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Quando e come informare il datore di lavoro

MaManica
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Iscritto il: 10 gen 2020, 12:51

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da MaManica »

andiamo per ordine:
se non lavori in ambienti insalubri o a contatto con sostanze nocive non hai nessun obbligo di comunicare il tuo stato al datore di lavoro
dovrai naturalmente comunicarlo con il certificato medico quando sarai in procinto di lascire per la maternita'.. ma questo si vedra' piu' avanti

per ora nessuno ti impedisce, per pura cortesia, di comunicarlo informalmente al capufficio e ai colleghi con cui sei a stretto contatto, ma all'ufficio del personale credo che per ora non sia affatto necessario, non perche' sia controproducente, ma perche' penso che non saprebbero che fare di questa comunicazione in questo momento..

quanto all'aver accettato il lavoro quando eri già incinta hai fatto benissimo e non eri tenuta a comunicare nulla nemmeno in quel momento.. (ci mancherebbe..)

al rientro al lavoro sicuramente non ti avranno licenziato perchè non e' consentito dalla legge, piuttosto valuta tu quali devono essere le tue mosse per quanto riguarda il rinnovo del contratto, quello non ti e' dovuto per legge, quindi dipende dalla disponibilità del tuo datore di lavoro e da come ti sei comportata in questi mesi (per questo parlavo della "cortesia" di comunicare il tuo stato anche se non sei tenuta a farlo)

dimenticavo che se vuoi usufruire dei permessi per le visite mediche devi per forza comunicare formalmente il tuo stato
laurettina
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Iscritto il: 26 ago 2019, 10:59

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da laurettina »

La comunicazione al datore di lavoro va fatta, visto che cmq la pancia tra un pò si vedrà, la comunicazione tempestiva rende, inoltre , in grado il datore di lavoro di organizzarsi con una sostituta fintantochè ti assenterai dal posto di lavoro.
Per quanto riguarda la maternità, la legge prevede l'astensione obbligatoria per un periodo di 5 mesi ,generalmente i 2 mesi prima la data presunta del parto e i tre mesi successivi (su consenso del medico anche 1 mese prima e 4 dopo), la donna può poi chiedere un'astensione facoltativa per una durata massima di 6 mesi ad uno stipendio ridotto, dopo di che la donna può scegliere se rientrare al lavoro godendo di un periodo di allattamento (in proporzione all'orario lavorato) a stipendio pieno o di usufruire di un ulteriore periodo a casa fino al compimento del primo anno di vita del bambino a stipendio 0.Molte donne ricorrono alla cosiddetta maternità anticipata (a stipendio pieno) che consiste nel richiedere al proprio medico un'astensione dal lavoro prima del periodo previsto dalla norma. Dovrebbe essere richiesta quando le insalubri o insicure condizioni del proprio posto di lavoro potrebbero essere causa di problemi per la maternità, in realtà viene concessa molto facilmente dai medici che così si tolgono qualunque responsabilità anche se non vi sono problemi per la futura madre. Quanto al fatto che tu possa riavere il tuo posto di lavoro, dipende secondo me da come ti comporterai ora, se ti dimostrerai onesta potrai sperare di riavere il tuo posto, diversamente, nessuno obbliga il tuo datore di lavoro a tenerti, visto che il tuo contratto scadrà a ottobre del prox anno, ovvero quando, presumo, tu sarai ancora a casa per maternità obbligatoria... Ti parlo da donna imprenditrice che, perdonami, non sarebbe molto contenta di una donna che mente sin da subito sulle proprie condizioni, chi assume lo fa generalmente perchè ha bisogno, trovarsi con una donna che dopo qualche mese se ne sta a casa non è il massimo, in situazioni simili, mi spiace, io ho licenziato.
sim02
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Iscritto il: 10 gen 2020, 12:30

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da sim02 »

la legge non la OBBLIGA a comunicarlo, ma per CORRETTEZZA potrebbe farlo.. poi dipende sempre dai rapporti che si hanno sul posto di lavoro
si deve valutare caso per caso l'opportunita' di informare il datore di lavoro
in certi casi alcune donne sono fortemente discriminate, e in altri una comunicazione tardiva può mettere in difficolta' il datore di lavoro.. bisogna vedere qual è la situazione.
sunflower
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Iscritto il: 19 gen 2019, 17:23

