La posizione fetale è un tema che affascina molto le “nuove mamme”, e che spesso costituisce anche uno dei primi elementi utili per poter toccare con mano il fatto che all’interno del proprio grembo si sta formando una nuova vita. Come ogni elemento che contraddistingue la gravidanza, anche in questo caso è ben difficile fare eccessive semplificazioni. Ogni bimbo nell’utero si muove infatti in maniera distinta. Ma in che modo?
Spesso il bambino ha sufficiente spazio per fare vere e proprie capriole, esercizi, cambi di posizione. In altri casi, quando magari c’è tropo liquido amniotico che circonda il bimbo, o quando la mamma ha alle spalle altre gravidanze, il bimbo si limita d assumere due posizioni: quella cefalica, con la testa rivolta verso il basso, e quella podalica , con i piedi rivolti verso il basso. In alcune ipotesi il bimbo potrebbe assumere anche posizioni trasversali o oblique.
Quanto sopra non deve comunque né sorprendere né spaventare le mamma che temono che il bimbo faccia troppo movimento: la posizione più diffusa rimane infatti quella cefalica. Che è, fortunatamente, anche la posizione che permette di avere un parto naturale, con il bimbo posizionato con il capo rivolto verso il basso, e i piedi in alto. La posizione migliore, con riferimento alla testa, sarebbe inoltre quella che vede il collo del bimbo completamente flesso. Se il collo del bimbo non è invece completamente piegato in avanti, potrebbero verificarsi delle complicazioni (è il caso in cui il bimbo avanza nel canale del parto con la parte superiore della testa). Altre volte ancora il bimbo può trovarsi in una posizione posteriore, con la schiena contro la schiena materna: è una posizione che di norma provoca un travaglio abbastanza lunga. Ma niente paura: a volte i bimbi si girano con l’aiuto di contrazioni molto forti, che avvengono solamente a travaglio iniziato.
In casi molto più rari – si parla di circa il 4-5% delle ipotesi – il bimbo arriva al travaglio in posizione seduta, con testa rivolta verso l’alto e piedi verso il basso. Questa posizione non prevede necessariamente un taglio cesareo… che però è abbastanza comune: le complicazioni nel parto sono potenzialmente numerose, a cominciare dal rischio che la testa del bimbo rimanga bloccata causando asfissia, o che rimanga bloccato all’altezza delle spalle distendendo le braccia verso l’alto. Può inoltre accadere – ma in misura estremamente meno frequente – che si verifichi un prolasso del cordone ombelicale (in altri termini, la fuoriuscita di una parte del cordone durante la fase espulsiva, che compresso nel canale del parto non fornisce ossigeno al piccolo).
In casi ancora più rari il bimbo può assumere una posizione di spalla: spesso questa posizione può essere la conseguenza di una malformazione dell’utero, del bacino stretto o della presenza di un fibroma nel fondo uterino. Questa posizione non permette al bimbo di effettuare manovre particolari o di girarsi in posizione cefalica: il piccolo dovrà dunque venire al mondo con un taglio cesareo.
E se si è incinta di due gemelli? Le cose potrebbero essere un po’ più complicate ma… non sempre. I gemelli infatti a volta non sono messi nella stessa posizione, con uno che può assumere la posizione podalica, e uno che può assumere quella cefalica. Quel che è importante, affinchè si possa evitare il cesareo, è che il gemello che esca per primo sia in posizione cefalica: il secondo in questo modo non avrà alcun problema, garantendo un buon parto vaginale. Se invece il primo bimbo si manifesta in posizione trasversale, sarà necessario intervenire con il taglio cesareo.
Posizione fetale: come si muove il bimbo nel grembo materno?
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