russurrogate.com

Dieta in gravidanza

rosmarina
Messaggi: 866
Iscritto il: 29 mag 2015, 09:05

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da rosmarina »

Dieta in gravidanza: più pesce per sviluppare l’intelligenza del bimbo
Secondo gli ultimi dati di una ricerca europea, nella dieta in gravidanza il consumo di pesce grasso ricco di Omega 3 è positivo per lo sviluppo delle capacità cognitive del piccolo.
Dimmi cosa mangi e ti dirò come crescerà tuo figlio. Quasi una predizione, e le premesse ci sono tutte. Infatti, un nuovo studio europeo conferma proprio il legame sottile e importante che esiste tra il comportamento e l’intelligenza del bambino e la dieta in gravidanza della madre. Ecco la nuova scoperta, che è poi una conferma di studi passati.

Un progetto europeo dal nome Nutrimenthe

A dirlo è un progetto europeo quinquennale che porta il nome di Nutrimenthe ed è stato coordinato dalla dottoressa Cristina Campoy dell’Università di Granada. Gli scienziati, circa la dieta in gravidanza della mamma, hanno analizzato l’impatto delle vitamine B, dello iodio e dei grassi Omega 3 sullo sviluppo psicologico, comportamentale ed emotivo del piccolo, con riferimento al periodo della gravidanza e dei primissimi anni di vita.

Poppate al seno e tanto pesce

Secondo gli esperti la prima regola per avere figli “intelligenti” è prevedere pesce grasso, ricco di Omega 3, nella dieta in gravidanza. Questo garantirebbe lo sviluppo delle capacità cognitive, così come una volta nato è importante cercare di allattare al seno il più possibile il proprio bimbo.

Indispensabili omega 3 proveniente dal pesce

Gli Omega 3, contenuti soprattutto in alcuni tipi di pesce, come salmone, sgombro, pesce spada, acciuga e trota, sono indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo, e in particolare per la protezione del sistema circolatorio e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Per questo, e per scongiurare carenze nutrizionali, l’apporto quotidiano di acidi grassi Omega 3, correttamente bilanciati con gli Omega 6, è fondamentale per qualsiasi tipo di dieta. Ma ancora di più in gravidanza e durante l’allattamento al seno.

2-3 volte alla settimana

L’ideale sarebbe consumare pesce (meglio se pesce azzurro, come acciughe o sardine), almeno 2 o 3 volte alla settimana, stando bene attente alla freschezza del prodotto e alle zone di provenienza. Inoltre, meglio evitare il “fritto misto”: per non vanificarne tutti i benefici è importante scegliere una modalità di cottura sana, come quella al al forno o al vapore.

Lo studio continua

Che cos’è Nutrimenthe? Ce lo spiega Cristina Campoy dell’Università di Granada. “Nutrimenthe è stato progettato per essere uno studio a lungo termine, perché il cervello richiede molto tempo per maturare, e le prime carenze possono avere effetti di vasta portata”.
fracla
Messaggi: 1075
Iscritto il: 30 set 2015, 15:34

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da fracla »

Sindrome di Down: utile la colina in gravidanza e allattamento
Secondo un recente studio, l’uso di colina in gravidanza e allattamento potrebbe aumentare le funzioni cerebrali di feti e bambini con sindrome di Down
Qualunque donna farebbe il possibile per aiutare il suo bambino, a maggior ragione se affetto dalla sindrome di Down. In futuro, le mamme potrebbero effettivamente fare qualcosa per migliorare le condizioni di un bebè con la trisomina 21. Secondo uno studio condotto sui topi da un gruppo di ricercatori americani, infatti, assumere integratori a base di colina durante la gravidanza e l’allattamento potrebbe migliorare le funzioni cerebrali dei feti e dei bambini con sindrome di Down.

Una sostanza fondamentale

La colina è una sostanza essenziale per la costituzione delle membrane cellulari e la trasmissione degli impulsi nervosi. Solo una piccola parte viene sintetizzata dall’organismo. Il resto arriva dall’alimentazione. I cibi più ricchi di colina sono uova, carne, vegetali come i broccoli e i cavolfiori, semi di soia, germe di grano, latte materno.

