Dieta in gravidanza
Re: Dieta in gravidanza
Le vitamine del gruppo B in gravidanza aumentano la forza muscolare del bimbo
Un recente studio dimostra che tra le vitamine in gravidanza, il gruppo B non deve mai mancare perché interviene sulla forza muscolare del bimbo
Che gli alimenti, le vitamine e gli integratori consumati dalla futura mamma possano influire sulla crescita del feto prima e del bimbo poi è risaputo da tempo. Ora un recente studio rivela nuove informazioni in proposito, in particolare sul ruolo delle vitamine del gruppo B in gravidanza.
Un gruppo di otto vitamine
Appartengono al gruppo B, otto vitamine distinte: la B1, la B2, la B3, la B5, la B6, la B8, la B9 e la B12. In linea generale, queste sostanze assicurano il corretto funzionamento di molti organi e apparati, in particolare del fegato, del sistema nervoso e del sistema immunitario. Inoltre, partecipano al metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine. Aiutano anche a mantenere a lungo la concentrazione, ad avere una soglia di attenzione alta durante l’esecuzione di certi lavori o compiti, a garantire una certa efficienza in ufficio e a casa. Ciascuna di esse, poi, svolge funzioni specifiche. Si trovano in molti alimenti, come nel lievito di birra, nei legumi, nel tuorlo d’uovo, nella carne, nella verdura a foglia verde, nella frutta secca, nelle patate e nel riso.
700 donne alla 34a settimana di gestazione
Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori britannici, della University of Southampton, e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Gli autori hanno reclutato quasi 700 donne incinta, seguendole per tutta la gestazione. Al superamento delle 34 settimane di gestazione, le hanno sottoposte a un prelievo di sangue per misurare i loro livelli ematici di vitamine del gruppo B. Lo studio è continuato anche dopo il parto. Quando i bambini hanno compiuto quattro anni, sono stati sottoposti a un test di presa per analizzare la forza muscolare.
Più forza nei bambini a 4 anni
Dall’analisi dei risultati, è emerso che fra i livelli ematici di vitamine del gruppo B nelle donne e la forza muscolare dei bambini a quattro anni c’era una forte associazione. I muscoli dei bimbi nati da madri che durante la gravidanza avevano concentrazioni elevate di queste sostanze nel sangue, infatti, erano più forti. E più l’organismo della futura mamma era ricco di vitamine del gruppo B e più la forza muscolare del figlio era significativa.
Più fibre muscolari a contrazione rapida
Gli esperti hanno spiegato che probabilmente le vitamine del gruppo B promuovono lo sviluppo delle fibre muscolari a contrazione rapida. Infatti, alcune ricerche hanno dimostrato che la carenza di vitamina B si associa a un minor sviluppo di queste fibre e alla presenza di una quota maggiore di grasso nel muscolo. Per confermare questi risultati, gli esperti hanno avviato un nuovo studio su 1.200 gestanti. Ad alcune di loro verranno dati integratori di vitamina B.
In breve
NEI NOVE MESI SERVONO GLI INTEGRATORI
In gravidanza è importante mangiare cibi ricchi di vitamine del gruppo B. In particolare, le donne in attesa hanno bisogno di un maggior quantitativo di vitamina B9 o acido folico necessaria per proteggere il feto da malformazioni. La dieta, però, non è sufficiente: è necessario anche ricorrere a degli integratori sotto forma di compresse.
Un recente studio dimostra che tra le vitamine in gravidanza, il gruppo B non deve mai mancare perché interviene sulla forza muscolare del bimbo
Che gli alimenti, le vitamine e gli integratori consumati dalla futura mamma possano influire sulla crescita del feto prima e del bimbo poi è risaputo da tempo. Ora un recente studio rivela nuove informazioni in proposito, in particolare sul ruolo delle vitamine del gruppo B in gravidanza.
Un gruppo di otto vitamine
Appartengono al gruppo B, otto vitamine distinte: la B1, la B2, la B3, la B5, la B6, la B8, la B9 e la B12. In linea generale, queste sostanze assicurano il corretto funzionamento di molti organi e apparati, in particolare del fegato, del sistema nervoso e del sistema immunitario. Inoltre, partecipano al metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine. Aiutano anche a mantenere a lungo la concentrazione, ad avere una soglia di attenzione alta durante l’esecuzione di certi lavori o compiti, a garantire una certa efficienza in ufficio e a casa. Ciascuna di esse, poi, svolge funzioni specifiche. Si trovano in molti alimenti, come nel lievito di birra, nei legumi, nel tuorlo d’uovo, nella carne, nella verdura a foglia verde, nella frutta secca, nelle patate e nel riso.
700 donne alla 34a settimana di gestazione
Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori britannici, della University of Southampton, e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. Gli autori hanno reclutato quasi 700 donne incinta, seguendole per tutta la gestazione. Al superamento delle 34 settimane di gestazione, le hanno sottoposte a un prelievo di sangue per misurare i loro livelli ematici di vitamine del gruppo B. Lo studio è continuato anche dopo il parto. Quando i bambini hanno compiuto quattro anni, sono stati sottoposti a un test di presa per analizzare la forza muscolare.
Più forza nei bambini a 4 anni
Dall’analisi dei risultati, è emerso che fra i livelli ematici di vitamine del gruppo B nelle donne e la forza muscolare dei bambini a quattro anni c’era una forte associazione. I muscoli dei bimbi nati da madri che durante la gravidanza avevano concentrazioni elevate di queste sostanze nel sangue, infatti, erano più forti. E più l’organismo della futura mamma era ricco di vitamine del gruppo B e più la forza muscolare del figlio era significativa.
Più fibre muscolari a contrazione rapida
Gli esperti hanno spiegato che probabilmente le vitamine del gruppo B promuovono lo sviluppo delle fibre muscolari a contrazione rapida. Infatti, alcune ricerche hanno dimostrato che la carenza di vitamina B si associa a un minor sviluppo di queste fibre e alla presenza di una quota maggiore di grasso nel muscolo. Per confermare questi risultati, gli esperti hanno avviato un nuovo studio su 1.200 gestanti. Ad alcune di loro verranno dati integratori di vitamina B.
In breve
NEI NOVE MESI SERVONO GLI INTEGRATORI
In gravidanza è importante mangiare cibi ricchi di vitamine del gruppo B. In particolare, le donne in attesa hanno bisogno di un maggior quantitativo di vitamina B9 o acido folico necessaria per proteggere il feto da malformazioni. La dieta, però, non è sufficiente: è necessario anche ricorrere a degli integratori sotto forma di compresse.
Re: Dieta in gravidanza
Alimentazione in gravidanza: troppi errori!
