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Test di Coombs in gravidanza: quando serve?

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delissa
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Iscritto il: 11 giu 2015, 22:44

Test di Coombs in gravidanza: quando serve?

Messaggio da delissa »

Il Test di Coombs, in gravidanza, viene effettuato per verificare la presenza di anticorpi anti-D nel sangue della madre. Ecco a cosa serve e quando effettuarlo.
Test di Coombs in gravidanza – Durante le primissime fasi della gravidanza, uno degli esami che viene effettuato è quello del gruppo sanguigno, un esame che serve per stabilire appunto qual è il gruppo sanguigno del feto, e l'eventuale presenza del fattore Rh. Grazie a questo semplice esame, è possibile evidenziare una possibile incompatibilità tra il sangue della madre e quello feto. Qualora dovesse emergere tale incompatibilità (ovvero la madre con gruppo RH negativo concepisce un figlio con gruppo RH positivo), si presenta il rischio che la madre sviluppi una risposta immunitaria contro i globuli rossi del feto, producendo degli anticorpi (anticorpi anti-D) che andrebbero a distruggerne i globuli rossi.

A causa di questa condizione, aumenterebbe a sua volta il rischio di malattia emolitica per il feto (MEN), una condizione che potrebbe aumentare anche il rischio di anemia emolitica neonatale o di morte intrauterina.

L’incompatibilità sanguigna fra la madre e il feto non si manifesta quasi mai durante la prima gravidanza, ma può invece presentarsi durante la seconda gravidanza e quelle successive. Per questa ragione, è comunque importante che, in presenza di Rh negativo, la futura mamma si sottoponga al Test di Coombs indiretto, che servirà appunto per verificare la presenza di anticorpi anti-D nel sangue materno.

Questo test è indicato anche per valutare una eventuale incompatibilità materno-fetale che interessa il sistema AB0.

Generalmente, il test di Coombs viene effettuato la prima volta entro la sedicesima settimana di gravidanza. Le donne che presentano fattore RH positivo dovranno poi ripetere il test durante l’ultimo trimestre, mentre quelle con RH negativo effettueranno il test ogni mese.
delissa
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Iscritto il: 11 giu 2015, 22:44

Re: Test di Coombs in gravidanza: quando serve?

Messaggio da delissa »

Cosa significa un test di Coombs negativo?
Il test di Coombs si esegue con semplice esame del sangue e serve per evidenziare la presenza di anticorpi diretti contro i globuli rossi. Perché è importante? Perché si utilizza per diagnosticare alcune malattie come l’ anemia emolitica autoimmune e l’ittero emolitico neonatale da incompatibilità del fattore Rh tra il sangue del feto e quello della madre.
È quindi un esame molto frequente in gravidanza, sempre che la mamma non sappia già di essere Rh negativo. Il test di Coombs può essere diretto o indiretto: il primo mette in evidenza eventuali anticorpi legati direttamente alla superficie dei globuli rossi, mentre quello indiretto serve per verificare anticorpi liberi nel siero, non legati cioè ai globuli rossi.

Quando si può parlare di test negativo? In assenza di reazioni il test è negativo, ossia non si sono trovati anticorpi in grado di reagire e creare quindi problemi. Se invece il test di Coombs è positivo vuol dire che ci sono gli anticorpi attaccati ai globuli rossi o liberi nel siero. Bisogna poi considerare un altro dato importante, nella lettura dell’esame. La regola generale dice che
più l’esame è positivo (più la reazione è forte), maggiore è la quantità di anticorpi presenti, ma la concentrazione degli anticorpi non sempre è indice di gravità del disturbo, soprattutto se i globuli rossi sono già stati distrutti.
cilieginarossa
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Iscritto il: 29 mag 2015, 09:11

Re: Test di Coombs in gravidanza: quando serve?

Messaggio da cilieginarossa »

Test di Coombs diretto e indiretto: le differenze e cosa significa se è positivo
Il test di Coombs è un esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi anti globuli rossi liberi nel sangue.
Il test di Coombs è un esame del sangue e serve per valutare la presenza di anticorpi in grado di attaccare e distruggere i globuli rossi. Può essere diretto o indiretto. Quello diretto permette di individuare gli anticorpi che si legano direttamente ai globuli rossi e serve per diagnosticare alcune forme di anemia (anemia emolitica di origine autoimmunitaria) o anche di ittero.
Il test di Coombs indiretto, invece, rivela la presenza di anticorpi liberi che possono attaccare indirettamente i globuli rossi. In questo caso parliamo di un esame del sangue tipico della gravidanza. Serve per valutare la presenza di anticorpi anti-Rh e l'opportunità di eventuali misure profilattiche. È anche un test di compatibilità in caso di necessità di trasfusione.

Che cosa significa un risultato positivo? Se il test indiretto è positivo vuol dire gli anticorpi anti-globuli rossi sono presenti. Prima di una trasfusione un test di Coombs indiretto positivo indica la necessità di effettuare un test di identificazione degli anticorpi per capire di che natura siano gli anticorpi presenti. Il sangue del donatore non deve contenere gli antigeni corrispondenti. Se invece in gravidanza, la donna Rh negativa ha un test di Coombs indiretto negativo, allora viene fatta un’iniezione di immunoglobuline Rh entro 72 ore per prevenire la formazione di anticorpi.
harryson
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Iscritto il: 26 ago 2014, 15:26

Re: Test di Coombs in gravidanza: quando serve?

Messaggio da harryson »

Vorrei chiedere in caso in cui il test dovesse essere positivo, che rischi ci sono? Puo essere pericoloso per il bambino in modo grave? E di preciso a quante settimane si potrebbe gia fare?
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