Come è stata condotta la ricerca

La ricerca, effettuata da alcuni studiosi della Cornell University e pubblicata sulla rivista Neurobiology of Disease, ha riguardato un gruppo di topi con sindrome di Down. Gli autori li hanno sottoposti a un particolare test: in pratica, li hanno messi in un labirinto nell’acqua, studiandone i comportamenti. Hanno così scoperto che quelli le cui mamme avevano assunto supplementi di colina in gravidanza e allattamento riuscivano a ottenere risultati migliori. Avevano un migliore senso dell’orientamento e maggiori capacità di autocontrollo.

Servono altri studi

Quanto scoperto dagli esperti americani è sicuramente interessante. Tuttavia, non si hanno ancora evidenze per affermare con certezza che assumere integratori a base di colina durante la gestazione e l’allattamento è utile nelle mamme di figli con sindrome di Down. Sicuramente, però, va ricordato che durante i nove mesi il fabbisogno di colina aumenta notevolmente. Si tratta, infatti, di una sostanza necessaria per la neurogenesi, ossia la formazione di neuroni, nell’ippocampo, l’area del cervello fondamentale per la memoria e la cognizione spaziale. Questa sostanza, inoltre, favorisce il corretto sviluppo cerebrale del feto.
In breve

NON PUO’ ESSERE PREVENUTA

La sindrome di Down è un’anomalia genetica che non può essere prevenuta e, al momento, nemmeno curata. Per sapere se il feto ne è effetto si può ricorrere a esami come la villocentesi e l’amniocentesi.
mokabita
Messaggi: 911
Iscritto il: 30 set 2015, 15:32

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da mokabita »

Tanto latte in gravidanza per avere figli più alti
Bere latte in gravidanza ha effetti positivi non solo sulla mamma, ma anche sul bambino, che da grande sarà sano e forte. E anche più alto
Caldo o freddo, al naturale o arricchito con il miele, a colazione o prima di coricarsi. Comunque sia, un bicchiere di latte al giorno in gravidanza consente di assicurarsi tanti nutrienti, fondamentali per una dolce attesa in salute.

Tante sostanze nutrienti

In un bicchiere di latte si trovano: proteine di qualità, grassi importanti per fornire energia e acidi grassi essenziali, carboidrati come il lattosio, che migliora la capacità di assorbire calcio e zinco, e gli oligosaccaridi, che stimolano la crescita dei probiotici, minerali facilmente assimilabili, in particolare calcio e fosforo, vitamine che aiutano la salute e la bellezza in gravidanza, come la A, la C, la D, la E, la K, l’acido folico e la riboflavina.

Benefici anche per il bambino

Ma il latte in gravidanza ha effetti positivi anche sul bambino: favorisce lo sviluppo di ossa e denti e fa crescere ragazzi forti e sani. Non solo. Uno studio internazionale pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition ha svelato che i figli delle donne che in gravidanza bevono almeno 150 ml di latte al giorno (poco meno di un bicchiere) diventano anche più alti rispetto agli altri coetanei. È stata misurata l’altezza di circa 800 ragazzi danesi di 25 anni. Confrontandola con il consumo di latte da parte delle madri in gravidanza, si è notata una correlazione positiva tra l’assunzione dell’alimento e la statura dei giovani, sia maschi sia femmine. Il motivo sarebbe l’elevato potere nutritivo del latte e la sua ricchezza di nutrienti fondamentali nella fase della crescita.