Un recente studio rivela che, durante la gravidanza, molte donne commettono ancora tanti errori in fatto di alimentazione
Tutte le future mamme sono consapevoli dell’importanza dell’alimentazione in gravidanza. Non solo per permettere un corretto accrescimento del feto, fornire la giusta energia alla donna ed evitare un aumento eccessivo di peso. Ma anche per diminuire il rischio di eventuali malformazioni a carico del nascituro. Eppure, ancora oggi, commettono tanti sbagli a tavola. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani, del Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, pubblicato su una rivista dell’Istituto superiore di sanità (Iss).
La migliore è la dieta mediterranea
L’alimentazione in gravidanza ha un ruolo importantissimo nei confronti della salute di mamma e bebè. In particolare, può influire sul rischio di difetti congeniti del feto, che tanto spaventano i genitori. Numerosi studi hanno dimostrato che il modello mediterraneo protegge il nascituro da malformazioni serie, come la spina bifida e il cosiddetto “labbro leporino”. In sostanza, questo tipo di alimentazione prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, pesce azzurro, legumi e olio extra vergine di oliva.
Quantità insufficienti di ferro e acido folico
Secondo la ricerca italiana, spesso l’alimentazione in gravidanza è troppo povera di cibi contenenti ferro e acido folico, due sostanze fondamentali. La carenza di ferro, infatti, può avere serie conseguenze, come stanchezza della mamma, parto pretermine, sottopeso del piccolo alla nascita, deficit neurologici e comportamentali in età scolare. Al contrario, un’integrazione oculata è praticamente priva di rischi. I folati, invece, assicurano il corretto proseguimento della gestazione, prevenendo problemi seri, come il ritardo della crescita del feto, il distacco precoce di placenta e il parto prematuro. In secondo luogo, diminuiscono il rischio di alcune malformazioni fetali, in particolare quelle al tubo neurale, come la spina bifida. In media, le future mamme assumono solo la metà della dose giornaliera di ferro raccomandata dagli esperti e l’80% di quella di folati. Di contro, introducono quantità eccessive di cibi di origine animale, grassi saturi e zuccheri solubili.
In breve
QUANDO SERVONO GLI INTEGRATORI
Se fare attenzione ai nutrienti introdotti con la dieta è sempre importante, diventa essenziale in gravidanza. Infatti, l’organismo della futura mamma deve fronteggiare una serie di cambiamenti importanti e garantire il corretto accrescimento del feto. In alcuni casi, se l’alimentazione non basta, il ginecologo può prescrivere degli integratori.
Un recente studio rivela che, durante la gravidanza, molte donne commettono ancora tanti errori in fatto di alimentazione
Tutte le future mamme sono consapevoli dell’importanza dell’alimentazione in gravidanza. Non solo per permettere un corretto accrescimento del feto, fornire la giusta energia alla donna ed evitare un aumento eccessivo di peso. Ma anche per diminuire il rischio di eventuali malformazioni a carico del nascituro. Eppure, ancora oggi, commettono tanti sbagli a tavola. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani, del Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, pubblicato su una rivista dell’Istituto superiore di sanità (Iss).
La migliore è la dieta mediterranea
L’alimentazione in gravidanza ha un ruolo importantissimo nei confronti della salute di mamma e bebè. In particolare, può influire sul rischio di difetti congeniti del feto, che tanto spaventano i genitori. Numerosi studi hanno dimostrato che il modello mediterraneo protegge il nascituro da malformazioni serie, come la spina bifida e il cosiddetto “labbro leporino”. In sostanza, questo tipo di alimentazione prevede un consumo abbondante di frutta, verdura, pesce azzurro, legumi e olio extra vergine di oliva.
Quantità insufficienti di ferro e acido folico
Secondo la ricerca italiana, spesso l’alimentazione in gravidanza è troppo povera di cibi contenenti ferro e acido folico, due sostanze fondamentali. La carenza di ferro, infatti, può avere serie conseguenze, come stanchezza della mamma, parto pretermine, sottopeso del piccolo alla nascita, deficit neurologici e comportamentali in età scolare. Al contrario, un’integrazione oculata è praticamente priva di rischi. I folati, invece, assicurano il corretto proseguimento della gestazione, prevenendo problemi seri, come il ritardo della crescita del feto, il distacco precoce di placenta e il parto prematuro. In secondo luogo, diminuiscono il rischio di alcune malformazioni fetali, in particolare quelle al tubo neurale, come la spina bifida. In media, le future mamme assumono solo la metà della dose giornaliera di ferro raccomandata dagli esperti e l’80% di quella di folati. Di contro, introducono quantità eccessive di cibi di origine animale, grassi saturi e zuccheri solubili.
In breve
QUANDO SERVONO GLI INTEGRATORI
Se fare attenzione ai nutrienti introdotti con la dieta è sempre importante, diventa essenziale in gravidanza. Infatti, l’organismo della futura mamma deve fronteggiare una serie di cambiamenti importanti e garantire il corretto accrescimento del feto. In alcuni casi, se l’alimentazione non basta, il ginecologo può prescrivere degli integratori.
Re: Dieta in gravidanza
Via libera al caffè in gravidanza: non danneggia il feto
Buone notizie per le future mamme: due tazzine al giorno durante i nove mesi non incidono negativamente sul quoziente di intelligenza dei figli né sono responsabili in alcun modo di eventuali problemi di comportamento
La lista delle privazioni nei nove mesi di gravidanza è lunga. Ma il caffè non rientra più nelle sostanze proibite se consumato in quantità moderate.
A concedere alle future mamme il piacere di due tazzine al giorno sono i ricercatori americani del Nationwide Children’s Hospital di Columbus, in Ohio. Il loro studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology dimostra che la caffeina assunta dalle madri non incide negativamente sul quoziente di intelligenza dei figli né è responsabile di eventuali problemi di comportamento dei nascituri. A questa conclusione gli scienziati sono giunti analizzando la quantità di paraxantina, il metabolita della caffeina che fa da spia della presenza della sostanza, nei campioni di sangue prelevati a più di 2.000 donne incinte durante una ricerca condotta molti anni fa, tra il 1959 e il 1975. All’epoca le intenzioni dello studio promosso dal Collaborative Perinatal Project erano varie: si trattava di un ampio monitoraggio, rimasto un caposaldo nella storia dell’epidemiologia americana, della salute delle mamme e dei figli per comprendere come la prima influenzi la seconda. Ed è sfruttando i dati dei colleghi che li hanno preceduti che gli scienziati del Nationwide Children’s Hospital hanno potuto ora assolvere la caffeina dall’accusa di danneggiare le abilità cognitive dei bambini: il quoziente di intelligenza accertato con appositi test a 4 anni e poi a 7 non sembra in alcun modo influenzato dalla quantità di paraxantina individuata nel sangue materno.
E sì che a quei tempi le donne in gravidanza erano meno attente alle conseguenze delle loro abitudini sul feto e bevevano più caffè rispetto a quanto se ne beve adesso. La prova che scagiona la caffeina, quindi, è ancora più convincente.
