Si intende per ciclo mestruale il periodo che va dal primo giorno di una mestruazione al giorno precedente la mestruazione successiva. Durante questo periodo avvengono una serie di eventi e cambiamenti fisiologici che hanno come fine la produzione di una cellula uovo e la preparazione per l’accoglimento di una eventuale gravidanza. Tali eventi sono regolati dalla produzione di una serie di ormoni, controllata da una “triade” formata da ipofisi, ipotalamo e ovaie.
L’ipotalamo è una parte del cervello, che controlla l’attività dell’ipofisi attraverso il rilascio di sostanze dette fattori di rilascio. Nel caso del ciclo mestruale il fattore importante è il GnRH (rilascio delle gonadotropine), che permette all’ipofisi di agire sulle ovaie.
L’ipofisi è una ghiandola contenuta nella scatola cranica, che produce delle sostanze, gli ormoni, che di fatto comandano l’attività di altre ghiandole del corpo umano, come ad esempio ovaie e tiroide. Per quanto riguarda il ciclo mestruale gli ormoni che ci interessano sono l’FSH e l’LH (appunto le gonadotropine).
Le ovaie sono due ghiandole che si trovano nella parte bassa dell’addome e hanno la funzione di produrre ormoni e far maturare gli ovociti. Gli ormoni prodotti sono l’estradiolo (ormone femminile, che concorre allo sviluppo delle caratteristiche della donna, come il seno e i genitali) e il progesterone (che ha un ruolo fondamentale per l’inizio della gravidanza e per il suo mantenimento).
Il ciclo mestruale induce delle modificazioni cicliche su ovaio, endometrio e canale cervicale.
Rispetto alle ovaie, il ciclo può essere distinto in tre fasi:
fase follicolare
ovulazione
fase luteale (o luteinica)
La fase follicolare va in media dal primo al quattordicesimo giorno del ciclo (contando come primo giorno il primo giorno della mestruazione). In questo periodo l’organismo mette in atto una serie di meccanismi per portare un follicolo (il follicolo dominante) a maturazione. All’inizio la concentrazione di estradiolo è bassa e questo fa sì che l’ipotalamo produca il GnRH, che comunica all’ipofisi che è il momento di rilasciare l’FSH. Questo ormone induce la crescita di diversi follicoli, che le ovaie mettono a disposizione. In seguito però solo uno di essi arriverà a maturazione, mentre gli altri arresteranno il loro sviluppo per poi degenerare. Il follicolo dominante,detto follicolo di Graaf , si riempie di liquido e si avvicina alla superficie dell’ovaio, aumentando la produzione di estrogeni. Alla fine della fase follicolare la concentrazione di questi ormoni femminili è al massimo.
Il picco di estradiolo stimola la produzione di un secondo ormone, detto LH, che raggiunge il suo picco a metà del ciclo. Circa 10-12 ore dopo questo picco e 24-36 ore dopo il picco di estradiolo avviene l’ovulazione. L’estradiolo dopo il picco dell’LH calerà drasticamente.
Immediatamente prima che il follicolo si rompa e che l’ovocita venga rilasciato, le cellule dell’interno del follicolo iniziano a crescere di dimensione e a produrre progesterone, formando il corpo luteo. Il progesterone è molto importante perché comanda un rialzo di FSH, con conseguente liberazione dell’ovocita dal follicolo. Terminato questo processo le gonadotropine (FSH e LH) diminuiscono.

Il ciclo mestruale (ovarico, uterino, end
Re: Il ciclo mestruale (ovarico, uterino, end
La seconda parte del ciclo (fase luteale o luteinica) dura mediamente dal quindicesimo al ventottesimo giorno. Rientrano nei parametri normali fasi luteali che durino dagli 11 ai 17 giorni.
Avvenuta l’ovulazione, il follicolo si riempie di sangue, le sue cellule si ingrandiscono e formano appunto il corpo luteo, che inizia a comportarsi come una ghiandola e a produrre progesterone, indispensabile a preparare l’endometrio per l’attecchimento e il mantenimento dell’embrione nelle prime fasi della gravidanza. Tra il ventesimo e il ventitreesimo giorno il progesterone raggiunge il suo picco, dopo di che inizierà (se non si è impiantata la gravidanza) a scendere, accelerando la caduta verso il ventisettesimo giorno.
In questa fase avviene anche la produzione di estrogeni, che dopo essere calati a metà ciclo, salgono di nuovo, raggiungendo un nuovo picco in concomitanza col picco di progesterone. Estrogeni e progesterone al massimo comandano l’arresto della produzione di GnRH (e conseguentemente di FSH e LH), dopo di che inizierà il loro declino.
Se è iniziata la gravidanza la struttura che evolverà in placenta, detta trofoblasto, inzierà a produrre l’ormone della gravidanza (HCG) in quantità crescenti, mantenendo in funzione il corpo luteo per le prime settimane di gravidanza, trascorse le quali la placenta sarà in grado di fornire progesterone in modo autonomo. Se invece non c’è stato annodamento il corpo luteo andrà incontro a degenerazione e inizierà un nuovo ciclo mestruale.
Conseguentemente ai cambiamenti di concentrazione ormonali, anche l’endometrio si modificherà durante tutto il ciclo. Si possono distinguere i seguenti stadi:
mestruale
proliferativo
secretivo
Durante lo stadio mestruale (dal primo al quinto giorno in media) abbiamo la mestruazione, che consiste nello sfaldamento dell’endometrio, con conseguente espulsione di tessuto e sangue. Già durante questo periodo inizia lo sviluppo di un nuovo follicolo e le ovaie si preparano ad una nuova ovulazione. La mestruazione avviene solo nel caso in cui non ci sia stata fecondazione e attecchimento dell’embrione.