Previene il diabete

Secondo i ricercatori, infine, il latte avrebbe anche un effetto protettivo nei confronti del diabete di tipo 2. Nel sangue dei ragazzi analizzati, infatti, sono stati riscontrati livelli più elevati di insulina, l’ormone che controlla l’assorbimento degli zuccheri.
In breve

NON SOLO LATTE

In gravidanza aumenta il fabbisogno di proteine, ferro e calcio. Esigenze facili da soddisfare se si consumano almeno 3-4 porzioni di latte e derivati al dì. In particolare, la British Dietetic Association consiglia ogni giorno 3 porzioni di latte e derivati da 180 ml, 150 g di yogurt o 25 g di formaggio, optando per prodotti a basso contenuto di grassi.
mokabita
Messaggi: 911
Iscritto il: 30 set 2015, 15:32

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da mokabita »

Mangi cibo spazzatura in gravidanza? Tuo figlio sarà aggressivo
Nei nove mesi il cibo spazzatura fa male alla salute mentale del bambino che accusa aggressività, ansia e depressione già nei primi anni di vita
Il cibo spazzatura (junk food) in gravidanza, oltre a mettere a rischio di obesità la donna e a predisporre verso questo disturbo il nascituro, fa male anche alla salute mentale del bambino con disturbi del comportamento e dell’umore, aggressività, ansia e attacchi di panico già nei primissimi anni di vita. Lo rivela una ricerca, unica nel suo genere, condotta su 23.000 donne incinte alla Deakin University di Melbourne (Australia) e pubblicata sulla rivista scientifica Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry. Si tratta di una novità assoluta, in quanto finora si era legato lo stile di vita della gestante e la sua alimentazione alla salute fisica del nascituro e al rischio che potesse sviluppare in futuro obesità e diabete, ma mai ci si era concentrati sull’impatto che la dieta in gravidanza può avere sulla salute mentale e comportamentale del bambino.

La buona alimentazione comincia già nel pancione

È noto da tempo che il gusto del nascituro si forma già nel pancione, attraverso l’alimentazione della mamma che condiziona il sapore del liquido amniotico. Quindi, se la futura mamma predilige il cibo spazzatura ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero, ciò condizionerà inevitabilmente le scelte alimentari del bambino, predisponendolo a un’alimentazione scorretta e a tutti i disturbi a essa correlati. Oggi si sa però che il cibo spazzatura va a influire anche sugli atteggiamenti comportamentali.
In breve

L’IMPORTANZA DI UNA DIETA CORRETTA

Sempre, ma soprattutto nei nove mesi, è importante seguire una dieta corretta, equilibrata e bilanciata, all’interno della quale siano presenti tutte le sostanze nutritive necessarie all’organismo della gestante e per lo sviluppo sano del bambino nel pancione.
rosalia
Messaggi: 1260
Iscritto il: 30 set 2015, 15:31

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da rosalia »

iroide e gravidanza: un binomio da tenere sotto controllo
I disturbi della tiroide causano problemi al feto ma condizionano anche il buon andamento della gestazione. Un aiuto può venire dallo iodio
I disturbi della tiroide rappresentano un grosso problema sempre, ma tanto più nei nove mesi. Possono arrivare a influire sullo sviluppo del feto e sulla gravidanza stessa. A lanciare l’allarme è la Società italiana di endocrinologia in occasione di un recente congresso.
A rischio la fertilità e la gravidanza

I problemi alla tiroide, è stato provato da molti studi scientifici, influenzano negativamente le probabilità di concepimento e aumentano la percentuale di complicanze (aborto, parto pretermine, emorragia post-partum e malformazioni congenite).
Problemi di sviluppo nel bambino

In più, vi possono essere conseguenze anche per il bimbo. Possono comparire disturbi dello sviluppo, ritardi cognitivi e verbali, sindrome da iperattività e deficit di attenzione, disturbi dello spettro autistico. Tutti questi disturbi, secondo le ultime evidenze scientifiche, potrebbero essere correlati al malfunzionamento della tiroide, specialmente nel primo trimestre di gravidanza, quando il feto dipende interamente dalla madre per la produzione di ormoni tiroidei.
Serve lo iodio

La carenza di iodio riduce la produzione di ormoni tiroidei che regolano il metabolismo e modulano lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il valore ottimale di iodio nel sangue è di 150 microgrammi per grammo (250 microgrammi in gravidanza). Il problema è che lo iodio si disperde facilmente negli alimenti, considerando che il contenuto di iodio si riduce del 20% con la frittura, del 58% con l’ebollizione e del 23% con la cottura alla griglia.
Un aiuto dal sale?