Dall’analisi dello stesso gruppo di donne i ricercatori avevano in precedenza escluso anche che la sostanza eccitante aumentasse il rischio di obesità nei bambini. Nonostante avessero trovato che il l’11 per cento dei bambini fosse obeso a 4 anni, la colpa non poteva essere attribuita alle mamme che non avevano rinunciato al caffè in dolce attesa .«Nel complesso riteniamo che i nostri risultati possono rassicurare le donne in gravidanza che consumano una quantità moderata di caffeina, l’equivalente di una o due tazze di caffè al giorno», dice Mark Klebanof, uno degli autori dello studio, in un comunicato stampa. Bisogna tenere conto però che la caffeina non si trova solo nel caffè, ma in diversi altri prodotti: dal cioccolato e ad alcuni farmaci contro il mal di testa.
Buone notizie per le future mamme: due tazzine al giorno durante i nove mesi non incidono negativamente sul quoziente di intelligenza dei figli né sono responsabili in alcun modo di eventuali problemi di comportamento
La lista delle privazioni nei nove mesi di gravidanza è lunga. Ma il caffè non rientra più nelle sostanze proibite se consumato in quantità moderate.
A concedere alle future mamme il piacere di due tazzine al giorno sono i ricercatori americani del Nationwide Children’s Hospital di Columbus, in Ohio. Il loro studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology dimostra che la caffeina assunta dalle madri non incide negativamente sul quoziente di intelligenza dei figli né è responsabile di eventuali problemi di comportamento dei nascituri. A questa conclusione gli scienziati sono giunti analizzando la quantità di paraxantina, il metabolita della caffeina che fa da spia della presenza della sostanza, nei campioni di sangue prelevati a più di 2.000 donne incinte durante una ricerca condotta molti anni fa, tra il 1959 e il 1975. All’epoca le intenzioni dello studio promosso dal Collaborative Perinatal Project erano varie: si trattava di un ampio monitoraggio, rimasto un caposaldo nella storia dell’epidemiologia americana, della salute delle mamme e dei figli per comprendere come la prima influenzi la seconda. Ed è sfruttando i dati dei colleghi che li hanno preceduti che gli scienziati del Nationwide Children’s Hospital hanno potuto ora assolvere la caffeina dall’accusa di danneggiare le abilità cognitive dei bambini: il quoziente di intelligenza accertato con appositi test a 4 anni e poi a 7 non sembra in alcun modo influenzato dalla quantità di paraxantina individuata nel sangue materno.
E sì che a quei tempi le donne in gravidanza erano meno attente alle conseguenze delle loro abitudini sul feto e bevevano più caffè rispetto a quanto se ne beve adesso. La prova che scagiona la caffeina, quindi, è ancora più convincente.
Dall’analisi dello stesso gruppo di donne i ricercatori avevano in precedenza escluso anche che la sostanza eccitante aumentasse il rischio di obesità nei bambini. Nonostante avessero trovato che il l’11 per cento dei bambini fosse obeso a 4 anni, la colpa non poteva essere attribuita alle mamme che non avevano rinunciato al caffè in dolce attesa .«Nel complesso riteniamo che i nostri risultati possono rassicurare le donne in gravidanza che consumano una quantità moderata di caffeina, l’equivalente di una o due tazze di caffè al giorno», dice Mark Klebanof, uno degli autori dello studio, in un comunicato stampa. Bisogna tenere conto però che la caffeina non si trova solo nel caffè, ma in diversi altri prodotti: dal cioccolato e ad alcuni farmaci contro il mal di testa.
Re: Dieta in gravidanza
Alimentazione in gravidanza: quali sono i formaggi “sicuri”?
Anche se il consumo di latticini è fortemente consigliato nell’alimentazione in gravidanza per l’apporto di proteine e calcio, alcuni formaggi potrebbero presentare dei rischi
L’alimentazione in gravidanza perché sia corretta deve apportare tutti i principi nutritivi necessari alla futura mamma e al bebè, ma deve anche essere “sicura” per ridurre i rischi ad entrambi. È noto, infatti, che ci sono alcuni cibi che diventano pericolosi se assunti durante la gravidanza. Questo perché i cambiamenti ormonali tipici di questo stato agiscono anche sul sistema immunitario, aumentandone la sensibilità e riducendone di conseguenza la capacità di resistenza alle malattie infettive. È il caso delle carni crude o poco cotte e degli insaccati crudi che potrebbero essere una possibile fonte di infestazione da Toxoplasma; oppure del pesce fresco crudo che potrebbe essere contaminato dall’Anisakis. Ecco perché è molto importante prestare attenzione all’alimentazione in gravidanza.
Anche per i formaggi è bene fare attenzione
Alcuni formaggi molli e semimolli maturati con le muffe come brie, gorgonzola, camembert, roquefort, potrebbero essere contaminati dalla Listeria monocytogenes, un batterio che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in dolce attesa. Se la futura mamma contrae la listeriosi, i rischi per la gravidanza sono molto alti, come l’aborto spontaneo o il parto prematuro; al contrario, la maggior parte delle persone sane non avverte disturbi gravi se consuma prodotti contaminati dalla Listeria. Fortunatamente i casi di listeriosi associati al consumo di formaggio sono piuttosto rari e, nella maggior parte dei casi, l’infezione è associata a lievi sintomi come febbre, vomito, diarrea, che scompaiono entro tre giorni senza bisogno di nessun trattamento. Anche se raramente, tuttavia, la listeriosi può evolvere in una forma più grave come la meningite, un’infezione delle membrane che rivestono il cervello.
Attenzione ad alcuni formaggi ai molli
L’alimentazione in gravidanza non dovrebbe prevedere il consumo di formaggi molli: si tratta di cibi meno acidi e più umidi rispetto ad altri formaggi, caratteristiche che li rendono l’ambiente ideale per la crescita di eventuali batteri pericolosi come la Listeria. Attenzione anche ai formaggi tipo tome e tomini freschi, a meno che in etichetta ci sia scritto che sono stati prodotti con latte pastorizzato. A tal proposito, in gravidanza è assolutamente sconsigliato bere latte crudo acquistato sfuso in cascina o appena munto o alimenti prodotti a partire da latte crudo.
Sì ai formaggi stagionati
Le varietà dure come il grana e il parmigiano contengono meno acqua rispetto a quelle molli e, di conseguenza, è più difficile che i batteri riescano a proliferare al loro interno. Anche alcuni formaggi non stagionati sono da considerarsi sicuri se si ha la certezza che siano stati prodotti con latte pastorizzato: le alte temperature della pastorizzazione permettono, infatti, di uccidere tutti i batteri eventualmente presenti anche nei formaggi freschi. Quindi, via libera a fiocchi di latte, mozzarella, formaggio spalmabile, ricotta. Anche il latte pastorizzato e lo yogurt sono alimenti sicuri. È importate, però, consumarli entro pochi giorni dall’apertura della confezione.
