
Articolo coppia di Trieste assolta
Articolo coppia di Trieste assolta
Cari Bitexisini/e, vi riporto l'articolo sul quotidiano "Piccolo" di 6 giorni fa in merito alla coppia di Trieste che era stata rinviata a giudizio: QUESTA è LA PROVA OGGETTIVA CHE NON C'E' NESSUN REATO.
Quindi siamo tranquilli e godiamoci i nostri figli.
Utero in affitto, assolta la coppia tornata dall’Ucraina con i gemelli
Lei ha quasi 70 anni, lui 57: erano accusati di avere falsificato lo stato civile dicendosi genitori naturali dei piccoli. Ma il giudice ha riconosciuto la norma del Paese ex Urss che consente la maternità surrogata.
Assolti. Ora sono mamma e papà a tutti gli effetti. Anche quello giudiziario. Quasi 70 anni lei, 57 lui: erano accusati dal pm Lucia Baldovin di alterazione dello stato civile. Ossia, in pratica, di aver commesso un falso dichiarando di essere papà e mamma naturali di due bambini nati in Ucraina col sistema dell’utero in affitto. Ieri il giudice Guido Patriarchi ha liberato la coppia dall’incubo. Non c’è stato alcun falso, non c’è stata alcuna alterazione dello stato civile. Il motivo è che il papà e la mamma triestini dei gemelli nati in Ucraina non avevano alterato lo stato civile semplicemente perché quel documento presentato al Comune era stato fornito dalle autorità di quel Paese in forza di una legge che lì consente la materinità surrogata.
La coppia era andata in Ucraina dove appunto aveva “affittato” un utero in una clinica di Kiev pagando settemila euro. Poi i coniugi sono rientrati in Italia e nove mesi più tardi si sono ripresentati in Ucraina dalla donna “ingaggiata”, che stava per partorire. Infine sono rientrati a Trieste con due gemelli e un regolare certificato di nascita rilasciato dalle autorità di quel Paese. Un certificato regolare: così ha appunto sentenziato il giudice Patriarchi. Il papà e la mamma per legge erano raggianti ieri mattina quando assieme all’avvocato Sergio Mameli sono usciti dall’aula del Gup dove si è svolto il processo. Occhi lucidi e mano nella mano.
Il pm Lucia Baldovin non era presente al momento della lettura della sentenza. Nella sua requisitoria, lo scorso aprile, aveva chiesto una condanna pesante: due anni e 4 mesi per aver voluto un figlio a tutti i costi nonostante la loro fosse un’età ormai più che matura. A rappresentare l’accusa ieri è stato pm Federico Frezza.
L'indagine era stata avviata su segnalazione del Comune di Trieste: un funzionario dell'ufficio anagrafe non aveva ritenuto possibile che una donna nata nel 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in pieno svolgimento e dunque alla veneranda età di 67 anni, potesse avere assunto il ruolo di partoriente, mettendo al mondo due gemelli. Non si era fidato di quel certificato vero consegnato a Kiev alla coppia di triestini. Vi si legge che la triestina pensionata è la madre dei due bambini nati a Zhytomyr il 9 dicembre 2011. A Kiev la legge ammette come detto la cosiddetta maternità surrogata, mentre nel nostro Paese è reato affittare o prendere in affitto un utero per mettere al mondo un figlio che in altri modi non si riesce ad avere. O per incompatibilità genetica tra la coppia che lo desidera disperatamente, o, come in questo caso, per raggiunti limiti di età biologica di uno o di entrambi i coniugi o conviventi, come è avvenuto.
Certo è che questa è una vicenda di estrema complessità che esula in buona parte dall'aspetto giuridico in senso stretto. La sentenza pronunciata dal giudice in sostanza ha interpretato il concetto secondo il quale può essere considerata comunque mamma in tutto e per tutto anche una donna che non abbia portato nel proprio grembo il bimbo e che non lo abbia sentito muoversi, scalciare, agitarsi per mesi e mesi. In questo caso la donna ha deciso che il seme del coniuge andasse a una ragazza ucraina che si è messa a disposizione della coppia per una certa somma di denaro, non per amore. Ma lei è mamma lo stesso. Perché non solo non ha violato la legge, ma ha anche - bisogna sottolinearlo - fatto un atto d’amore.