Per quanto un eccesso di sale sia controindicato, perché dannoso per il sistema cardiovascolare e renale, gli esperti sottolineano che il consumo di sale iodato è fondamentale per lo sviluppo e il funzionamento della ghiandola tiroidea.
Anche prima del concepimento

Secondo gli specialisti la supplementazione andrebbe prescritta in fase preconcezionale, come per l’acido folico. L’obiettivo principale è la prevenzione di disturbi dello sviluppo. È importante identificare il prima possibile le donne a rischio di ipotiroidismo, perché i problemi alla tiroide in gravidanza influiscono sullo sviluppo del feto ma spesso la certezza di essere incinta si ha quando ormai sono passate alcune settimane dal concepimento ed è ormai troppo tardi.

In breve

ALIMENTI SUPPLEMENTATI O INTEGRATORI

In commercio ci sono formulazioni di sale iodato protetto o alimenti, come patate e carote, iodate che consentono di compensare eventuali carenze nei nove mesi. Si può inoltre ricorrere a specifici integratori per la gravidanza.
rosalia
Messaggi: 1260
Iscritto il: 30 set 2015, 15:31

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da rosalia »

odio: 1 donna su 3 non sa che in gravidanza ne serve di più
Durante i nove mesi il fabbisogno di iodio aumenta. Solo poche donne però lo sanno e fanno la giusta prevenzione. Ecco con quali rischi
Se tutte, o quasi, le donne incinte sanno che durante i mesi di gravidanza devono assumere integratori di acido folico, solo una su tre è consapevole del fatto che anche il fabbisogno di iodio va aumentato, se serve anche ricorrendo ad appositi integratori integratori. Lo rivela un’indagine condotta recentemente dalla Siedp, la Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica.
Un sondaggio su 700 genitori

Il sondaggio ha coinvolto 700 genitori (568 mamme e 132 papà) di 10 regioni diverse. Tutti sono stati invitati a rispondere a una serie di domande riguardanti le abitudini alimentari degli italiani e il fabbisogno di iodio nelle diverse epoche della vita. Lo scopo era capire se la popolazione sa che il fabbisogno di iodio aumenta durante la gravidanza e anche nei neonati.
La metà delle donne non fa nulla

L’analisi dei risultati ha confermato ciò che gli esperti temevano: le mamme non sono sufficientemente informate sui rischi connessi a una carenza di iodio nei nove mesi. In particolare, la ricerca ha evidenziato che ben il 30% delle donne non è consapevole dell’importanza dello iodio durante l’attesa e non sa che nei nove mesi il suo fabbisogno aumenta, tanto che il 53% non fa nulla per prevenire la carenza nutrizionale di questo elemento prima di rimanere incinta. Eppure, la maggior parte delle intervistate, il 69,8%, ha dichiarato di sapere che i neonati hanno un bisogno elevato di iodio, e addirittura il 73,8% che il latte materno è ricco di questa sostanza.
Poche le eccezioni

Solo una piccola percentuale di donne si è impegnata fin da prima del concepimento per assicurare al proprio organismo la giusta scorta di iodio. Il 23,5% l’ha fatto ricorrendo al sale iodato, il 20,8% a integratori specifici e il 17,1% ad alimenti arricchiti. Di queste mamme maggiormente consapevoli, però solo il 35,5% ha continuato a fare prevenzione per tutta la gravidanza e anche l’allattamento.
La tiroide del feto non funziona nelle prime settimane