In breve
IMPORTANTI GLI ESAMI DEL SANGUE
L’esame del sangue è in grado di diagnosticare la listeriosi. Qualora venisse confermata, può essere curata con gli antibiotici che, in alcuni casi, sono in grado di prevenire le eventuali infezioni letali che potrebbero provocare gravi conseguenze sul feto.
Anche se il consumo di latticini è fortemente consigliato nell’alimentazione in gravidanza per l’apporto di proteine e calcio, alcuni formaggi potrebbero presentare dei rischi
L’alimentazione in gravidanza perché sia corretta deve apportare tutti i principi nutritivi necessari alla futura mamma e al bebè, ma deve anche essere “sicura” per ridurre i rischi ad entrambi. È noto, infatti, che ci sono alcuni cibi che diventano pericolosi se assunti durante la gravidanza. Questo perché i cambiamenti ormonali tipici di questo stato agiscono anche sul sistema immunitario, aumentandone la sensibilità e riducendone di conseguenza la capacità di resistenza alle malattie infettive. È il caso delle carni crude o poco cotte e degli insaccati crudi che potrebbero essere una possibile fonte di infestazione da Toxoplasma; oppure del pesce fresco crudo che potrebbe essere contaminato dall’Anisakis. Ecco perché è molto importante prestare attenzione all’alimentazione in gravidanza.
Anche per i formaggi è bene fare attenzione
Alcuni formaggi molli e semimolli maturati con le muffe come brie, gorgonzola, camembert, roquefort, potrebbero essere contaminati dalla Listeria monocytogenes, un batterio che può causare un’intossicazione alimentare particolarmente pericolosa in dolce attesa. Se la futura mamma contrae la listeriosi, i rischi per la gravidanza sono molto alti, come l’aborto spontaneo o il parto prematuro; al contrario, la maggior parte delle persone sane non avverte disturbi gravi se consuma prodotti contaminati dalla Listeria. Fortunatamente i casi di listeriosi associati al consumo di formaggio sono piuttosto rari e, nella maggior parte dei casi, l’infezione è associata a lievi sintomi come febbre, vomito, diarrea, che scompaiono entro tre giorni senza bisogno di nessun trattamento. Anche se raramente, tuttavia, la listeriosi può evolvere in una forma più grave come la meningite, un’infezione delle membrane che rivestono il cervello.
Attenzione ad alcuni formaggi ai molli
L’alimentazione in gravidanza non dovrebbe prevedere il consumo di formaggi molli: si tratta di cibi meno acidi e più umidi rispetto ad altri formaggi, caratteristiche che li rendono l’ambiente ideale per la crescita di eventuali batteri pericolosi come la Listeria. Attenzione anche ai formaggi tipo tome e tomini freschi, a meno che in etichetta ci sia scritto che sono stati prodotti con latte pastorizzato. A tal proposito, in gravidanza è assolutamente sconsigliato bere latte crudo acquistato sfuso in cascina o appena munto o alimenti prodotti a partire da latte crudo.
Sì ai formaggi stagionati
Le varietà dure come il grana e il parmigiano contengono meno acqua rispetto a quelle molli e, di conseguenza, è più difficile che i batteri riescano a proliferare al loro interno. Anche alcuni formaggi non stagionati sono da considerarsi sicuri se si ha la certezza che siano stati prodotti con latte pastorizzato: le alte temperature della pastorizzazione permettono, infatti, di uccidere tutti i batteri eventualmente presenti anche nei formaggi freschi. Quindi, via libera a fiocchi di latte, mozzarella, formaggio spalmabile, ricotta. Anche il latte pastorizzato e lo yogurt sono alimenti sicuri. È importate, però, consumarli entro pochi giorni dall’apertura della confezione.
In breve
IMPORTANTI GLI ESAMI DEL SANGUE
L’esame del sangue è in grado di diagnosticare la listeriosi. Qualora venisse confermata, può essere curata con gli antibiotici che, in alcuni casi, sono in grado di prevenire le eventuali infezioni letali che potrebbero provocare gravi conseguenze sul feto.
Re: Dieta in gravidanza
Tanta frutta per una gravidanza senza rischi
Mangiare almeno tre porzioni di frutta al giorno, prima del concepimento e in gravidanza, aiuta a ridurre il rischio di complicanze
Spesso a decidere il decorso della gravidanza – con o senza complicanze – è proprio lo stile di vita della futura mamma. E seguire uno stile di vita corretto significa mangiare sano, fare attività fisica e non abusare di alcol e non fumare. Partendo proprio dall’alimentazione, alcuni ricercatori del King’s College di Londra hanno evidenziato il potere benefico della frutta: mangiarne almeno tre porzioni al giorno, sia prima del concepimento sia in gravidanza, aiuta a ridurre il rischio di complicanze.
I controlli a 19 e a 21 settimane
Allo studio inglese hanno partecipato 5.600 donne, sottoposte al controllo della pressione sanguigna e a ecografie. Sono state chieste loro notizie dettagliate circa la storia clinica, la dieta seguita e lo stile di vita. Altri particolari riguardanti i bambini sono stati raccolti dopo la nascita.
I segreti di una gravidanza
serena
Analizzando i dati raccolti, i ricercatori del King’s College di Londra hanno concluso che mantenere il peso sotto controllo e la pressione sanguigna entro valori normali, oltre che seguire una dieta sana a base di molta frutta, sono tutti fattori che aumentano le probabilità di una gravidanza serena e senza complicanze.
Anche un buon lavoro aiuta
Tra i vari fattori che possono influenzare l’esito della gravidanza figura anche il lavoro svolto dalla donna durante le prime 15 settimane di gravidanza: è risultato, infatti, che avere un lavoro retribuito riduce il rischio di complicanze. Secondo i ricercatori, è dovuto al fatto che la donna ricorre meno ai farmaci e mantiene un’alimentazione più sana in virtù di un reddito alto.
In breve
VIA LIBERA ALL’ESERCIZIO FISICO
È ormai dimostrato che anche praticare una leggera attività fisica aiuta il buon andamento della gravidanza e predispone meglio la muscolatura ad affrontare lo sforzo del parto.
Mangiare almeno tre porzioni di frutta al giorno, prima del concepimento e in gravidanza, aiuta a ridurre il rischio di complicanze
Spesso a decidere il decorso della gravidanza – con o senza complicanze – è proprio lo stile di vita della futura mamma. E seguire uno stile di vita corretto significa mangiare sano, fare attività fisica e non abusare di alcol e non fumare. Partendo proprio dall’alimentazione, alcuni ricercatori del King’s College di Londra hanno evidenziato il potere benefico della frutta: mangiarne almeno tre porzioni al giorno, sia prima del concepimento sia in gravidanza, aiuta a ridurre il rischio di complicanze.