L'ex repubblica sovietica non è sola in questo grande mercato degli uteri in affitto perché quanto viene contestato come reato ai due coniugi triestini, è del tutto lecito in Gran Bretagna, Svizzera, Canada, Israele e in Usa. La differenza è che nelle cliniche specializzate di Kiev costa meno che altrove. Solo una questione di soldi.
Quindi siamo tranquilli e godiamoci i nostri figli.
Utero in affitto, assolta la coppia tornata dall’Ucraina con i gemelli
Lei ha quasi 70 anni, lui 57: erano accusati di avere falsificato lo stato civile dicendosi genitori naturali dei piccoli. Ma il giudice ha riconosciuto la norma del Paese ex Urss che consente la maternità surrogata.
Assolti. Ora sono mamma e papà a tutti gli effetti. Anche quello giudiziario. Quasi 70 anni lei, 57 lui: erano accusati dal pm Lucia Baldovin di alterazione dello stato civile. Ossia, in pratica, di aver commesso un falso dichiarando di essere papà e mamma naturali di due bambini nati in Ucraina col sistema dell’utero in affitto. Ieri il giudice Guido Patriarchi ha liberato la coppia dall’incubo. Non c’è stato alcun falso, non c’è stata alcuna alterazione dello stato civile. Il motivo è che il papà e la mamma triestini dei gemelli nati in Ucraina non avevano alterato lo stato civile semplicemente perché quel documento presentato al Comune era stato fornito dalle autorità di quel Paese in forza di una legge che lì consente la materinità surrogata.
La coppia era andata in Ucraina dove appunto aveva “affittato” un utero in una clinica di Kiev pagando settemila euro. Poi i coniugi sono rientrati in Italia e nove mesi più tardi si sono ripresentati in Ucraina dalla donna “ingaggiata”, che stava per partorire. Infine sono rientrati a Trieste con due gemelli e un regolare certificato di nascita rilasciato dalle autorità di quel Paese. Un certificato regolare: così ha appunto sentenziato il giudice Patriarchi. Il papà e la mamma per legge erano raggianti ieri mattina quando assieme all’avvocato Sergio Mameli sono usciti dall’aula del Gup dove si è svolto il processo. Occhi lucidi e mano nella mano.
Il pm Lucia Baldovin non era presente al momento della lettura della sentenza. Nella sua requisitoria, lo scorso aprile, aveva chiesto una condanna pesante: due anni e 4 mesi per aver voluto un figlio a tutti i costi nonostante la loro fosse un’età ormai più che matura. A rappresentare l’accusa ieri è stato pm Federico Frezza.
L'indagine era stata avviata su segnalazione del Comune di Trieste: un funzionario dell'ufficio anagrafe non aveva ritenuto possibile che una donna nata nel 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in pieno svolgimento e dunque alla veneranda età di 67 anni, potesse avere assunto il ruolo di partoriente, mettendo al mondo due gemelli. Non si era fidato di quel certificato vero consegnato a Kiev alla coppia di triestini. Vi si legge che la triestina pensionata è la madre dei due bambini nati a Zhytomyr il 9 dicembre 2011. A Kiev la legge ammette come detto la cosiddetta maternità surrogata, mentre nel nostro Paese è reato affittare o prendere in affitto un utero per mettere al mondo un figlio che in altri modi non si riesce ad avere. O per incompatibilità genetica tra la coppia che lo desidera disperatamente, o, come in questo caso, per raggiunti limiti di età biologica di uno o di entrambi i coniugi o conviventi, come è avvenuto.
Certo è che questa è una vicenda di estrema complessità che esula in buona parte dall'aspetto giuridico in senso stretto. La sentenza pronunciata dal giudice in sostanza ha interpretato il concetto secondo il quale può essere considerata comunque mamma in tutto e per tutto anche una donna che non abbia portato nel proprio grembo il bimbo e che non lo abbia sentito muoversi, scalciare, agitarsi per mesi e mesi. In questo caso la donna ha deciso che il seme del coniuge andasse a una ragazza ucraina che si è messa a disposizione della coppia per una certa somma di denaro, non per amore. Ma lei è mamma lo stesso. Perché non solo non ha violato la legge, ma ha anche - bisogna sottolinearlo - fatto un atto d’amore.
L'ex repubblica sovietica non è sola in questo grande mercato degli uteri in affitto perché quanto viene contestato come reato ai due coniugi triestini, è del tutto lecito in Gran Bretagna, Svizzera, Canada, Israele e in Usa. La differenza è che nelle cliniche specializzate di Kiev costa meno che altrove. Solo una questione di soldi.
