follicoli contengano ovociti maturi (siano quindi "pieni").

La tecnica è ancora poco utilizzata e non tutti i centri la praticano. La letteratura ha ancora troppi pochi casi per poter effettuare reali statistiche sulla efficacia.
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