I controlli a 19 e a 21 settimane
Allo studio inglese hanno partecipato 5.600 donne, sottoposte al controllo della pressione sanguigna e a ecografie. Sono state chieste loro notizie dettagliate circa la storia clinica, la dieta seguita e lo stile di vita. Altri particolari riguardanti i bambini sono stati raccolti dopo la nascita.
I segreti di una gravidanza
serena
Analizzando i dati raccolti, i ricercatori del King’s College di Londra hanno concluso che mantenere il peso sotto controllo e la pressione sanguigna entro valori normali, oltre che seguire una dieta sana a base di molta frutta, sono tutti fattori che aumentano le probabilità di una gravidanza serena e senza complicanze.
Anche un buon lavoro aiuta
Tra i vari fattori che possono influenzare l’esito della gravidanza figura anche il lavoro svolto dalla donna durante le prime 15 settimane di gravidanza: è risultato, infatti, che avere un lavoro retribuito riduce il rischio di complicanze. Secondo i ricercatori, è dovuto al fatto che la donna ricorre meno ai farmaci e mantiene un’alimentazione più sana in virtù di un reddito alto.
In breve
VIA LIBERA ALL’ESERCIZIO FISICO
È ormai dimostrato che anche praticare una leggera attività fisica aiuta il buon andamento della gravidanza e predispone meglio la muscolatura ad affrontare lo sforzo del parto.
Re: Dieta in gravidanza
Dieta vegetariana in gravidanza: è possibile!
Dal convegno Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, la conferma che non ci sono problemi per una dieta vegetariana in gravidanza. Lo dicono i ginecologi
A un recente convegno organizzato a Roma dall’Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, si sono riuniti ginecologi, pediatri, dietologi e nutrizionisti per promuovere un’alimentazione senza carne e senza pesce a tutela della salute. E gli esperti hanno consigliato anche la dieta vegetariana in gravidanza e nei bambini.
Ok se equilibrata
Gli esperti hanno dato il via libera al seguire una dieta vegetariana in gravidanza, purché sia ben equilibrata. Per un’alimentazione corretta, non basta eliminare carne e pesce, ma anche sostituirli adeguatamente con prodotti vegetali in qualche modo equivalenti.
Proteine e nutrienti sotto controllo
Quando si segue una dieta vegetariana, sempre ma a maggior ragione in gravidanza, occorre compensare bene le proteine, che possono essere assunte anche da alimenti vegetali ricchi di fibre e vitamine, come i legumi o la frutta secca. Gli omega 3 del pesce, per esempio, possono essere assunti con semi di lino, noci e semi di canapa.
Attenzione al ferro
Nei nove mesi c’è un maggior bisogno di ferro, perché lo assorbe anche il feto. Il rischio è che insorga l’anemia, un disturbo del sangue causato proprio dalla carenza di ferro. Per questo è fondamentale privilegiare a tavola alimenti che ne sono ricchi, come il cacao amaro, la crusca di frumento, i fagioli, i cannellini e le lenticchie.
Previene anche il tumore alla mammella
Il ginecologo Luigi Mario Chiechi ha sottolineato “l’importanza dell’ambiente intrauterino per la prevenzione dei carcinomi. Gli estrogeni, usati per gonfiare la carne degli animali da allevamento, durante la gravidanza indicano modificazioni epigenetiche nella ghiandola mammaria e nelle cellule germinali, provocando un rischio di carcinoma mammario ereditabile per molte generazioni”.
In breve
UNA CONFERMA DALL’ASSOCIAZIONE DIETOLOGI AMERICANI
L’Ada, l’Associazione dei dietologi americani, ha riconosciuto il valore delle diete vegetariane, anche in gravidanza, affermando: “Le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti”.
Dal convegno Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, la conferma che non ci sono problemi per una dieta vegetariana in gravidanza. Lo dicono i ginecologi
A un recente convegno organizzato a Roma dall’Oipa, Organizzazione internazionale protezione animali, si sono riuniti ginecologi, pediatri, dietologi e nutrizionisti per promuovere un’alimentazione senza carne e senza pesce a tutela della salute. E gli esperti hanno consigliato anche la dieta vegetariana in gravidanza e nei bambini.
Ok se equilibrata
Gli esperti hanno dato il via libera al seguire una dieta vegetariana in gravidanza, purché sia ben equilibrata. Per un’alimentazione corretta, non basta eliminare carne e pesce, ma anche sostituirli adeguatamente con prodotti vegetali in qualche modo equivalenti.
Proteine e nutrienti sotto controllo
Quando si segue una dieta vegetariana, sempre ma a maggior ragione in gravidanza, occorre compensare bene le proteine, che possono essere assunte anche da alimenti vegetali ricchi di fibre e vitamine, come i legumi o la frutta secca. Gli omega 3 del pesce, per esempio, possono essere assunti con semi di lino, noci e semi di canapa.
Attenzione al ferro
Nei nove mesi c’è un maggior bisogno di ferro, perché lo assorbe anche il feto. Il rischio è che insorga l’anemia, un disturbo del sangue causato proprio dalla carenza di ferro. Per questo è fondamentale privilegiare a tavola alimenti che ne sono ricchi, come il cacao amaro, la crusca di frumento, i fagioli, i cannellini e le lenticchie.
Previene anche il tumore alla mammella
Il ginecologo Luigi Mario Chiechi ha sottolineato “l’importanza dell’ambiente intrauterino per la prevenzione dei carcinomi. Gli estrogeni, usati per gonfiare la carne degli animali da allevamento, durante la gravidanza indicano modificazioni epigenetiche nella ghiandola mammaria e nelle cellule germinali, provocando un rischio di carcinoma mammario ereditabile per molte generazioni”.
In breve
UNA CONFERMA DALL’ASSOCIAZIONE DIETOLOGI AMERICANI
L’Ada, l’Associazione dei dietologi americani, ha riconosciuto il valore delle diete vegetariane, anche in gravidanza, affermando: “Le diete vegetariane correttamente pianificate, comprese le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti”.
Re: Dieta in gravidanza
Ragazze la prima cosa che mi hanno detto di evitare sono ststi I cibi crudi e troppo grassi, insaccati fritture e troppo conditi. Ho iniziato la dieta solo dopo qualche mese, all inizio mangiavo tantissimo, poi ho dovuto regolare. E a dire il vero mi sono trovata bene con una dieta che ha dato il mio ginecologo con proteine, tanta verdura e frutta e sono tiuscita a prrndere un peso nella norma. Avevo aumentato 13 kili di troppo!