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
evviva!!!
siamo tutti stracontenti di questa notizia!!!
Grazie Giova
Kekale
siamo tutti stracontenti di questa notizia!!!

Grazie Giova
Kekale
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
MA MEGLIO DI COSI'...!!!!!
A QUESTO PUNTO LA LEGGE 40 E' PROPRIO DISTRUTTA !!!!
TANTI AUGURI A TUTTI CHE DEVONO FARE LA SURROGATA, ORA POTETE STARE TRANQUILLI !!!!!
Cari Bitexisini/e, vi riporto l'articolo sul quotidiano "Piccolo" di 6 giorni fa in merito alla coppia di Trieste che era stata rinviata a giudizio: QUESTA è LA PROVA OGGETTIVA CHE NON C'E' NESSUN REATO.
Quindi siamo tranquilli e godiamoci i nostri figli.
Utero in affitto, assolta la coppia tornata dall’Ucraina con i gemelli
Lei ha quasi 70 anni, lui 57: erano accusati di avere falsificato lo stato civile dicendosi genitori naturali dei piccoli. Ma il giudice ha riconosciuto la norma del Paese ex Urss che consente la maternità surrogata.
Assolti. Ora sono mamma e papà a tutti gli effetti. Anche quello giudiziario. Quasi 70 anni lei, 57 lui: erano accusati dal pm Lucia Baldovin di alterazione dello stato civile. Ossia, in pratica, di aver commesso un falso dichiarando di essere papà e mamma naturali di due bambini nati in Ucraina col sistema dell’utero in affitto. Ieri il giudice Guido Patriarchi ha liberato la coppia dall’incubo. Non c’è stato alcun falso, non c’è stata alcuna alterazione dello stato civile. Il motivo è che il papà e la mamma triestini dei gemelli nati in Ucraina non avevano alterato lo stato civile semplicemente perché quel documento presentato al Comune era stato fornito dalle autorità di quel Paese in forza di una legge che lì consente la materinità surrogata.
La coppia era andata in Ucraina dove appunto aveva “affittato” un utero in una clinica di Kiev pagando settemila euro. Poi i coniugi sono rientrati in Italia e nove mesi più tardi si sono ripresentati in Ucraina dalla donna “ingaggiata”, che stava per partorire. Infine sono rientrati a Trieste con due gemelli e un regolare certificato di nascita rilasciato dalle autorità di quel Paese. Un certificato regolare: così ha appunto sentenziato il giudice Patriarchi. Il papà e la mamma per legge erano raggianti ieri mattina quando assieme all’avvocato Sergio Mameli sono usciti dall’aula del Gup dove si è svolto il processo. Occhi lucidi e mano nella mano.
Il pm Lucia Baldovin non era presente al momento della lettura della sentenza. Nella sua requisitoria, lo scorso aprile, aveva chiesto una condanna pesante: due anni e 4 mesi per aver voluto un figlio a tutti i costi nonostante la loro fosse un’età ormai più che matura. A rappresentare l’accusa ieri è stato pm Federico Frezza.
L'indagine era stata avviata su segnalazione del Comune di Trieste: un funzionario dell'ufficio anagrafe non aveva ritenuto possibile che una donna nata nel 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in pieno svolgimento e dunque alla veneranda età di 67 anni, potesse avere assunto il ruolo di partoriente, mettendo al mondo due gemelli. Non si era fidato di quel certificato vero consegnato a Kiev alla coppia di triestini. Vi si legge che la triestina pensionata è la madre dei due bambini nati a Zhytomyr il 9 dicembre 2011. A Kiev la legge ammette come detto la cosiddetta maternità surrogata, mentre nel nostro Paese è reato affittare o prendere in affitto un utero per mettere al mondo un figlio che in altri modi non si riesce ad avere. O per incompatibilità genetica tra la coppia che lo desidera disperatamente, o, come in questo caso, per raggiunti limiti di età biologica di uno o di entrambi i coniugi o conviventi, come è avvenuto.
Certo è che questa è una vicenda di estrema complessità che esula in buona parte dall'aspetto giuridico in senso stretto. La sentenza pronunciata dal giudice in sostanza ha interpretato il concetto secondo il quale può essere considerata comunque mamma in tutto e per tutto anche una donna che non abbia portato nel proprio grembo il bimbo e che non lo abbia sentito muoversi, scalciare, agitarsi per mesi e mesi. In questo caso la donna ha deciso che il seme del coniuge andasse a una ragazza ucraina che si è messa a disposizione della coppia per una certa somma di denaro, non per amore. Ma lei è mamma lo stesso. Perché non solo non ha violato la legge, ma ha anche - bisogna sottolinearlo - fatto un atto d’amore.
L'ex repubblica sovietica non è sola in questo grande mercato degli uteri in affitto perché quanto viene contestato come reato ai due coniugi triestini, è del tutto lecito in Gran Bretagna, Svizzera, Canada, Israele e in Usa. La differenza è che nelle cliniche specializzate di Kiev costa meno che altrove. Solo una questione di soldi.[/quote]
A QUESTO PUNTO LA LEGGE 40 E' PROPRIO DISTRUTTA !!!!
TANTI AUGURI A TUTTI CHE DEVONO FARE LA SURROGATA, ORA POTETE STARE TRANQUILLI !!!!!
Cari Bitexisini/e, vi riporto l'articolo sul quotidiano "Piccolo" di 6 giorni fa in merito alla coppia di Trieste che era stata rinviata a giudizio: QUESTA è LA PROVA OGGETTIVA CHE NON C'E' NESSUN REATO.
Quindi siamo tranquilli e godiamoci i nostri figli.
Utero in affitto, assolta la coppia tornata dall’Ucraina con i gemelli
Lei ha quasi 70 anni, lui 57: erano accusati di avere falsificato lo stato civile dicendosi genitori naturali dei piccoli. Ma il giudice ha riconosciuto la norma del Paese ex Urss che consente la maternità surrogata.
Assolti. Ora sono mamma e papà a tutti gli effetti. Anche quello giudiziario. Quasi 70 anni lei, 57 lui: erano accusati dal pm Lucia Baldovin di alterazione dello stato civile. Ossia, in pratica, di aver commesso un falso dichiarando di essere papà e mamma naturali di due bambini nati in Ucraina col sistema dell’utero in affitto. Ieri il giudice Guido Patriarchi ha liberato la coppia dall’incubo. Non c’è stato alcun falso, non c’è stata alcuna alterazione dello stato civile. Il motivo è che il papà e la mamma triestini dei gemelli nati in Ucraina non avevano alterato lo stato civile semplicemente perché quel documento presentato al Comune era stato fornito dalle autorità di quel Paese in forza di una legge che lì consente la materinità surrogata.
La coppia era andata in Ucraina dove appunto aveva “affittato” un utero in una clinica di Kiev pagando settemila euro. Poi i coniugi sono rientrati in Italia e nove mesi più tardi si sono ripresentati in Ucraina dalla donna “ingaggiata”, che stava per partorire. Infine sono rientrati a Trieste con due gemelli e un regolare certificato di nascita rilasciato dalle autorità di quel Paese. Un certificato regolare: così ha appunto sentenziato il giudice Patriarchi. Il papà e la mamma per legge erano raggianti ieri mattina quando assieme all’avvocato Sergio Mameli sono usciti dall’aula del Gup dove si è svolto il processo. Occhi lucidi e mano nella mano.
Il pm Lucia Baldovin non era presente al momento della lettura della sentenza. Nella sua requisitoria, lo scorso aprile, aveva chiesto una condanna pesante: due anni e 4 mesi per aver voluto un figlio a tutti i costi nonostante la loro fosse un’età ormai più che matura. A rappresentare l’accusa ieri è stato pm Federico Frezza.
L'indagine era stata avviata su segnalazione del Comune di Trieste: un funzionario dell'ufficio anagrafe non aveva ritenuto possibile che una donna nata nel 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in pieno svolgimento e dunque alla veneranda età di 67 anni, potesse avere assunto il ruolo di partoriente, mettendo al mondo due gemelli. Non si era fidato di quel certificato vero consegnato a Kiev alla coppia di triestini. Vi si legge che la triestina pensionata è la madre dei due bambini nati a Zhytomyr il 9 dicembre 2011. A Kiev la legge ammette come detto la cosiddetta maternità surrogata, mentre nel nostro Paese è reato affittare o prendere in affitto un utero per mettere al mondo un figlio che in altri modi non si riesce ad avere. O per incompatibilità genetica tra la coppia che lo desidera disperatamente, o, come in questo caso, per raggiunti limiti di età biologica di uno o di entrambi i coniugi o conviventi, come è avvenuto.