In effetti, lo iodio è una sostanza fondamentale per la tiroide, che senza di esso non riesce a lavorare correttamente e a produrre ormoni fondamentali per l’organismo. Durante le prime settimane di gestazione, la ghiandola tiroidea del feto non funziona, per cui è quella della mamma a dover fare un doppio lavoro. Per questo, la tiroide di una donna in attesa è stressata e sovrastimolata e ha bisogno di una maggior quantità di iodio. In particolare, se già prima della gravidanza aveva problemi. Una tiroide ipofunzionante, cioè che lavora meno di quanto dovrebbe, infatti, potrebbe causare estrema stanchezza nella mamma e provocare aborti e nascite premature, oltre che conseguenze al feto: questo perché gli ormoni tiroidei servono alla formazione del sistema nervoso centrale e alla plasticità del cervello.
Quanto ne serve

Se il fabbisogno giornaliero di iodio è di 90 microgrammi per i bambini fino ai sei anni, di 120 microgrammi per i preadolescenti e di 150 microgrammi per gli adolescenti e gli adulti, aumenta a 250 microgrammi per le donne gravide e che allattano.

In breve

PER NON CORRERE RISCHI

Lo iodio è presente in pochi cibi, soprattutto in crostacei e molluschi, anche surgelati. Per non rischiare carenze, la cosa migliore, è utilizzare il sale iodato, arricchito appunto con questo elemento, al posto del normale sale da cucina, ed eventualmente appositi integratori, che possono essere prescritti dal ginecologo o dall’endocrinologo.
laila
Messaggi: 956
Iscritto il: 30 set 2015, 15:29

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da laila »

Dieta in gravidanza: se corretta, protegge il cuore del bebè
L’alimentazione in gravidanza, e addirittura quella prima del concepimento, è importante perché potrebbe influire sulla salute del bebè. Anche del suo cuore
Si dice che una donna incinta non debba mangiare per due, ma due volte meglio. In effetti, la dieta che la futura mamma segue durante la gravidanza è molto importante, non solo per il buon proseguimento della gestazione stessa, ma anche per la salute del bebè. Addirittura sarebbe fondamentale anche l’alimentazione seguita nel periodo che precede il concepimento perché potrebbe avere influenze a lungo termine. Soprattutto sulla salute cardiovascolare del piccolo. La conferma arriva da un recente studio condotto da un team di ricercatori statunitensi, della British Heart Foundation, pubblicato sulla rivista Archives of Diseases in Childhood Fetal & Neonatal Edition.
Uno studio su quasi 20mila donne

La ricerca ha riguardato 19mila mamme statunitensi. Tutte sono state invitate a compilare dei questionari relativi alla dieta seguita prima e durante la gravidanza. Inoltre, a tutte è stato chiesto di riferire le condizioni di salute dei loro bambini nei primi anni di vita, in particolare le condizioni dell’apparato cardiocircolatorio. Lo scopo era capire se fra tipo di alimentazione seguita dalla donna e rischio di sviluppare malattie cardiache nel bebè ci sia una qualche relazione.
Se sana la dieta, sano il cuore

Dall’analisi dei risultati è emerso che metà dei bambini considerati dallo studio ha sviluppato problemi cardiaci, mentre metà era sano. Correlando lo stato di salute dei piccoli alla dieta seguita dalla mamma, si è visto che fra i due fattori esisteva un legame molto forte. Infatti, i bimbi nati da donne che prima e durante la gravidanza hanno seguito un’alimentazione equilibrata e corretta, cioè ricca di frutta, verdure e pesce presentavano maggiori probabilità di godere di un’ottima salute. Al contrario, i bimbi delle donne che prima e dopo il concepimento tendevano a mangiare in modo sregolato, per esempio esagerando con gli alimenti grassi e dolci, erano più a rischio di sviluppare una malattia del cuore.
L’importanza di mangiare bene

Gli esperti hanno concluso che se la futura mamma mangia bene non può assicurare al 100% una salute di ferro al proprio bambino, tuttavia può aiutarlo ad avere un cuore più sano. “Una dieta sana prima, durante e dopo la gravidanza può avere benefici per la madre e il bambino. E tutta la dieta deve essere presa in considerazione, non solo i singoli nutrienti” hanno commentato gli autori.