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pinacolada
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- Iscritto il: 13 giu 2015, 21:51
Re: Dieta in gravidanza
Magnesio: perché in gravidanza ne serve di più
Il magnesio aiuta a prevenire i crampi muscolari, la pressione alta e il parto prematuro, dando in più anche tanta energia. Non deve, quindi, mai mancare nella dieta della futura mamma
Il magnesio si trova in tutti gli organismi viventi. Nelle piante, in particolare, è contenuto nella clorofilla, che è il pigmento verde che permette alle piante di trasformare l’energia solare in energia chimica. Già questo fa capire quanto il magnesio sia importante per la vita: senza non ci sarebbe clorofilla, quindi verrebbe meno tutta la catena alimentare che permette la vita sulla Terra a tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo.
Svolge molteplici funzioni
È un costituente essenziale di ogni cellula: partecipa a quasi tutti i processi biochimici che avvengono nell’organismo (dalla sintesi proteica e di materiale genetico alla produzione di energia a partire dal glucosio, uno zucchero) ed è indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi al cervello, la contrazione e il rilassamento dei muscoli, poiché contribuisce a mantenere la carica elettrica delle cellule, dei nervi e dei muscoli. Il magnesio, inoltre, partecipa all’assimilazione e alla fissazione del calcio nelle ossa.
Essenziale in gravidanza
Il magnesio è un minerale che, soprattutto durante la gravidanza, ricopre un ruolo fondamentale per la sua capacità di regolare le contrazioni uterine (in quanto modula il tono muscolare), di prevenire il parto prematuro (poiché ha un’azione rilassante sulla muscolatura dell’utero) e l’ipertensione, cioè la pressione alta. La gestante, però, potrebbe soffrire di una carenza di magnesio, in parte legata all’aumentato fabbisogno giornaliero, in quanto il feto attinge alle scorte del minerale della futura mamma per il suo sviluppo, in parte dovuta a situazioni specifiche, come il vomito profuso e un diminuito apporto dietetico per la presenza di nausea o difficoltà digestive.
Importante prevenire carenze
Per prevenire un eventuale deficit di magnesio, che potrebbe causare una serie di disturbi come astenia, debolezza, crampi muscolari e, nelle situazioni più serie, iperemesi gravidica (vomito irrefrenabile) e ritardo nella crescita del feto, è consigliabile in gravidanza un apporto di circa 240 mg al giorno secondo l’ultima revisione (2012) dei LARN “Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione Italiana”.
Come farne scorta
Il magnesio è presente in moltissimi alimenti, ma principalmente nei vegetali a foglia verde (essendo esso stesso un elemento essenziale della clorofilla), nei cereali integrali (con la raffinazione si arriva a perdere anche più dell’80 per cento) nel cioccolato (in particolare quello fondente), nel germe di grano, nella frutta secca (soprattutto mandorle, arachidi, nocciole e noci), nei semi oleosi (di girasole e di zucca), nei legumi (fagioli e ceci secchi) nelle banane e nelle patate. Si trova anche nel pesce, in particolare quello azzurro, nei crostacei e nei frutti di mare. Anche l’acqua è fonte di magnesio, ma l’apporto è molto variabile, in quanto varia notevolmente da un tipo all’altro.
Attenzione a…
Un’assunzione insufficiente di questo minerale può essere causata da diversi fattori quali:
- lavorazione e cottura prolungata dei cibi: la bollitura può ridurre l’apporto di questo minerale fino al 70 per cento: meglio cuocere le verdure a vapore;
- dieta povera di cibi ricchi di magnesio: la moderna alimentazione è spesso ricca di cereali raffinati e altri alimenti carenti di questo minerale.
Il magnesio aiuta a prevenire i crampi muscolari, la pressione alta e il parto prematuro, dando in più anche tanta energia. Non deve, quindi, mai mancare nella dieta della futura mamma
Il magnesio si trova in tutti gli organismi viventi. Nelle piante, in particolare, è contenuto nella clorofilla, che è il pigmento verde che permette alle piante di trasformare l’energia solare in energia chimica. Già questo fa capire quanto il magnesio sia importante per la vita: senza non ci sarebbe clorofilla, quindi verrebbe meno tutta la catena alimentare che permette la vita sulla Terra a tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo.
Svolge molteplici funzioni
È un costituente essenziale di ogni cellula: partecipa a quasi tutti i processi biochimici che avvengono nell’organismo (dalla sintesi proteica e di materiale genetico alla produzione di energia a partire dal glucosio, uno zucchero) ed è indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi al cervello, la contrazione e il rilassamento dei muscoli, poiché contribuisce a mantenere la carica elettrica delle cellule, dei nervi e dei muscoli. Il magnesio, inoltre, partecipa all’assimilazione e alla fissazione del calcio nelle ossa.
Essenziale in gravidanza
Il magnesio è un minerale che, soprattutto durante la gravidanza, ricopre un ruolo fondamentale per la sua capacità di regolare le contrazioni uterine (in quanto modula il tono muscolare), di prevenire il parto prematuro (poiché ha un’azione rilassante sulla muscolatura dell’utero) e l’ipertensione, cioè la pressione alta. La gestante, però, potrebbe soffrire di una carenza di magnesio, in parte legata all’aumentato fabbisogno giornaliero, in quanto il feto attinge alle scorte del minerale della futura mamma per il suo sviluppo, in parte dovuta a situazioni specifiche, come il vomito profuso e un diminuito apporto dietetico per la presenza di nausea o difficoltà digestive.
Importante prevenire carenze
Per prevenire un eventuale deficit di magnesio, che potrebbe causare una serie di disturbi come astenia, debolezza, crampi muscolari e, nelle situazioni più serie, iperemesi gravidica (vomito irrefrenabile) e ritardo nella crescita del feto, è consigliabile in gravidanza un apporto di circa 240 mg al giorno secondo l’ultima revisione (2012) dei LARN “Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione Italiana”.
Come farne scorta
Il magnesio è presente in moltissimi alimenti, ma principalmente nei vegetali a foglia verde (essendo esso stesso un elemento essenziale della clorofilla), nei cereali integrali (con la raffinazione si arriva a perdere anche più dell’80 per cento) nel cioccolato (in particolare quello fondente), nel germe di grano, nella frutta secca (soprattutto mandorle, arachidi, nocciole e noci), nei semi oleosi (di girasole e di zucca), nei legumi (fagioli e ceci secchi) nelle banane e nelle patate. Si trova anche nel pesce, in particolare quello azzurro, nei crostacei e nei frutti di mare. Anche l’acqua è fonte di magnesio, ma l’apporto è molto variabile, in quanto varia notevolmente da un tipo all’altro.
Attenzione a…
Un’assunzione insufficiente di questo minerale può essere causata da diversi fattori quali:
- lavorazione e cottura prolungata dei cibi: la bollitura può ridurre l’apporto di questo minerale fino al 70 per cento: meglio cuocere le verdure a vapore;
- dieta povera di cibi ricchi di magnesio: la moderna alimentazione è spesso ricca di cereali raffinati e altri alimenti carenti di questo minerale.