Certo è che questa è una vicenda di estrema complessità che esula in buona parte dall'aspetto giuridico in senso stretto. La sentenza pronunciata dal giudice in sostanza ha interpretato il concetto secondo il quale può essere considerata comunque mamma in tutto e per tutto anche una donna che non abbia portato nel proprio grembo il bimbo e che non lo abbia sentito muoversi, scalciare, agitarsi per mesi e mesi. In questo caso la donna ha deciso che il seme del coniuge andasse a una ragazza ucraina che si è messa a disposizione della coppia per una certa somma di denaro, non per amore. Ma lei è mamma lo stesso. Perché non solo non ha violato la legge, ma ha anche - bisogna sottolinearlo - fatto un atto d’amore.
L'ex repubblica sovietica non è sola in questo grande mercato degli uteri in affitto perché quanto viene contestato come reato ai due coniugi triestini, è del tutto lecito in Gran Bretagna, Svizzera, Canada, Israele e in Usa. La differenza è che nelle cliniche specializzate di Kiev costa meno che altrove. Solo una questione di soldi.[/quote]
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
se la coppia di trieste è stata assolta nonostante l'età di lei -70
allora anche io penso di essere da fuori ogni pericolo al miei 36
Cari Bitexisini/e, vi riporto l'articolo sul quotidiano "Piccolo" di 6 giorni fa in merito alla coppia di Trieste che era stata rinviata a giudizio: QUESTA è LA PROVA OGGETTIVA CHE NON C'E' NESSUN REATO.
Quindi siamo tranquilli e godiamoci i nostri figli.
Utero in affitto, assolta la coppia tornata dall’Ucraina con i gemelli
Lei ha quasi 70 anni, lui 57: erano accusati di avere falsificato lo stato civile dicendosi genitori naturali dei piccoli. Ma il giudice ha riconosciuto la norma del Paese ex Urss che consente la maternità surrogata.
Assolti. Ora sono mamma e papà a tutti gli effetti. Anche quello giudiziario. Quasi 70 anni lei, 57 lui: erano accusati dal pm Lucia Baldovin di alterazione dello stato civile. Ossia, in pratica, di aver commesso un falso dichiarando di essere papà e mamma naturali di due bambini nati in Ucraina col sistema dell’utero in affitto. Ieri il giudice Guido Patriarchi ha liberato la coppia dall’incubo. Non c’è stato alcun falso, non c’è stata alcuna alterazione dello stato civile. Il motivo è che il papà e la mamma triestini dei gemelli nati in Ucraina non avevano alterato lo stato civile semplicemente perché quel documento presentato al Comune era stato fornito dalle autorità di quel Paese in forza di una legge che lì consente la materinità surrogata.
La coppia era andata in Ucraina dove appunto aveva “affittato” un utero in una clinica di Kiev pagando settemila euro. Poi i coniugi sono rientrati in Italia e nove mesi più tardi si sono ripresentati in Ucraina dalla donna “ingaggiata”, che stava per partorire. Infine sono rientrati a Trieste con due gemelli e un regolare certificato di nascita rilasciato dalle autorità di quel Paese. Un certificato regolare: così ha appunto sentenziato il giudice Patriarchi. Il papà e la mamma per legge erano raggianti ieri mattina quando assieme all’avvocato Sergio Mameli sono usciti dall’aula del Gup dove si è svolto il processo. Occhi lucidi e mano nella mano.
Il pm Lucia Baldovin non era presente al momento della lettura della sentenza. Nella sua requisitoria, lo scorso aprile, aveva chiesto una condanna pesante: due anni e 4 mesi per aver voluto un figlio a tutti i costi nonostante la loro fosse un’età ormai più che matura. A rappresentare l’accusa ieri è stato pm Federico Frezza.
L'indagine era stata avviata su segnalazione del Comune di Trieste: un funzionario dell'ufficio anagrafe non aveva ritenuto possibile che una donna nata nel 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in pieno svolgimento e dunque alla veneranda età di 67 anni, potesse avere assunto il ruolo di partoriente, mettendo al mondo due gemelli. Non si era fidato di quel certificato vero consegnato a Kiev alla coppia di triestini. Vi si legge che la triestina pensionata è la madre dei due bambini nati a Zhytomyr il 9 dicembre 2011. A Kiev la legge ammette come detto la cosiddetta maternità surrogata, mentre nel nostro Paese è reato affittare o prendere in affitto un utero per mettere al mondo un figlio che in altri modi non si riesce ad avere. O per incompatibilità genetica tra la coppia che lo desidera disperatamente, o, come in questo caso, per raggiunti limiti di età biologica di uno o di entrambi i coniugi o conviventi, come è avvenuto.
