Re: ALLATTAMENTO AL SENO
Inviato: 25 ago 2016, 23:07
Il latte umano è specie-specifico, e tutte le preparazioni alimentari sostitutive differiscono
marcatamente da esso, rendendo il latte materno unicamente superiore per l’ alimentazione dellattante.
L’allattamento esclusivo al seno è il riferimento sul quale tutte le alternative alimentari devono basarsi per quanto riguarda crescita, salute, sviluppo e ogni altro esito a breve e lungo termine. Inoltre, i lattanti prematuri alimentati con latte umano ricevono significativi benefici in termini di protezione dell’ospite e migliori esiti evolutivi in confronto ai lattanti prematuri alimentati con formula.
La ricerca nei paesi evoluti e in via di sviluppo del mondo, comprese le popolazioni appartenenti alla classe media nei paesi evoluti, fornisce una forte evidenza a favore del fatto che l’alimentazione con latte umano diminuisce l’incidenza e/o la gravità di un’ampia gamma di malattie infettive comprese meningite batterica, batteriemie, diarrea, infezioni delle vie respiratorie, enterocolite narcotizzante, otite media, infezioni delle vie urinarie e sepsi a esordio tardivo nei neonati pretermine.
Inoltre, i tassi di mortalità infantile post-neonatale negli Stati Uniti sono ridotti del 21% nei
lattanti allattati al seno.
Alcuni studi suggerono tassi diminuiti di morte improvvisa del lattante nel primo anno di vita e riduzione dell’incidenza di diabete mellito insulino-dipendente (tipo 1) e non insulino-dipendente (tipo 2), linfoma, leucemia e malattia di Hodgkin, sovrappeso e obesità, ipercolesterolemia e asma nei bambini più grandi e negli adulti che furono allattati al seno in confronto a individui che non lo furono.
L’allattamento al seno è stato associato a prestazioni leggermente migliori ai test di sviluppo cognitivo. L’allattamento al seno durante una procedura dolorosa, quale la puntura la tallone per lo screening neonatale, ha garantito un effetto analgesico ai lattanti.
Importanti benefici per la salute derivanti dall’allattamento al seno e dalla lattazione sono stati descritti anche per la madre. I benefici includono una riduzione del sanguinamento post-partum e una più rapida involuzione uterina attribuibile alle aumentate concentrazioni di ossitocina, un ridotto sanguinamento mestruale e un aumentato di stanziamento tra le gravidanze attribuite all’amenorrea da lattazione, un più precoce ritorno al peso precedente la gravidanza, un ridotto rischio di cancro della mammella, un ridotto rischio di cancro dell’ovaio e una probabile
diminuzione del rischio di frattura dell’anca e osteoporosi nel periodo successivo alla menopausa.
Oltre agli specifici vantaggi per la salute dei lattanti e delle loro madri, sono stati descritti anche vantaggi economici, per la famiglia e per l’ambiente. Tali benefici includono la potenziale riduzione annuale dei costi sanitari, dei costi per i programmi di salute pubblica; una riduzione dell’assenteismo dal lavoro per i genitori e della conseguente perdita di reddito per la famiglia; una maggior porzione di tempo da dedicare ai fratelli e alle questioni familiari quale risultato di un ridotto numero di malattie a carico del lattante; un ridotto carico ambientale dei contenitori di formule per l’infanzia; e una riduzione della richiesta energetica per la preparazione e il trasporto di prodotti per l’alimentazione artificiale. Questi risparmi per la nazione e per le famiglie sarebbero controbilanciati in misura ignota dagli aumentati costi per le consultazioni mediche e sulla
lattazione, dall’aumento delle durata delle visite ambulatoriali e dai costi per le pompe tiralatte e altre attrezzature, costi che dovrebbero essere tutti coperti dai rimborsi assicurativi ai fornitori e alle famiglie.