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pinacolada
- Messaggi: 734
- Iscritto il: 13 giu 2015, 21:51
Re: Dieta in gravidanza
Magnesio: perché in gravidanza ne serve di più
Il magnesio aiuta a prevenire i crampi muscolari, la pressione alta e il parto prematuro, dando in più anche tanta energia. Non deve, quindi, mai mancare nella dieta della futura mamma
Il magnesio si trova in tutti gli organismi viventi. Nelle piante, in particolare, è contenuto nella clorofilla, che è il pigmento verde che permette alle piante di trasformare l’energia solare in energia chimica. Già questo fa capire quanto il magnesio sia importante per la vita: senza non ci sarebbe clorofilla, quindi verrebbe meno tutta la catena alimentare che permette la vita sulla Terra a tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo.
Svolge molteplici funzioni
È un costituente essenziale di ogni cellula: partecipa a quasi tutti i processi biochimici che avvengono nell’organismo (dalla sintesi proteica e di materiale genetico alla produzione di energia a partire dal glucosio, uno zucchero) ed è indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi al cervello, la contrazione e il rilassamento dei muscoli, poiché contribuisce a mantenere la carica elettrica delle cellule, dei nervi e dei muscoli. Il magnesio, inoltre, partecipa all’assimilazione e alla fissazione del calcio nelle ossa.
Essenziale in gravidanza
Il magnesio è un minerale che, soprattutto durante la gravidanza, ricopre un ruolo fondamentale per la sua capacità di regolare le contrazioni uterine (in quanto modula il tono muscolare), di prevenire il parto prematuro (poiché ha un’azione rilassante sulla muscolatura dell’utero) e l’ipertensione, cioè la pressione alta. La gestante, però, potrebbe soffrire di una carenza di magnesio, in parte legata all’aumentato fabbisogno giornaliero, in quanto il feto attinge alle scorte del minerale della futura mamma per il suo sviluppo, in parte dovuta a situazioni specifiche, come il vomito profuso e un diminuito apporto dietetico per la presenza di nausea o difficoltà digestive.
Importante prevenire carenze
Per prevenire un eventuale deficit di magnesio, che potrebbe causare una serie di disturbi come astenia, debolezza, crampi muscolari e, nelle situazioni più serie, iperemesi gravidica (vomito irrefrenabile) e ritardo nella crescita del feto, è consigliabile in gravidanza un apporto di circa 240 mg al giorno secondo l’ultima revisione (2012) dei LARN “Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione Italiana”.
Come farne scorta
Il magnesio è presente in moltissimi alimenti, ma principalmente nei vegetali a foglia verde (essendo esso stesso un elemento essenziale della clorofilla), nei cereali integrali (con la raffinazione si arriva a perdere anche più dell’80 per cento) nel cioccolato (in particolare quello fondente), nel germe di grano, nella frutta secca (soprattutto mandorle, arachidi, nocciole e noci), nei semi oleosi (di girasole e di zucca), nei legumi (fagioli e ceci secchi) nelle banane e nelle patate. Si trova anche nel pesce, in particolare quello azzurro, nei crostacei e nei frutti di mare. Anche l’acqua è fonte di magnesio, ma l’apporto è molto variabile, in quanto varia notevolmente da un tipo all’altro.
Attenzione a…
Un’assunzione insufficiente di questo minerale può essere causata da diversi fattori quali:
- lavorazione e cottura prolungata dei cibi: la bollitura può ridurre l’apporto di questo minerale fino al 70 per cento: meglio cuocere le verdure a vapore;
- dieta povera di cibi ricchi di magnesio: la moderna alimentazione è spesso ricca di cereali raffinati e altri alimenti carenti di questo minerale.
Il magnesio aiuta a prevenire i crampi muscolari, la pressione alta e il parto prematuro, dando in più anche tanta energia. Non deve, quindi, mai mancare nella dieta della futura mamma
Il magnesio si trova in tutti gli organismi viventi. Nelle piante, in particolare, è contenuto nella clorofilla, che è il pigmento verde che permette alle piante di trasformare l’energia solare in energia chimica. Già questo fa capire quanto il magnesio sia importante per la vita: senza non ci sarebbe clorofilla, quindi verrebbe meno tutta la catena alimentare che permette la vita sulla Terra a tutti gli esseri viventi, compreso l’uomo.
Svolge molteplici funzioni
È un costituente essenziale di ogni cellula: partecipa a quasi tutti i processi biochimici che avvengono nell’organismo (dalla sintesi proteica e di materiale genetico alla produzione di energia a partire dal glucosio, uno zucchero) ed è indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi al cervello, la contrazione e il rilassamento dei muscoli, poiché contribuisce a mantenere la carica elettrica delle cellule, dei nervi e dei muscoli. Il magnesio, inoltre, partecipa all’assimilazione e alla fissazione del calcio nelle ossa.
Essenziale in gravidanza
Il magnesio è un minerale che, soprattutto durante la gravidanza, ricopre un ruolo fondamentale per la sua capacità di regolare le contrazioni uterine (in quanto modula il tono muscolare), di prevenire il parto prematuro (poiché ha un’azione rilassante sulla muscolatura dell’utero) e l’ipertensione, cioè la pressione alta. La gestante, però, potrebbe soffrire di una carenza di magnesio, in parte legata all’aumentato fabbisogno giornaliero, in quanto il feto attinge alle scorte del minerale della futura mamma per il suo sviluppo, in parte dovuta a situazioni specifiche, come il vomito profuso e un diminuito apporto dietetico per la presenza di nausea o difficoltà digestive.
Importante prevenire carenze
Per prevenire un eventuale deficit di magnesio, che potrebbe causare una serie di disturbi come astenia, debolezza, crampi muscolari e, nelle situazioni più serie, iperemesi gravidica (vomito irrefrenabile) e ritardo nella crescita del feto, è consigliabile in gravidanza un apporto di circa 240 mg al giorno secondo l’ultima revisione (2012) dei LARN “Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione Italiana”.
Come farne scorta
Il magnesio è presente in moltissimi alimenti, ma principalmente nei vegetali a foglia verde (essendo esso stesso un elemento essenziale della clorofilla), nei cereali integrali (con la raffinazione si arriva a perdere anche più dell’80 per cento) nel cioccolato (in particolare quello fondente), nel germe di grano, nella frutta secca (soprattutto mandorle, arachidi, nocciole e noci), nei semi oleosi (di girasole e di zucca), nei legumi (fagioli e ceci secchi) nelle banane e nelle patate. Si trova anche nel pesce, in particolare quello azzurro, nei crostacei e nei frutti di mare. Anche l’acqua è fonte di magnesio, ma l’apporto è molto variabile, in quanto varia notevolmente da un tipo all’altro.