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da sunflower »

non vedo in quali casi le donne incinte siano discriminate, le donne incinte (ovviamente lavoratrici dipendenti) per come la vedo io sono stratutelate dalla legge, sia prima, che durante, che dopo la gravidanza. Secondo te meglio tacere e sfoggiare un pancione come se niente fosse comunicando la bella notizia in prossimità di starsene a casa?A parte il fatto che non sono poi convinta che non sia obbligatorio comunicare lo stato di gravidanza per tutti i rischi che una persona di tal genere può comportare nell'ambiente di lavoro, purtroppo non sono poi così informata sulla questione(posso cmq rimediare chiedendolo al mio ufficio del personale), personalmente non mi è mai successo che una donna nel mio ambiente di lavoro non lo facesse, da me nessuna donna si è mai fatta alcuno scrupolo a dichiararlo, anzi...lo ritieni una vergogna forse?
blackflower
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Iscritto il: 15 apr 2019, 15:01

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da blackflower »

Anita ha chiesto se sia obbligata per legge a comunicare il suo stato al datore di lavoro, e la legge non la obbliga se non nei cinque mesi in cui la legge prevede l’astensione dal lavoro. Ovviamente nessuna pensa di tener nascosto un pancione fino al nono mese, ma se permetti (e visto che la legge lo permette) io non ci terrei a far sapere i caxxi miei in ufficio prima di aver fatto l'amniocentesi. Se poi l'ambiente di lavoro e' sereno e ci sono le condizioni posso decidere di dirlo al capo anche il giorno in cui faccio il test.
La correttezza deve essere reciproca, se il lavoratore sa di non dover temere ritorsioni non avrà nessun problema ad avvisare il capo, e se il capo ha la coscienza a posto sa che sicuramente la lavoratrice non lo lascera' nei guai all'ultimo momento.
La tutela di cui parli non sempre viene attuata, mi sembra molto strano che tu non abbia mai sentito di donne in gravidanza che vengono discriminate sul luogo di lavoro, Se ciò non accade nella tua azienda non posso far altro che congratularmi con te, ma purtroppo non tutti i datori di lavoro sono come te. Ci sono lavoratrici che appena comunicano la propria gravidanza non trovano neppure la scrivania, oh, si',.. non vengono licenziate perche' la legge non lo permette.. ma vengono sottoposte a tali pressioni psicologiche da essere costrette anche a scappare via.
topa
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Iscritto il: 27 giu 2015, 11:15

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da topa »

il punto non e' se sia OPPORTUNO, CORRETTO, ECC.. comunicare il proprio stato in ufficio, e queste sono tutte valutazioni soggettive, ma se sia OBBLIGATORIO, e per ora non lo e', a meno che non si lavori in ambienti insalubri.
Se nessuna tua dipendente ha avuto problemi a comunicarti il suo stato vuol dire che sono serene e il loro datore di lavoro e' corretto, comprensivo, e osservante delle leggi, ma non sempre è cosi'.
Quanto alla tua domanda se io ritenga una vergogna il fatto di aspettare un figlio devo ancora capire se si tratta di una battuta o di una provocazione. Nel primo caso la accolgo con un divertito sorriso e una strizzatina d'occhio, icon_wink.gif nel secondo caso la colloco nel luogo piu' consono a provocazioni di questo tipo: Flush.gif (ma spero che nelle tue intenzioni fosse una battuta
etalasi
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Iscritto il: 26 ott 2017, 09:43

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da etalasi »

anche secondo me è meglio avvisare subito il datore di lavoro. Non è facile trovare una sostituta o organizzare per tempo ruoli diversi all'interno dell'ufficio....quindi coraggio, dai la notizia e vedrai che alla fine se ti comporti in maniera corretta e responsabile ti riconfermeranno ad ottobre.
fracla
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Iscritto il: 30 set 2015, 15:34

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da fracla »