da sapere



SÌ AGLI INTEGRATORI

Oltre a curare la propria dieta, le future mamme che intendono avere un bambino e quelle che sono già incinta dovrebbero assumere integratori di acido folico necessari per tutelare la salute del bebè.
laila
Messaggi: 956
Iscritto il: 30 set 2015, 15:29

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da laila »

No al cibo spazzatura nei nove mesi: influenza il gusto del bebè
Future mamme eliminate il cibo spazzatura dalla vostra dieta perché non danneggiate solo voi, ma anche il vostro piccolo
Le errate abitudini alimentari della futura mamma unitamente allo smoderato consumo di cibo spazzatura ricco di zuccheri e grassi, influenzerebbero il gusto del bimbo in grembo. A sostenerlo è uno studio di alcuni ricercatori della Rockefeller University, presentato in occasione del meeting annuale della Society for the Study of Ingestive Behavior a Denver.
Tale madre, tale figlio

Secondo lo studio, questo “detto” sarebbe appropriato anche in ambito alimentare, nel senso che la passione della madre verso alcuni alimenti durante i 9 mesi sarebbe trasmessa al proprio bambino. Se, infatti, la donna si nutre di cibo spazzatura, il cervello del bambino verrebbe “programmato” a cedere alla “voglia” di drink alcolici e sigarette quando sarà “grande”.


Lo studio in laboratorio



I ricercatori hanno confrontato la propensione alla nicotina e all’alcol di topi “adolescenti”, figli di mamme che durante i nove mesi avevano seguito una dieta a base di cibi grassi o una dieta sana. È emerso che gli alti livelli dei nutrienti “nocivi” nel sangue delle topoline gravide che amavano il cibo spazzatura influenzavano il loro feto in formazione. Infatti, i topolini esposti a una dieta grassa prima della nascita, avevano cercato di ottenere una dose di nicotina e alcol molto più alta di quanto avevano fatto i topi esposti a una dieta sana, perché i percorsi cerebrali dei primi erano più propensi a gustare alimenti “spazzatura”.
Stessi risultati anche per noi

Secondo i ricercatori le stesse conclusioni potrebbero valere anche per gli essere umani. Se così fosse, allora si potrebbe spiegare il perché della diffusione dell’obesità e della diversità dei gusti nei bambini e soprattutto aiutare i medici a gestire meglio la futura mamma durante la gravidanza e l’allattamento, proponendo dei percorsi di educazione alimentare per tutti i nove mesi.

In breve

PENSARE AL PICCOLO NEL PANCIONE

Seguire una sana alimentazione è sempre importante, ma lo diventa ancora di più nei nove mesi, quando occorre assicurare al piccolo nel pancione tutti i nutrienti indispensabili al suo sviluppo.
katty
Messaggi: 1118
Iscritto il: 27 mag 2015, 23:36

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da katty »

iroide e gravidanza: un binomio da tenere sotto controllo
I disturbi della tiroide causano problemi al feto ma condizionano anche il buon andamento della gestazione. Un aiuto può venire dallo iodio
I disturbi della tiroide rappresentano un grosso problema sempre, ma tanto più nei nove mesi. Possono arrivare a influire sullo sviluppo del feto e sulla gravidanza stessa. A lanciare l’allarme è la Società italiana di endocrinologia in occasione di un recente congresso.
A rischio la fertilità e la gravidanza

I problemi alla tiroide, è stato provato da molti studi scientifici, influenzano negativamente le probabilità di concepimento e aumentano la percentuale di complicanze (aborto, parto pretermine, emorragia post-partum e malformazioni congenite).
Problemi di sviluppo nel bambino

In più, vi possono essere conseguenze anche per il bimbo. Possono comparire disturbi dello sviluppo, ritardi cognitivi e verbali, sindrome da iperattività e deficit di attenzione, disturbi dello spettro autistico. Tutti questi disturbi, secondo le ultime evidenze scientifiche, potrebbero essere correlati al malfunzionamento della tiroide, specialmente nel primo trimestre di gravidanza, quando il feto dipende interamente dalla madre per la produzione di ormoni tiroidei.
Serve lo iodio

La carenza di iodio riduce la produzione di ormoni tiroidei che regolano il metabolismo e modulano lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il valore ottimale di iodio nel sangue è di 150 microgrammi per grammo (250 microgrammi in gravidanza). Il problema è che lo iodio si disperde facilmente negli alimenti, considerando che il contenuto di iodio si riduce del 20% con la frittura, del 58% con l’ebollizione e del 23% con la cottura alla griglia.
Un aiuto dal sale?

