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Prima puntata:problematiche immunologiche:compatibilità hla

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habbi
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Iscritto il: 14 apr 2014, 12:03

Prima puntata:problematiche immunologiche:compatibilità hla

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Compatibilità HLA
Tutte le cellule del corpo hanno sulla loro superficie proteine o peptidi chiamati HLA (antigeni umani leucocitari). Questi antigeni rappresentano un sistema che identifica precocemente elementi estranei al corpo come germi, virus o cellule cancerose. I segnali delle cellule estranee attivano il sistema immunitario che comincia a produrre anticorpi contro gli invasori.

Durante la gravidanza il feto esprime il 50% di antigeni estranei (quelli paterni) che entrano in contatto attraverso la placenta con il sangue materno e quindi dovrebbe logicamente subire il rigetto immunologico da parte della madre.
Le azioni immunomodulatorie che scaturiscono dal rapporto madre feto determinano la produzione da parte della madre di un anticorpo chiamato anticorpo bloccante che legandosi alla placenta protegge il feto dal sistema immunitario materno.

Gli antigeni HLA di origine paterna espressi sulle cellule della placenta sono chiamati HLA-G. Quando la coppia condivide lantigene DQ alfa le molecole G paterne espresse sulla placenta sono troppo simili alle molecole G di origine materna. Quanto gli antigeni HLA di origine paterna espressi dalla placenta sono troppo simili agli antigeni HLA materni la donna non produce lanticorpo bloccante per cui il feto non è protetto, le cellule della placenta non sono stimolate nella crescita e il bambino muore. In altre parole il sistema immunitario riconosce la placenta come sé alterato (cellule cancerogene).

Ma in questo caso come si può agire? Il dottor Antonio Scotto consiglia di utilizzare la tecnica HLA
che crea un antigene umano leucocitario per generare embrioni istocompatibili con la procreazione medicalmente assistita. Oltre a questa tecnica è in ogni caso auspicabile lanalisi della zona pellucida che ne fa unossrvazione osserva quantitativa e consente la definizione della conformazione nucleare e quanto sia densa la membrana glicoproteica. Lobiettivo di questanalisi e nel poter verificare con precisione i cambiamenti strutturali dalla zona pellucida per formulare unulteriore valutazione qualitativa degli ovociti.
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