Come gestire voglie e nausee senza rinunciare a menù gustosi. E senza ingrassare troppo. I cibi ok, quelli da consumare con cautela, i divieti
A tavola in due. Quando non si tratta di una cenetta romantica, ma di un «rendez vous» lungo nove mesi, una donna può essere assalita da dubbi e preoccupazioni. Il primo è stato preso in prestito da Carla Bigi (dietologa per 25 anni negli ospedali di Guastalla e Correggio) per il titolo del suo libro «Aiuto sono incinta… adesso cosa mangio?». Durante la gravidanza l’alimentazione gioca un ruolo chiave per il benessere della futura mamma e per la salute del nascituro, ma molte donne non hanno idea se e come le proprie abitudini nutrizionali debbano adeguarsi a questa nuova condizione.
Nel volume che la nutrizionista reggiana ha dato alle stampe per Miraviglia editore, in tre capitoli, corrispondenti ai tre trimestri della gestazione, si mettono nero su bianco consigli preziosi, semplici da ricordare e mettere in pratica, per stare bene a tavola in due. Cosa sì e cosa no? Con quali alimenti si deve «tirare la cinghia» e quali altri contengono invece nutrienti adatti a gestanti e futuri bebè? L’attività fisica è proibita o consigliata? Quanto è importante tenere d’occhio l’aumento di peso? Come contrastare le nausee e gestire le famose «voglie»?
Un tempo si diceva che una donna incinta dovesse mangiare per due. «Abbiamo visto i danni che ha fato questa affermazione, adesso facciamola mangiare due volte meglio» sottolinea l’autrice. A rendere interessante il libro sono consigli pratici e di facile consultazione, oltre ad una utilissima selezione di ricette (invernali ed estive) e di menù completi di colazione, pranzo, cena e spuntini.
Carne e pesce
In un momento in cui la digestione è sottoposta a difficoltà e rallentamenti è preferibile, parlando di carne, optare per pollo, tacchino, coniglio e agnello. Per il rischio toxoplasmosi è importante ricordarsi di cuocere sempre bene la carne, quindi evitare carpaccio, roastbeef e salumi crudi. Il pesce di tutti i tipi, povero di connettivo (l’elemento che a parità di grassi rende un alimento più o meno digeribile) è consigliato, specialmente quello di mare, che contribuisce a incrementare l’introduzione di iodio (importante per la tiroide).
Verdura e frutta
Gli ortaggi sono in larga parte digeribili, meglio però limitare le verdure aromatiche (aglio, porri, cipolla) e quelle cavolacee, per il loro contenuto di zolfo. La cottura viene in aiuto, facendo evaporare le sostanze solforate nelle verdure aromatiche, ad esempio. Se si è a rischio toxoplasmosi, è bene ricordarsi di lavare scrupolosamente frutta e verdura, lasciandola in ammollo anche con un po’ di limone o bicarbonato.
Dolci e caffè
Sarebbe bene arginare le voglie di dolci, gelati, caramelle, bibite e succhi di frutta; ed è meglio eliminare lo zucchero bianco. Questi, infatti, sono tutti prodotti che stimolano l’uscita di insulina dal pancreas in modo veloce (ormone, questo, che tiene sotto controllo la glicemia del sangue). Da evitare anche i dolcificanti. Meglio gli zuccheri complessi, come pasta, pane, cracker. La dose accettabile di caffeina in gravidanza? È consigliabile non superare le 2 o 3 tazzine al giorno, o 4 o 5 tazze di tè. Evitare caffè decaffeinato e tè deteinato.
Alcolici e superalcolici
In gravidanza il veto è assoluto, l’assunzione di alcol durante la gestazione porta a gravissime patologie fetali. Bastano due bicchieri di vino al giorno per produrre danni gravi, quindi – sostiene l’autrice, a ragione – «il tuo bimbo merita un “sacrificio”».
Acqua
Come noto, il nostro corpo è fatto principalmente di acqua. È bene introdurre almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, per compensare le perdite, favorire la digestione e l’eliminazione delle scorie. È essenziale bere tanta acqua anche perché facilita l’aumento di flusso sanguigno e consente il trasporto delle sostanze nutritive al feto.
La dieta migliore per il «pancione»
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