Per quanto un eccesso di sale sia controindicato, perché dannoso per il sistema cardiovascolare e renale, gli esperti sottolineano che il consumo di sale iodato è fondamentale per lo sviluppo e il funzionamento della ghiandola tiroidea.
Anche prima del concepimento

Secondo gli specialisti la supplementazione andrebbe prescritta in fase preconcezionale, come per l’acido folico. L’obiettivo principale è la prevenzione di disturbi dello sviluppo. È importante identificare il prima possibile le donne a rischio di ipotiroidismo, perché i problemi alla tiroide in gravidanza influiscono sullo sviluppo del feto ma spesso la certezza di essere incinta si ha quando ormai sono passate alcune settimane dal concepimento ed è ormai troppo tardi.


In breve

ALIMENTI SUPPLEMENTATI O INTEGRATORI

In commercio ci sono formulazioni di sale iodato protetto o alimenti, come patate e carote, iodate che consentono di compensare eventuali carenze nei nove mesi. Si può inoltre ricorrere a specifici integratori per la gravidanza.
katty
Messaggi: 1118
Iscritto il: 27 mag 2015, 23:36

Re: Dieta in gravidanza

Messaggio da katty »

Bambini più protetti dalle allergie se la mamma prende i probiotici in gravidanza
I probiotici svolgono una “funzione protettiva” nei confronti del sistema immunitario dei bambini già nel pancione
I probiotici, vale a dire i batteri dello stesso tipo di quelli che abitano normalmente nel nostro intestino e che costituiscono la naturale flora “buona” intestinale, proteggono il bambino dalle allergie se assunti durante la gravidanza, in quanto svolgono una “funzione protettiva” nei confronti del sistema immunitario del piccolo già nel pancione. Questo “effetto protettore” dei probiotici non si riscontra, invece, se i piccoli li assumono dopo la nascita. La notizia è frutto di uno studio condotto al Children Hospital di Pittsburgh (Usa) e pubblicato sulla rivista scientifica Pediatrics.

L’importanza dei “batteri buoni”

Spiega Erick Forno, che ha diretto l’analisi: “i batteri che vivono nell’intestino e nel tratto digerente contribuiscono alla salute del sistema immunitario. I probiotici, assunti dalle future mamme quotidianamente tramite yogurt, lievito o integratori specifici, sembrano avere un reale effetto sul sistema immunitario dei bambini, una volta nati, diminuendo fino al 12% il rischio di incorrere nelle allergie più comuni”.

Che cosa sono i probiotici

I probiotici sono batteri dello stesso tipo di quelli che abitano normalmente nel nostro intestino e che costituiscono la naturale flora “buona” intestinale. Questi prodotti possono includere una o più specie di batteri, più spesso Lactobacilli e/o Bifidobacterium per lo più in associazione con altri batteri, componenti della normale flora intestinale o, meno frequentemente, con lieviti come il Saccaromyces.

Dove si trovano

I probiotici si possono trovare i vari prodotti in commercio: dalle capsule allo yogurt e al latte fermentato. I probiotici, comunque, trovano un habitat ideale nei derivati del latte, in quanto la maggior parte dei probiotici è costituita da lactobacilli che fermentano il lattosio (lo zucchero del latte).


In breve

IN FARMACIA E NEI NEGOZI SPECIALIZZATI

Nelle farmacie, nei supermercati e nei negozi specializzati si trovano anche farmaci e alimenti come yogurt, formaggi e latti fermentati, contenenti uno o più probiotici vivi.
Rispondi

Torna a “Gravidanza e parto”