IL PARTO naturale o cesareo?
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
Io leggo di tanta gente che lo fa... io non so se mi fiderei... Ma dipende molto dal carattere e dal tipo di gravidanza.
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
secondo me devi partire dal presupposto di avere una gravidanza fisiologica e un ospedale vicino casa da raggiungere velocemente in caso di bisogno. Poi l'ideale sarebbe farti seguire da un'ostetrica che poi ti seguirà durante il parto in casa (se non sbaglio da linee guida devono essere in due, non sono sicurissima però). Ovviamente tutto a spese vostre, però in alcune regioni so che rimborsano le spese (non so in che percentuale).
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
Le alternative sono startene a casa il più possibile e andare in ospedale quando non reggi più, se trovi un buon ospedale che fa un buon corso preparto ti spiegano bene come comportarti a casa finché te la senti di starci (bagni caldi, massaggi, cosa fare in caso di perdite e rottura delle acque).
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
aggiungo che potresti anche farti seguire da un'ostetrica a casa e andare in ospedale solo nella fase finale, e vedere se magari puoi essere accompagnata anche dalla tua ostetrica (oltre che da tuo marito ovviamente).
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
Come funziona l’anestesia epidurale
L’anestesia epidurale è una tecnica anestesiologica prescritta dal ginecologo per ridurre i rischi di complicazioni quando la gestante presenta alcune patologie, come ad esempio l’ipertensione, patologie del cuore o alterazioni della contrattilità dell’utero. Viene eseguita, generalmente, quando la dilatazione della cervice ha raggiunto i 4-5 centimetri.
Essendo un’analgesia parziale del corpo, permette alla donna di rimanere sveglia ed attiva durante il parto, con una respirazione spontanea. La somministrazione del farmaco oppiaceo avviene nello spazio epidurale della colonna vertebrale, a circa metà schiena. Questa zona verrà preventivamente pulita con un antisettico per evitare eventuali infezioni.
L’infusione è permessa attraverso un sottile sondino, posizionato dall’anestesista, grazie ad una puntura in sede lombare. È opportuno che la gestante, durante l’applicazione del sondino, inarchi la schiena rimanendo sdraiata sul fianco o seduta. Questa posizione oltre ad aumentare l’efficacia del farmaco, previene o riduce eventuali conseguenze.
A fronte dei vantaggi per cui è preferita ad esempio per i cesarei, in quanto consente alla donna di rimanere sveglia, partecipando alla nascita del suo bambino, alleviando il dolore ed aiutando quelle gestanti che manifestano una paura eccessiva per il parto (tocofobia), per le quali il travaglio risulterebbe troppo stressante, vi sono degli effetti collaterali da tener presente.
Dai leggeri acufeni, brividi, dolori alla schiena in seguito alla puntura lombare, con insorgenza di nausea, intorpidimento della parte inferiore del corpo fino al rallentamento del parto, con la necessità di interventi successivi come la somministrazione di farmaci per accelerare il travaglio, fino al parto cesareo.
Ci sono dei casi in cui non è possibile ricorrere all’uso dell’anestesia epidurale: in caso di emorragia, di un’infezione del sangue o della schiena o quando il parto si avvia e procede velocemente per cui non vi è sufficiente tempo per la somministrazione del farmaco.
Infine, una domanda a cui cercano di rispondere le ultime ricerche riguarda le conseguenze dell’epidurale sulla salute del bambino. Attualmente l’unico dato certo è che, in seguito alla somministrazione di questi farmaci, il piccolino spesso diventa meno attivo, rallentando la sua discesa nel canale del parto con la necessità di un intervento famacologico per accelerarne la nascita. Alcune evidenze empiriche sottolineano una correlazione tra uso di epidurale e difficoltà dei bambini alla nascita di attaccarsi al seno.
L’anestesia epidurale è una tecnica anestesiologica prescritta dal ginecologo per ridurre i rischi di complicazioni quando la gestante presenta alcune patologie, come ad esempio l’ipertensione, patologie del cuore o alterazioni della contrattilità dell’utero. Viene eseguita, generalmente, quando la dilatazione della cervice ha raggiunto i 4-5 centimetri.