Dunque, ancora non ho notizie da comunicare a nessuno, ma lavoro all'ufficio personale di un ente pubblico, quindi posso dirvi come stanno le cose.
Allora alla donna incinta non è fatto obbligo comunicare al datore di lavoro (e quindi anche all'uffucio personale) lo stato di gravidanza, anche se è buona norma. Nel caso si voglia usufruire di permessi per esami prenatali bisogna presentare all'ufficio apposito un certificato del ginecologo convenzionato con il SSN dove si attesta lo stato di gravidanza e la data presunta del parto, prima del periodo previsto per il congedo.
La legge tutela la donna dal licenziamento e da qualsiasi altra discriminazione per il posto di lavoro. Spettano 5 mesi di congedo per maternità retribuito al 100% da fruire o due prima e tre dopo il parto o, previa autorizzazione del proprio specialista e anche del medico competente per la 626 del luogo di lavoro, un mese prima e 4 dopo. La richiesta va effettuata almeno 15 giorni prima del bimestre antecedente il parto e corredata dalla documentazione specialistica. Dopo spettano 6 mesi di congedo parentale da fruire al 30% dello stipendio.
Se vi è gravidanza a rischio con il certificato medico che lo attesta la donna tramite l'ispettorato del lavoro puà mettersi in astensione preventiva prima della decorrenza dei due mesi di congedo per maternità che scattano automaticamente dalla data presunta del parto.
E' cura dell'ufficio personale contattare la dipendente per informarla di qualsiasi nuova situazione o incombenza riguardante la propria posizione lavorativa e retributiva.
Per quanto attiene alle sostituzioni, le procedure sono abbastanza veloci, anche perchè spesso ci si rivolge all'agenzia per l'impiego e quindi le sostituzioni avvengono in breve tempo, almeno per quanto riguarda il pubblico.
Non mi è mai capitato di vedere qualcuno rientrare e andare a fare le fotocopie. Anzi, tutte hanno ripreso il vecchio posto di lavoro e magari si trovano qualche incombenza in più per dell'arretrato. Anche questo viene garantito dalla legge 51/200, ovvero viene garantito il diritto di rientare nella stessa unità produttiva ed essere adibiti alle stesse mansioni precedentemente svolte o ad altre mansioni, purché equivalenti.
miloely
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Iscritto il: 08 ago 2016, 12:20

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da miloely »

il mio problema non era SE informare ma quando e SOPRATUTTO in quale modo e comunque pensavo di farlo (vista dla data del parto per giugno) entro il gennaio dell'anno prossimo (parlo sempre dell'ufficio del personale che del mio stato, con altri 3 mila dipendenti penso che non gli importa piu di tanto) e prima di tutto, gia' avevo
fatto i programmi per informare prima tutto miei colleghi e ovviamente capo, entro il natale, mi sembra giusto aspettare la fine del 3 mese visto che ho rischiato di perdere questa gravidanza?? o secono qualcuno e' troppo tardi???
penso comunque che sia un mio diritto di farmi un po' di caxxi miei, come dice Fischietta icon_wink.gif
per quanto riguarda la sostituzione, la mia collega che divide con me un full-time in 2 part-time , collega che e' informata da almeno un mese, sara' ben felice a passare ad un full-time in tutto tempo della durata della mia maternita'.
e sopratutto volevo ricordare le mie premesse, chi non avesse lette bene chiederei cortesemente ripassarsi il mio post prima di rispondermi- io ho un lavoro leggero' e non mi importa che ho a disposizione 5 mesi di maternita' - fin quando me la sento staro' al lavoro anche fino a quando non perdero' le acque, o giu di li'.
e lo faccio propio per rispetto delle persone con quali lavoro- il mio capo in prima persona!
Care ragazze vi ringrazio dell'intervento ma qualcuna mi dira' finalmente come caspita IN PRATICA va fatta l'informazione?? 018.gif lettera??certificato medico che mi accerta la gravidanza di un tot di mesi?? e tutto 'sto malloppo lo porto all'ufficio del personale??
reika
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Iscritto il: 05 nov 2017, 09:42

Re: Quando e come informare il datore di lavoro

Messaggio da reika »

Allora, forse ti è sfuggita anche la mia risposta.
All'ufficio personale se vuoi fare la comuniazione ufficiale basta che porti il certificato di un ginecologo convenzionato con il Sistema Sanitario NAzionale che oltre a dichiarare che sei in gravidanza riporta anche la data presunta del parto.
Il congedo per maternità è obbligatorio e non c'entra la correttezza o meno con il datore di lavoro. Ti spetta e basta. Questo va chiesto con apposito modulo che trovi in segreteria e presentato almeno 15 giorni prima dell'inizio del congedo stesso, con la certificazione della ginecolga (che ne gia fatti tremila e quindi saprà cosa scrivere!)
Poi al capo di solito lo si dice quando ti pare a voce, nel modo e nel momento in cui preferisci tu!
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