Attenzione a…
Un’assunzione insufficiente di questo minerale può essere causata da diversi fattori quali:
- lavorazione e cottura prolungata dei cibi: la bollitura può ridurre l’apporto di questo minerale fino al 70 per cento: meglio cuocere le verdure a vapore;
- dieta povera di cibi ricchi di magnesio: la moderna alimentazione è spesso ricca di cereali raffinati e altri alimenti carenti di questo minerale.
Re: Dieta in gravidanza
Sì al pesce in gravidanza: nessun rischio mercurio!
Le future mamme che evitavano il pesce in gravidanza per il timore di intossicazione da mercurio possono stare tranquille. Anzi, il suo consumo regolare aiuta a prevenire molte malattie
Secondo una ricerca condotta dall’Università di Bristol, in Inghilterra, e pubblicata sulla rivista “Environmental health perspectives” le raccomandazioni di evitare il pesce in gravidanza sembrerebbero infondate. Al contrario, ci sarebbero più benefici che rischi nel consumare pesce in gravidanza: gioverebbe, infatti, al quoziente intellettivo del bambino e alla sua vista.
Imputato: il mercurio
Il tutto nasce perché in passato alcuni studi avevano identificato il mercurio nell’organismo umano a causa dell’ingerimento di pesce. In effetti, il mercurio negli alimenti si è rivelato rischioso per tanti disturbi; se ingerito in forti dosi, potrebbe anche danneggiare il sistema nervoso del bambino che si sta formando. Proprio per questo in molti Paesi si stanno prendendo misure precauzionali per evitare che i livelli nel corpo umano siano eccessivi. Tra questi appunto il consiglio di non mangiare il pesce in gravidanza, perché il feto potrebbe assorbire il mercurio con tutti gli effetti negativi del caso.
Lo studio dell’Università di Bristol
Si tratta di un progetto a lungo termine, nato negli anni ’90, che ha coinvolto oltre 14.000 donne incinta. Da allora viene monitorata la salute dei figli costantemente e le famiglie forniscono una grande varietà di informazioni genetiche e ambientali al fine di studiare una vasta gamma di problemi di salute. Alcuni risultati di questo grande progetto avrebbero evidenziato come l’assunzione di pesce durante i 9 mesi gioverebbero al quoziente intellettivo (QI) e alla capacità visiva del bambino per l’effetto positivo degli omega 3 e dello iodio contenuti appunto nel pesce. In più, questo studio, avrebbe evidenziato che il pesce, contribuiva solo in minima parte ad aumentare i livelli di mercurio nel sangue (il 7% del livello totale di mercurio nell’organismo delle mamme). Questo naturalmente confermerebbe, dunque, che l’allarme sarebbe del tutto infondato. Tanto più che anche birra, vino, alcol e persino le tisane, avrebbero contribuito al 17% dei livelli di mercurio complessivi trovati nell’organismo delle donne in attesa. Inoltre questo studio pone in risalto l’importanza di rivedere dati e livelli di mercurio per capire realmente quanto l’organismo umano ne immagazzina con il pesce e qual è il limite per non avere problemi di salute.
La dieta deve essere sempre equilibrata
Si conferma che mangiare pesce durante la gravidanza ha molti benefici per la salute della mamma e del bebè. E ci piace concludere con le parole del professor Jean Golding, uno degli autori dello studio: “Ci auguriamo che molte più donne prenderanno in considerazione il mangiare maggiori quantitativi di pesce durante la gravidanza. È importante sottolineare, tuttavia, che in gravidanza le donne hanno bisogno di una dieta equilibrata mista. Esse dovrebbero includere nella dieta il pesce insieme ad altri componenti benefici come frutta e verdura”.
Le future mamme che evitavano il pesce in gravidanza per il timore di intossicazione da mercurio possono stare tranquille. Anzi, il suo consumo regolare aiuta a prevenire molte malattie
Secondo una ricerca condotta dall’Università di Bristol, in Inghilterra, e pubblicata sulla rivista “Environmental health perspectives” le raccomandazioni di evitare il pesce in gravidanza sembrerebbero infondate. Al contrario, ci sarebbero più benefici che rischi nel consumare pesce in gravidanza: gioverebbe, infatti, al quoziente intellettivo del bambino e alla sua vista.
Imputato: il mercurio
Il tutto nasce perché in passato alcuni studi avevano identificato il mercurio nell’organismo umano a causa dell’ingerimento di pesce. In effetti, il mercurio negli alimenti si è rivelato rischioso per tanti disturbi; se ingerito in forti dosi, potrebbe anche danneggiare il sistema nervoso del bambino che si sta formando. Proprio per questo in molti Paesi si stanno prendendo misure precauzionali per evitare che i livelli nel corpo umano siano eccessivi. Tra questi appunto il consiglio di non mangiare il pesce in gravidanza, perché il feto potrebbe assorbire il mercurio con tutti gli effetti negativi del caso.
Lo studio dell’Università di Bristol
Si tratta di un progetto a lungo termine, nato negli anni ’90, che ha coinvolto oltre 14.000 donne incinta. Da allora viene monitorata la salute dei figli costantemente e le famiglie forniscono una grande varietà di informazioni genetiche e ambientali al fine di studiare una vasta gamma di problemi di salute. Alcuni risultati di questo grande progetto avrebbero evidenziato come l’assunzione di pesce durante i 9 mesi gioverebbero al quoziente intellettivo (QI) e alla capacità visiva del bambino per l’effetto positivo degli omega 3 e dello iodio contenuti appunto nel pesce. In più, questo studio, avrebbe evidenziato che il pesce, contribuiva solo in minima parte ad aumentare i livelli di mercurio nel sangue (il 7% del livello totale di mercurio nell’organismo delle mamme). Questo naturalmente confermerebbe, dunque, che l’allarme sarebbe del tutto infondato. Tanto più che anche birra, vino, alcol e persino le tisane, avrebbero contribuito al 17% dei livelli di mercurio complessivi trovati nell’organismo delle donne in attesa. Inoltre questo studio pone in risalto l’importanza di rivedere dati e livelli di mercurio per capire realmente quanto l’organismo umano ne immagazzina con il pesce e qual è il limite per non avere problemi di salute.
La dieta deve essere sempre equilibrata
Si conferma che mangiare pesce durante la gravidanza ha molti benefici per la salute della mamma e del bebè. E ci piace concludere con le parole del professor Jean Golding, uno degli autori dello studio: “Ci auguriamo che molte più donne prenderanno in considerazione il mangiare maggiori quantitativi di pesce durante la gravidanza. È importante sottolineare, tuttavia, che in gravidanza le donne hanno bisogno di una dieta equilibrata mista. Esse dovrebbero includere nella dieta il pesce insieme ad altri componenti benefici come frutta e verdura”.