Essendo un’analgesia parziale del corpo, permette alla donna di rimanere sveglia ed attiva durante il parto, con una respirazione spontanea. La somministrazione del farmaco oppiaceo avviene nello spazio epidurale della colonna vertebrale, a circa metà schiena. Questa zona verrà preventivamente pulita con un antisettico per evitare eventuali infezioni.
L’infusione è permessa attraverso un sottile sondino, posizionato dall’anestesista, grazie ad una puntura in sede lombare. È opportuno che la gestante, durante l’applicazione del sondino, inarchi la schiena rimanendo sdraiata sul fianco o seduta. Questa posizione oltre ad aumentare l’efficacia del farmaco, previene o riduce eventuali conseguenze.
A fronte dei vantaggi per cui è preferita ad esempio per i cesarei, in quanto consente alla donna di rimanere sveglia, partecipando alla nascita del suo bambino, alleviando il dolore ed aiutando quelle gestanti che manifestano una paura eccessiva per il parto (tocofobia), per le quali il travaglio risulterebbe troppo stressante, vi sono degli effetti collaterali da tener presente.
Dai leggeri acufeni, brividi, dolori alla schiena in seguito alla puntura lombare, con insorgenza di nausea, intorpidimento della parte inferiore del corpo fino al rallentamento del parto, con la necessità di interventi successivi come la somministrazione di farmaci per accelerare il travaglio, fino al parto cesareo.
Ci sono dei casi in cui non è possibile ricorrere all’uso dell’anestesia epidurale: in caso di emorragia, di un’infezione del sangue o della schiena o quando il parto si avvia e procede velocemente per cui non vi è sufficiente tempo per la somministrazione del farmaco.
Infine, una domanda a cui cercano di rispondere le ultime ricerche riguarda le conseguenze dell’epidurale sulla salute del bambino. Attualmente l’unico dato certo è che, in seguito alla somministrazione di questi farmaci, il piccolino spesso diventa meno attivo, rallentando la sua discesa nel canale del parto con la necessità di un intervento famacologico per accelerarne la nascita. Alcune evidenze empiriche sottolineano una correlazione tra uso di epidurale e difficoltà dei bambini alla nascita di attaccarsi al seno.
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diavolettabuona
- Messaggi: 854
- Iscritto il: 21 mag 2015, 09:52
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
Puoi andare in casa maternità, ho letto che sono molto accoglienti, non è proprio come stare a casa, ma nemmeno come stare in ospedale.
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donnaregina
- Messaggi: 493
- Iscritto il: 29 mag 2015, 09:07
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
Se no scegli un ospedale che sia molto pronaturale, vai a vedere quelli che ti interessano, fatti dare le loro statistiche, fai un sacco di domande sulle procedure che fanno, chiedi di vedere le sale parto, stendi un piano del parto e portaglielo prima. Cerca anche le opinioni su internet, considera poi che dipende molto dalle aspettative che ognuna ha e da com'è la propria gravidanza. Se un ospedale ti piace anche se è lontano non farti il problema, al primo figlio solitamente ci vuole un po' prima di arrivare alla fase espulsiva.
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elenaleone
- Messaggi: 978
- Iscritto il: 30 set 2015, 15:30
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
Informati molto durante la gravidanza sulle procedure ospedaliere, sulle linee guida, tanto per capire a cosa potresti andare incontro e prenditi molto cura del tuo corpo, ci sono tanti siti e libri che ne parlano, se ti fai seguire da una brava ostetrica o da una doula ti può aiutare anche in questo senso =)
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
So anche di donne che fanno parto in casa senza assistenza, ma quello proprio non lo farei 
Re: IL PARTO naturale o cesareo?
alcune mie amiche hanno preso un'ostetrica privata che le ha seguite durante tutto il travaglio e parto, ma in ospedale...ecco, a quel punto, se dovessi decidere di prendere un'ostetrica privata, farei a casa il più possibile....