Certo è che questa è una vicenda di estrema complessità che esula in buona parte dall'aspetto giuridico in senso stretto. La sentenza pronunciata dal giudice in sostanza ha interpretato il concetto secondo il quale può essere considerata comunque mamma in tutto e per tutto anche una donna che non abbia portato nel proprio grembo il bimbo e che non lo abbia sentito muoversi, scalciare, agitarsi per mesi e mesi. In questo caso la donna ha deciso che il seme del coniuge andasse a una ragazza ucraina che si è messa a disposizione della coppia per una certa somma di denaro, non per amore. Ma lei è mamma lo stesso. Perché non solo non ha violato la legge, ma ha anche - bisogna sottolinearlo - fatto un atto d’amore.
L'ex repubblica sovietica non è sola in questo grande mercato degli uteri in affitto perché quanto viene contestato come reato ai due coniugi triestini, è del tutto lecito in Gran Bretagna, Svizzera, Canada, Israele e in Usa. La differenza è che nelle cliniche specializzate di Kiev costa meno che altrove. Solo una questione di soldi.[/quote]
allora anche io penso di essere da fuori ogni pericolo al miei 36


Cari Bitexisini/e, vi riporto l'articolo sul quotidiano "Piccolo" di 6 giorni fa in merito alla coppia di Trieste che era stata rinviata a giudizio: QUESTA è LA PROVA OGGETTIVA CHE NON C'E' NESSUN REATO.
Quindi siamo tranquilli e godiamoci i nostri figli.
Utero in affitto, assolta la coppia tornata dall’Ucraina con i gemelli
Lei ha quasi 70 anni, lui 57: erano accusati di avere falsificato lo stato civile dicendosi genitori naturali dei piccoli. Ma il giudice ha riconosciuto la norma del Paese ex Urss che consente la maternità surrogata.
Assolti. Ora sono mamma e papà a tutti gli effetti. Anche quello giudiziario. Quasi 70 anni lei, 57 lui: erano accusati dal pm Lucia Baldovin di alterazione dello stato civile. Ossia, in pratica, di aver commesso un falso dichiarando di essere papà e mamma naturali di due bambini nati in Ucraina col sistema dell’utero in affitto. Ieri il giudice Guido Patriarchi ha liberato la coppia dall’incubo. Non c’è stato alcun falso, non c’è stata alcuna alterazione dello stato civile. Il motivo è che il papà e la mamma triestini dei gemelli nati in Ucraina non avevano alterato lo stato civile semplicemente perché quel documento presentato al Comune era stato fornito dalle autorità di quel Paese in forza di una legge che lì consente la materinità surrogata.
La coppia era andata in Ucraina dove appunto aveva “affittato” un utero in una clinica di Kiev pagando settemila euro. Poi i coniugi sono rientrati in Italia e nove mesi più tardi si sono ripresentati in Ucraina dalla donna “ingaggiata”, che stava per partorire. Infine sono rientrati a Trieste con due gemelli e un regolare certificato di nascita rilasciato dalle autorità di quel Paese. Un certificato regolare: così ha appunto sentenziato il giudice Patriarchi. Il papà e la mamma per legge erano raggianti ieri mattina quando assieme all’avvocato Sergio Mameli sono usciti dall’aula del Gup dove si è svolto il processo. Occhi lucidi e mano nella mano.
Il pm Lucia Baldovin non era presente al momento della lettura della sentenza. Nella sua requisitoria, lo scorso aprile, aveva chiesto una condanna pesante: due anni e 4 mesi per aver voluto un figlio a tutti i costi nonostante la loro fosse un’età ormai più che matura. A rappresentare l’accusa ieri è stato pm Federico Frezza.