Benché l’allattamento al seno sia ottimale per i lattanti, esistono alcune rare condizioni nelle quali l’allattamento al seno potrebbe non essere nel migliore interesse del lattante. L’allattamento a seno è controindicato:
marcatamente da esso, rendendo il latte materno unicamente superiore per l’ alimentazione dellattante.
L’allattamento esclusivo al seno è il riferimento sul quale tutte le alternative alimentari devono basarsi per quanto riguarda crescita, salute, sviluppo e ogni altro esito a breve e lungo termine. Inoltre, i lattanti prematuri alimentati con latte umano ricevono significativi benefici in termini di protezione dell’ospite e migliori esiti evolutivi in confronto ai lattanti prematuri alimentati con formula.
La ricerca nei paesi evoluti e in via di sviluppo del mondo, comprese le popolazioni appartenenti alla classe media nei paesi evoluti, fornisce una forte evidenza a favore del fatto che l’alimentazione con latte umano diminuisce l’incidenza e/o la gravità di un’ampia gamma di malattie infettive comprese meningite batterica, batteriemie, diarrea, infezioni delle vie respiratorie, enterocolite narcotizzante, otite media, infezioni delle vie urinarie e sepsi a esordio tardivo nei neonati pretermine.
Inoltre, i tassi di mortalità infantile post-neonatale negli Stati Uniti sono ridotti del 21% nei
lattanti allattati al seno.
Alcuni studi suggerono tassi diminuiti di morte improvvisa del lattante nel primo anno di vita e riduzione dell’incidenza di diabete mellito insulino-dipendente (tipo 1) e non insulino-dipendente (tipo 2), linfoma, leucemia e malattia di Hodgkin, sovrappeso e obesità, ipercolesterolemia e asma nei bambini più grandi e negli adulti che furono allattati al seno in confronto a individui che non lo furono.
L’allattamento al seno è stato associato a prestazioni leggermente migliori ai test di sviluppo cognitivo. L’allattamento al seno durante una procedura dolorosa, quale la puntura la tallone per lo screening neonatale, ha garantito un effetto analgesico ai lattanti.
Importanti benefici per la salute derivanti dall’allattamento al seno e dalla lattazione sono stati descritti anche per la madre. I benefici includono una riduzione del sanguinamento post-partum e una più rapida involuzione uterina attribuibile alle aumentate concentrazioni di ossitocina, un ridotto sanguinamento mestruale e un aumentato di stanziamento tra le gravidanze attribuite all’amenorrea da lattazione, un più precoce ritorno al peso precedente la gravidanza, un ridotto rischio di cancro della mammella, un ridotto rischio di cancro dell’ovaio e una probabile
diminuzione del rischio di frattura dell’anca e osteoporosi nel periodo successivo alla menopausa.
Oltre agli specifici vantaggi per la salute dei lattanti e delle loro madri, sono stati descritti anche vantaggi economici, per la famiglia e per l’ambiente. Tali benefici includono la potenziale riduzione annuale dei costi sanitari, dei costi per i programmi di salute pubblica; una riduzione dell’assenteismo dal lavoro per i genitori e della conseguente perdita di reddito per la famiglia; una maggior porzione di tempo da dedicare ai fratelli e alle questioni familiari quale risultato di un ridotto numero di malattie a carico del lattante; un ridotto carico ambientale dei contenitori di formule per l’infanzia; e una riduzione della richiesta energetica per la preparazione e il trasporto di prodotti per l’alimentazione artificiale. Questi risparmi per la nazione e per le famiglie sarebbero controbilanciati in misura ignota dagli aumentati costi per le consultazioni mediche e sulla
lattazione, dall’aumento delle durata delle visite ambulatoriali e dai costi per le pompe tiralatte e altre attrezzature, costi che dovrebbero essere tutti coperti dai rimborsi assicurativi ai fornitori e alle famiglie.
Benché l’allattamento al seno sia ottimale per i lattanti, esistono alcune rare condizioni nelle quali l’allattamento al seno potrebbe non essere nel migliore interesse del lattante. L’allattamento a seno è controindicato: