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Disturbi in gravidanza

mammacoifiocchi
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Re: Disturbi in gravidanza

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I crampi in gravidanza
Nel corso dell’attesa, soprattutto a partire dal settimo-ottavo mese, potrà capitare di avere dei crampi più spesso del solito
I crampi sono contrazioni improvvise e involontarie di un muscolo o di una fascia di muscoli che suscitano una sensazione di dolore acuta e ben localizzata (una fitta). Nella maggior parte dei casi colpiscono gli arti inferiori e, più precisamente, cosce, polpacci e piedi che durante l’episodio si irrigidiscono, arrivando anche a cambiare forma. Di solito, durano meno di un minuto e scompaiono in modo spontaneo senza alcuna conseguenza, però possono essere molto fastidiosi in particolare se si verificano durante le ore notturne.
Perché sono più frequenti

L’aumento dell’incidenza dei crampi in gravidanza si deve principalmente alla carenza di sali minerali caratteristica di questa fase: una parte di essi (in particolare potassio, calcio, sodio e magnesio) viene infatti utilizzata per lo sviluppo del feto e, considerando che tra le funzioni di queste sostanze rientra quella di garantire il corretto funzionamento della muscolatura, la loro riduzione può associarsi a crampi più frequenti.

Un altro fattore di cui tener conto è il rallentamento della circolazione sanguigna della futura mamma: la più alta concentrazione di progesterone (ormone tipico della gravidanza) determina un generale rilassamento di organi e tessuti e una dilatazione delle vene che tende a ostacolare il ritorno venoso (dal basso verso l’alto), inoltre nell’ultimo trimestre la pressione crescente dell’utero ingrossato non fa che accentuare le difficoltà circolatorie con l’effetto di favorire la comparsa di crampi.
Così passano più in fretta

Se il crampo colpisce la coscia, fatti aiutare dal partner che deve sollevarti la gamba tesa con una mano e praticare con l’altra un vigoroso massaggio sull’area dolorante, seguendo un movimento che va dal basso verso l’alto al fine di riscaldare e rilassare il muscolo contratto.

Nel caso si tratti del polpaccio occorre invece appoggiare il piede a una superficie fredda stringendo con forza la caviglia con una mano mentre con l’altra si massaggia il muscolo finché il crampo non passa. Laddove, infine, l’episodio interessi un piede può essere utile piegarlo in avanti e all’indietro tenendo contemporaneamente l’alluce tirato verso il corpo.

È importante eseguire tutti i movimenti indicati con lentezza evitando eventuali scatti che potrebbero intensificare la sensazione di dolore. Molto efficace in generale risulta anche l’applicazione di calore sulla zona colpita dal crampo allo scopo di riattivare la circolazione sanguigna (per esempio appoggiandovi un asciugamano imbevuto di acqua calda e poi ben strizzato).
mammacoifiocchi
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Re: Disturbi in gravidanza

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Come prevenirli

Prima di tutto, per compensare la carenza di sali minerali determinata dall’assorbimento di queste preziose sostanze da parte del feto, è consigliabile aumentarne il consumo grazie a una dieta ricca di alimenti ad alto contenuto di potassio e magnesio (come ortaggi a foglie verdi, pomodori, patate, legumi freschi, banane, kiwi, frutta secca e lievito di birra) e di calcio (soprattutto in latte e derivati ma anche in carne e pesce). È fondamentale, inoltre, praticare con costanza un’attività fisica adeguata alla gravidanza come, per esempio, il nuoto o le lunghe camminate (meglio se prima di coricarsi) che aiutano a prevenire le difficoltà circolatorie e a mantenere efficiente la fibra muscolare.
mammacoifiocchi
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Re: Disturbi in gravidanza

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Anemia in gravidanza, sintomi e controlli
Durante la gravidanza è molto importante che nell’organismo materno non vengano a mancare alcune sostanze fondamentali, come il ferro, l'acido folico e la vitamina B12
Tra le più importanti c’è sicuramente il ferro, necessario per produrre emoglobina, la sostanza contenuta nei globuli rossi (cellule del sangue) che trasporta l’ossigeno a tutte le cellule dell’organismo. Nei nove mesi, infatti, aumenta il fabbisogno giornaliero di questo minerale perché:

il sangue materno diventa più fluido e al suo interno aumenta il numero dei globuli rossi. L’organismo della futura mamma perciò ha bisogno di una maggior quota di ferro per la sintesi dell’emoglobina. Questo processo inizia già dopo poche settimane di gravidanza;
il bimbo nel pancione utilizza il ferro della mamma per produrre i propri globuli rossi e, di conseguenza, la quantità di ferro di cui dispone normalmente la donna può diventare insufficiente.

Secondo i Larn, Livelli di assunzione raccomandati dei nutrienti, il fabbisogno giornaliero di questo minerale per le donne in età fertile è di circa 18 mg. Durante l’attesa la dose aumenta a 30 mg. In questo periodo una carenza di ferro nel sangue può provocare una forma di anemia, detta sideropenica.
I segnali se manca il ferro

Sentirsi in debito di energia è piuttosto normale in gravidanza, visto il superlavoro cui è sottoposto l’organismo nei nove mesi, ma se ci si sente spesso esauste o sull’orlo di uno svenimento, la causa potrebbe essere una carenza di ferro. Ecco quali sono i campanelli d’allarme più significativi che indicano l’anemia:

pallore;
spossatezza;
difficoltà a concentrarsi;
mal di testa e tachicardia (aumento dei battiti cardiaci);
unghie fragili.

Per determinare che all’origine di questi disturbi vi sia effettivamente un’anemia, occorre eseguire delle analisi del sangue per valutare il livello di emoglobina.
I controlli da eseguire

Se sospetta una carenza di ferro, il ginecologo prescriverà alla futura mamma un esame del sangue in modo da appurare se l’anemia è presente. L’esame, detto emocromo, permette in particolare di misurare la concentrazione di emoglobina nel sangue: la soglia limite è di 11.5 mg/100 cc, pertanto un valore inferiore a 10 mg/100 cc indica una situazione di carenza di ferro e richiede una cura adeguata. È possibile poi controllare il livello di riserve del ferro attraverso altre analisi come:

la transferrina: sostanza che trasporta il ferro all’interno delle cellule;
la ferritina: proteina presente nelle cellule, dove è contenuta la riserva di ferro;
la sideremia: la concentrazione di ferro nel sangue.
mammacoifiocchi
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Re: Disturbi in gravidanza

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Possono comparire altre carenze

Di acido folico L’acido folico (folato), o vitamina B9, non viene prodotta dall’organismo ma deve essere assunta con il cibo e assorbita dalla flora batterica intestinale. Il fabbisogno quotidiano in condizioni normali è di circa 0,2 mg. La mancanza di acido folico genera un particolare tipo di anemia detta megaloblastica per cui i globuli rossi sono più grandi della norma, ma hanno una vita molto breve. Negli ultimi decenni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Durante la gravidanza, quindi, il fabbisogno di folato si raddoppia a 0,4 mg perché il feto utilizza le riserve materne. Anche se il suo ruolo non è conosciuto nei dettagli, infatti, la vitamina B9 è essenziale per la sintesi del Dna (la molecola responsabile della trasmissione dei caratteri ereditari), delle proteine e per la formazione dell’emoglobina, ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come, appunto, i tessuti embrionali. La carenza di acido folico nelle prime fasi della gravidanza aumenta fortemente il rischio di malformazione del feto, in particolare di difetti del tubo neurale (Dtn) associati a spina bifida o anencefalia. In generale, una carenza di folati può dare luogo con più facilità ad alcuni disturbi seri (ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni placentari). Per far fronte alla carenza di acido folico, si può ricorrere a specifici integratori, oppure arricchire l’alimentazione con verdure a foglia verde, legumi, uova (specialmente il tuorlo).

Di vitamina B12 È necessaria soprattutto nella produzione di globuli rossi, una sua carenza determina una forma di anemia detta megaloblastica. La vitamina B12 è presente in dose minima in tutti gli alimenti di origine animale (come il latte e il formaggio), ma sono la carne, e in particolare il fegato, e il pesce a esserne particolarmente ricchi. È assente nei vegetali. Il livello medio di assunzione nell’adulto è di 2 mg/giorno. Questa quantità aumenta del 20 per cento in gravidanza e del 50 per cento durante l’allattamento.
mammacoifiocchi
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Re: Disturbi in gravidanza

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L’importanza dell’alimentazione

In genere il 70 per cento delle anemie delle future mamme è determinato da abitudini alimentari scorrette, che non assicurano il giusto apporto di ferro. In natura esistono due tipi di ferro: il ferro eme, presente nella carne e nel pesce, e il ferro non-eme, contenuto nei vegetali e nelle uova. L’organismo assorbe circa il 30-40 per cento del ferro eme e solo il 2-10 per cento di quello non-eme. È importante quindi avere un’alimentazione che comprenda ogni giorno una porzione di carne o pesce. L’assorbimento di ferro dei cibi aumenta se questi sono assunti insieme a:

vitamina C, presente negli agrumi, uva, kiwi, peperoni e patate;
fruttosio, contenuto nella frutta e nelle spremute di agrumi;
acido folico, contenuto nel fegato, ortaggi verdi come asparagi, spinaci
vitamina B12 presente nella carne e nel pesce.

Al contrario l’assorbimento di ferro è basso se assunto insieme a:

crusca;
tè;
caffè.

Quando servono gli integratori

Entro un certo limite (10g/100ml) l’anemia è un fattore naturale in gravidanza e non crea disagi particolari né alla futura mamma né al feto. Ma se i valori sono inferiori alla norma e la futura mamma accusa quei disturbi tipici dell’anemia (stanchezza, pallore, debolezza, giramenti di testa, svenimenti), il ginecologo può prescrivere l’uso di integratori a base di ferro, disponibili in diversi tipi di preparazione farmaceutica. L’assunzione di ferro, però, può provocare qualche fastidio, come mal di stomaco, mal di testa, nausea, stitichezza o diarrea. L’eventuale comparsa di questi sintomi va sottoposta all’attenzione del ginecologo.
3 consigli in più

Mangiare alimenti che contengono ferro almeno una volta al giorno. Per questo occorre ricordare che il ferro è contenuto soprattutto nella carne, nelle uova, negli spinaci, nel pesce e in piccola quantità anche nel latte.
Privilegiare sempre la frutta e la verdura crude, perché oltre al ferro contengono anche l’acido folico, che si deteriora invece facilmente con il calore e la cottura.
Condire le pietanze preferibilmente con succo di limone, in cui è presente la vitamina C, sostanza in grado di potenziare le capacità di assorbimento del ferro da parte dell’organismo.
salsa
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Re: Disturbi in gravidanza

Messaggio da salsa »

Nausea in gravidanza: c’è un nuovo farmaco
Per la nausea in gravidanza arriva dagli Stati Uniti un nuovo farmaco molto efficace a base di vitamina B e antistaminici
Contro la nausea in gravidanza arriva un nuovo farmaco, un efficace sollievo alle donne incinte che soffrono di questo fastidioso disturbo. Sono moltissime, infatti, le future mamme che patiscono la nausea durante l’attesa, soprattutto nel primo trimestre, ma non solo.
Sintomo rassicurante

La sua presenza, che non deve preoccupare rispetto all’andamento della gravidanza, è dovuta a fattori ormonali, in particolare è causata da un aumento dei livelli dell’ormone beta Hcg e di estrogeni. Uno dei principali ruoli di questi ormoni è di alzare il metabolismo e, quindi, di bruciare più velocemente i carboidrati. Ma, se questi non vengono, poi, reintegrati con l’alimentazione, si va in deficit di zuccheri e pertanto uno dei sintomi di carenza è proprio la nausea.
Nuove linee guida

Gli esperti americani hanno introdotto nuove linee guida aggiornate (la precedente edizione risaliva a ben undici anni fa) con nuove raccomandazioni per le donne incinte. Qui si consiglia, se la nausea da molto fastidio, un nuovo farmaco.
Vitamine e antistaminico

In particolare contro la nausea in gravidanza arriva un nuovo farmaco, che combina due sostanze: la vitamina B6 e un antistaminico a base di doxylamina. Secondo la prestigiosa Associazione dei ginecologi e ostetrici americani (Acog) la nausea in gravidanza si può, dunque, contrastare efficacemente grazie a questa pillola.
Evita il vomito

La vitamina B6 è fondamentale per l’organismo perché contribuisce alla sintesi metabolica e alla formazione dei globuli rossi e bianchi. Fa parte del gruppo B ed è presente in tre forme attive, piridossina, piridossale, piridossamina. Tra le sue proprietà nascoste vi è proprio la capacità di contrastare la nausea e il vomito. Si può incrementare l’assunzione anche attraverso la dieta, consumando cioè con regolarità determinati cibi che ne sono ricchi, come le carni e i cereali integrali.
Unico neo: sonnolenza

Riguardo all’antistaminico a base di doxylamina alcune ricerche hanno dimostrato che è efficace contro la nausea e sicuro per la salute del feto e della mamma. Può solo provocare una leggera sonnolenza.
salsa
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Re: Disturbi in gravidanza

Messaggio da salsa »

Nausea e vomito in gravidanza: i farmaci
Moltissime donne accusano nausea e vomito in gravidanza, più di quante siano così fortunate da non averne. Il 50 delle donne in gravidanza soffre di nausea e vomito, e un ulteriore 25% soffre di nausea senza vomito. In conclusione, solo il 25% delle donne non soffre né di nausea né di vomito in gravidanza.

La nausea e il vomito in gravidanza sono in un insieme di disturbi che vanno dal debole disagio al risveglio fino all'iperemesi gravidica, condizione che può compromettere la salute materna.

L'iperemesi gravidica si verifica nello 0.3%-3% delle gravidanze e dopo il parto prematuro è la causa più comune di ospedalizzazione in gravidanza. Spesso non si tratta il disagio mattutino, perché lo si considera comune e normale. Da un'altra parte le donne possono evitare le terapie per timori a proposito della sicurezza in gravidanza.

L'American College degli Ostetrici e dei Ginecologi (ACOG) ha recentemente aggiornato le linee guida per il trattamento della nausea e del vomito, aggiungendo informazioni sulla dieta, sui cambiamenti nelle proprie abitudini, sulle medicine alternative o complementari, sulla terapia farmacologica e sulle cure in ospedale.

L'ACOG raccomanda che la nausea e il vomito gravidico vengano trattati precocemente, in modo da prevenire un'eventuale progressione in iperemesi gravidica, la cui sintomatologia è più difficile da controllare.

I fattori di rischio per la nausea e il vomito includono un aumento della massa placentare, come per esempio nelle gravidanze gemellari, avere una sorella o una madre con diagnosi di iperemesi gravidica, essere in gravidanza di un feto femmina, e avere una storia di chinetosi (mal di mare o di macchina) o di emicrania.

Le donne con un aumento della massa placentare (gravidanza molare o multipla) hanno un rischio aumentato di progredire verso l'iperemesi gravidica. Uno studio ha riportato che approssimativamente due terzi delle donne riferiscono di avere avuto episodi di vomito importante nella prima gravidanza, e queste stesse donne hanno riportato la stessa sintomatologia nella seconda gravidanza. Nello stesso studio il 50% delle donne con sintomi deboli nella prima gravidanza riferivano un peggioramento nella seconda.

Molti studi hanno riportato un basso tasso di aborti spontanei nelle donne con nausea e vomito gravidico. Questo sembra potersi attribuire al fatto che una gravidanza che decorre bene provoca una grande sintesi di ormoni da parte della placenta, più che pensare che la nausea e il vomito possano essere protettivi. I risultati dell' ACOG dicono che non c'è relazione fra la nausea e il vomito, e un aumento del rischio di malformazioni. Da altri studi si rileva che non c'è correlazione neanche con basso peso alla nascita.

Lo standard raccomandato è assumere l'acido folico tre mesi prima del concepimento,e questo può ridurre l'incidenza e la severità della nausea e del vomito. Lo studio dice anche che prenderle al momento del concepimento migliora comunque l'efficacia rispetto a cure più tardive.

L'ACOG raccomanda che la vitamina B insieme alla Doxylamina sia il primo presidio farmacologico nella nausea e vomito gravidici. Questa terapia è stata approvata anche dalla US Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento delle donne che non rispondono a cambiamenti dietetici e delle abitudini di vita. Nel 1983, un farmaco che conteneva vitamina B e doxylamina fu tolto dal mercato negli USA (anche in Italia) dalla casa produttrice a causa di una causa intentata da una madre per una malformazione fetale. Successivamente non è stata stabilita nessuna relazione di causa.
salsa
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Re: Disturbi in gravidanza

Messaggio da salsa »

Lo zenzero viene raccomandato come un'alternativa non farmacologica e sicura per trattare la nausea e il vomito e,sebbene le evidenze scientifiche siano moderate ci sono studi attendibili che ne hanno stabilito l'efficacia.

L'agopuntura, i braccialetti e la stimolazione elettrica di punti precisi non sembrano efficaci più di placebo. L'ACOG raccomanda comunque di iniziare precocemente la terapia della nausea e del vomito per evitare la progressione, nonostante le evidenze siano limitate.

Un altro farmaco maggiore che può essere usato nei casi gravi è l'ondansentrone.

Poiché esso può alterare l'attività elettrica cardiaca, l'ACOG raccomanda che le pazienti con fattori di rischio per aritmia, storia personale o familiare, infarti, ipopotassiemia, vengano monitorizzate per gli elettroliti che con l'elettrocardiogramma.

Le linee guida 2015 dell'ACOG hanno stabilito che il rischio assoluto per il feto con l'ondansentrone è basso.

Una lista di 13 categorie di farmaci controindicati in pazienti che assumono l'ondansetrone include gli antidepressivi triciclici e tetraciclici e qualche antipiscotico. L'ondansentrone può essere assunto per via orale, per endovena, e per via sottocutanea. E' un farmaco riservato a casi gravi, del quale bisogna valutare bene il rapporto rischio/beneficio.

Sebbene si possa vedere un ipertiroidismo nelle analisi durante una iperemesi gravidica, le gestanti senza storia di ipertiroidismo pregravidico possono aspettare che la condizione si risolva spontaneamente fino a 20 settimane senza farmaci antitiroidei.

L'ACOG valuta che oltre il 70% di pazienti con iperemesi gravidica abbia una soppressione del TSH o elevati livelli di tiroxina libera. In queste pazienti l'ipertiroidismo non va trattato senza un evidenza di una vera malattia tiroidea come gozzo, o anticorpi antitiroidei, o tutt'e due.

Il metilprednisolone come farmaco per nausea e vomito gravi e iperemesi gravidica, è limitato come raccomandazione di grado B, in quanto le evidenze scientifiche della sua utilità sono molto basse. Sebbene il suo effetto teratogeno sia debole, esso deve essere evitato prima della decina settimana di gestazione, e usato con precauzione. L'uso del metilprednisolone durante il primo trimestre di gravidanza è associato con malformazioni fetali con due casi su 1000 donne trattate.

Deve essere usato solo in casi estremi, solo per tre giorni, in caso di mancata risposta, e non più di due settimane. Se risulta l'unico farmaco efficace e la situazione è grave può essere usato dopo le 6 settimane, ma mai prima della sesta.
salsa
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Re: Disturbi in gravidanza

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Gravidanza, con il terzo mese addio alla nausea
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Ecco il terzo mese di gravidanza. Con il completamento della 12ma settimana si è a un punto di svolta: in genere si attende la conclusione di questo mese per dare la lieta notizia. A partire dalla 13ma settimana, infatti, il rischio di aborto spontaneo cala in modo considerevole.

Cosa cambia nel pancione della mamma in queste settimane? Lo spiega la dottoressa Annamaria Baggiani, responsabile del Servizio di Infertilità Femminile e Procreazione Medicalmente Assistita di Humanitas Fertility Center. «Con la dodicesima settimana termina il primo trimestre di gravidanza. Il feto è completamente formato: lo scheletro e tutti gli organi interni sono formati, e la maggior parte è già funzionante, si distingueranno le dita delle mani e dei piedi, gli occhi saranno coperti dalle palpebre, il cervello si sarà sviluppato e le proporzioni tra testa e corpo cominceranno a equilibrarsi. Il feto inoltre inizia a muoversi anche se è molto difficile che la mamma se ne accorga».

Nel corso del primo trimestre si completa anche la formazione del cordone ombelicale. Qual è la sua funzione? «Il cordone ombelicale rappresenta il più importante legame tra mamme e nascituro. Attraverso questo canale transitano il sangue ossigenato e i nutrienti fondamentali per il feto. Il feto, a sua volta, elimina tramite il cordone ombelicale sostanze di scarto alla placenta».
Al terzo mese di gravidanza si può effettuare la villocentesi

Tra la 10ma e la 13ma settimana si può effettuare un esame invasivo di diagnosi prenatale, la villocentesi. Si tratta del prelievo nell’utero di una donna gravida di un campione di tessuto placentare costituito da villi coriali. Il prelievo dei villi trova la sua motivazione nel fatto che il tessuto placentare e il feto originano dal medesimo uovo fecondato. Si vanno così a studiare le 23 coppie di cromosomi fetali per verificare eventuali anomalie di numero e di struttura degli stessi.

Entro la 13ma settimana si può anche eseguire l’esame della translucenza nucale, un rilievo ecografico con cui si esamina una raccolta di liquido che è presente nella regione della nuca del feto, visibile ecograficamente come uno lo spazio nero dietro al collo del feto. È effettuata allo scopo di rilevare il rischio di eventuali anomalie cromosomiche come la Sindrome di Down che andranno poi accertate o escluse con esami più approfonditi.
salsa
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Re: Disturbi in gravidanza

Messaggio da salsa »

Che succede con il terzo mese di gravidanza al corpo della futura mamma?

Il terzo mese è importante anche per la salute della mamma e per il suo corpo. Gli episodi di nausea dovrebbero cominciare a farsi più sporadiche mentre il peso corporeo dovrebbe cominciare ad aumentare un po’. Non sempre l’aumento è graduale, ma può essere più accentuato in certi periodi rispetto ad altri. In particolare nelle donne che hanno nausea e vomito durante i primi tre mesi, il peso non aumenta o addirittura diminuisce; ma quando la nausea cessa vi può essere una crescita anche di 2 o 3 chili in un solo mese. La pancia della mamma dovrebbe ormai cominciare a vedersi.
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