L'indagine era stata avviata su segnalazione del Comune di Trieste: un funzionario dell'ufficio anagrafe non aveva ritenuto possibile che una donna nata nel 1944, quando la seconda guerra mondiale era ancora in pieno svolgimento e dunque alla veneranda età di 67 anni, potesse avere assunto il ruolo di partoriente, mettendo al mondo due gemelli. Non si era fidato di quel certificato vero consegnato a Kiev alla coppia di triestini. Vi si legge che la triestina pensionata è la madre dei due bambini nati a Zhytomyr il 9 dicembre 2011. A Kiev la legge ammette come detto la cosiddetta maternità surrogata, mentre nel nostro Paese è reato affittare o prendere in affitto un utero per mettere al mondo un figlio che in altri modi non si riesce ad avere. O per incompatibilità genetica tra la coppia che lo desidera disperatamente, o, come in questo caso, per raggiunti limiti di età biologica di uno o di entrambi i coniugi o conviventi, come è avvenuto.
Certo è che questa è una vicenda di estrema complessità che esula in buona parte dall'aspetto giuridico in senso stretto. La sentenza pronunciata dal giudice in sostanza ha interpretato il concetto secondo il quale può essere considerata comunque mamma in tutto e per tutto anche una donna che non abbia portato nel proprio grembo il bimbo e che non lo abbia sentito muoversi, scalciare, agitarsi per mesi e mesi. In questo caso la donna ha deciso che il seme del coniuge andasse a una ragazza ucraina che si è messa a disposizione della coppia per una certa somma di denaro, non per amore. Ma lei è mamma lo stesso. Perché non solo non ha violato la legge, ma ha anche - bisogna sottolinearlo - fatto un atto d’amore.
L'ex repubblica sovietica non è sola in questo grande mercato degli uteri in affitto perché quanto viene contestato come reato ai due coniugi triestini, è del tutto lecito in Gran Bretagna, Svizzera, Canada, Israele e in Usa. La differenza è che nelle cliniche specializzate di Kiev costa meno che altrove. Solo una questione di soldi.[/quote]
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
CHE SOLLIEVO !!!
NON CI POSSO CREDERE CHE ANCHE IN ITALIA C'E' LA GIUSTIZIA
SIAMO VERAMENTE MOLTO FELICI PER QUESTA COPPIA ...!
NON CI POSSO CREDERE CHE ANCHE IN ITALIA C'E' LA GIUSTIZIA


SIAMO VERAMENTE MOLTO FELICI PER QUESTA COPPIA ...!
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww
Ultima modifica di gabryaury il 24 lug 2014, 22:18, modificato 1 volta in totale.
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
Io ho sentito la stessa notizia sul TG5 delle 13, parlavano di due coppie indagate, a una di queste è stato sottratto il bambino che è stato affidato ad un istituto.
Sapete se è la coppia che era "indagata" dal tribunale dei minori.
Se ce la faccio in questi giorni cerco di raccogliere in un unico post tutte le informazioni che ci sono sul forum relative a indagini della procura. Se ce la fate datemi una mano, più informazioni abbiamo e meglio riusciamo a tutelarci.
Cara stellina, ho pensato subito a te e alla paura che devi provare in questi momenti. Coraggio, mille mille volte coraggio.
Sapete se è la coppia che era "indagata" dal tribunale dei minori.
Se ce la faccio in questi giorni cerco di raccogliere in un unico post tutte le informazioni che ci sono sul forum relative a indagini della procura. Se ce la fate datemi una mano, più informazioni abbiamo e meglio riusciamo a tutelarci.
Cara stellina, ho pensato subito a te e alla paura che devi provare in questi momenti. Coraggio, mille mille volte coraggio.
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
L'articolo a cui si riferisce Gabry è questo
http://www.ilgiorno.it/cremona/cronaca/ ... nore.shtml
http://www.ilgiorno.it/cremona/cronaca/ ... nore.shtml
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
noooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!11111
non è possibile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
prima la notizia che parla della coppia di Trieste , e il giorno dopo ne esce un'altra ... sconvolgente ...
che paese di merda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
non è possibile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
prima la notizia che parla della coppia di Trieste , e il giorno dopo ne esce un'altra ... sconvolgente ...
che paese di merda!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Re: Articolo coppia di Trieste assolta
INCREDIBILE!!!!!!
SAPETE SE C'E' STATO QUALCHE ALTRO CASO SIMILE IN PRECEDENZA?
INTENDO CHE IL BIMBO E' STATO AFFIDATO AD UN ISTITUTO ...?
O E' PER LA PRIMA VOLTA???
SAPETE SE C'E' STATO QUALCHE ALTRO CASO SIMILE IN PRECEDENZA?
INTENDO CHE IL BIMBO E' STATO AFFIDATO AD UN ISTITUTO ...?
O E' PER LA PRIMA VOLTA???