Avvenuta l’ovulazione, il follicolo si riempie di sangue, le sue cellule si ingrandiscono e formano appunto il corpo luteo, che inizia a comportarsi come una ghiandola e a produrre progesterone, indispensabile a preparare l’endometrio per l’attecchimento e il mantenimento dell’embrione nelle prime fasi della gravidanza. Tra il ventesimo e il ventitreesimo giorno il progesterone raggiunge il suo picco, dopo di che inizierà (se non si è impiantata la gravidanza) a scendere, accelerando la caduta verso il ventisettesimo giorno.
In questa fase avviene anche la produzione di estrogeni, che dopo essere calati a metà ciclo, salgono di nuovo, raggiungendo un nuovo picco in concomitanza col picco di progesterone. Estrogeni e progesterone al massimo comandano l’arresto della produzione di GnRH (e conseguentemente di FSH e LH), dopo di che inizierà il loro declino.
Se è iniziata la gravidanza la struttura che evolverà in placenta, detta trofoblasto, inzierà a produrre l’ormone della gravidanza (HCG) in quantità crescenti, mantenendo in funzione il corpo luteo per le prime settimane di gravidanza, trascorse le quali la placenta sarà in grado di fornire progesterone in modo autonomo. Se invece non c’è stato annodamento il corpo luteo andrà incontro a degenerazione e inizierà un nuovo ciclo mestruale.
Conseguentemente ai cambiamenti di concentrazione ormonali, anche l’endometrio si modificherà durante tutto il ciclo. Si possono distinguere i seguenti stadi:
mestruale
proliferativo
secretivo
Durante lo stadio mestruale (dal primo al quinto giorno in media) abbiamo la mestruazione, che consiste nello sfaldamento dell’endometrio, con conseguente espulsione di tessuto e sangue. Già durante questo periodo inizia lo sviluppo di un nuovo follicolo e le ovaie si preparano ad una nuova ovulazione. La mestruazione avviene solo nel caso in cui non ci sia stata fecondazione e attecchimento dell’embrione.
Re: Il ciclo mestruale (ovarico, uterino, end
Dopo la mestruazione e fino all’ovulazione avviene la crescita del follicolo dominante (stadio proliferativi). In questa fase la concentrazione di estrogeni aumenta, favorendo la crescita dell’endometrio, che in quest’epoca è fortemente vascolarizzato. Avviene inoltre lo sviluppo di piccole ghiandole che in caso di gravidanza provvedono a fornire materiale nutritivo all’ovocita fecondato.
A metà del ciclo l’endometrio è composto prevalentemente di tessuto ghiandolare che produce muco. Lo sviluppo di questo tessuto si completerà nel momento in cui inizia la produzione di progesterone. Fino ad allora non ci sarà l’ambiente favorevole all’attecchimento dell’embrione. Dal momento in cui viene rilasciato l’ovocita al momento in cui, dopo la fecondazione, questo torna in utero attraverso le tube, si sviluppa il corpo luteo, che come abbiamo detto secerne progesterone. Perché avvenga l’impianto la quantità di progesterone prodotta deve essere sufficiente a preparare l’endometrio (fase secretiva).
Nella fase secretiva l’endometrio si ispessisce, le ghiandole del suo tessuto si allungano e i vasi sanguigni si attorcigliano. Se non avviene l’impianto, la degenerazione del corpo luteo fa calare il livello ormonale, per cui l’endometrio non riesce a mantenere il suo spessore, si sfalda e inizia la nuova mestruazione. Se invece c’è stato impianto l’endometrio rimarrà spesso e potrà nutrire l’ovocita fecondato e consentirne l’annidamento. Anche il corpo luteo, come abbiamo detto, rimarrà in funzione stimolato dall’HCG e produrrà gli ormoni fino al momento in cui diventerà operativa la placenta.
Anche la mucosa della cervice uterina va incontro a diverse modificazioni nell’arco di un ciclo mestruale.
All’inizio le ghiandole cervicali sono poco ramificate e hanno un rivestimento epiteliale basso. In seguito le ramificazioni aumentano e il rivestimento si fa più alto. L’epitelio il questa fase secerne muco. Tutto ritorna come al principio nella fase secretiva (inclusa l’assenza di muco).
Il muco ha delle funzioni molto importanti nella fecondazione, poiché favorisce il passaggio degli spermatozoi e li difende dalle secrezioni vaginali, normalmente acide. La produzione di muco aumenta con l’aumentare degli estrogeni e in prossimità dell’ovulazione si trasforma, diventando chiaro, trasparente, fluido e filante come chiara d’uovo. Se viene osservato al microscopio si vedrà che tende a cristallizzarsi, formando come delle foglie di felce. Tutte queste modificazioni sono importanti per il passaggio degli spermatozoi. Queste caratteristiche vengono poi perse nella seconda parte del ciclo, a causa dell’azione del progesterone.
A metà del ciclo l’endometrio è composto prevalentemente di tessuto ghiandolare che produce muco. Lo sviluppo di questo tessuto si completerà nel momento in cui inizia la produzione di progesterone. Fino ad allora non ci sarà l’ambiente favorevole all’attecchimento dell’embrione. Dal momento in cui viene rilasciato l’ovocita al momento in cui, dopo la fecondazione, questo torna in utero attraverso le tube, si sviluppa il corpo luteo, che come abbiamo detto secerne progesterone. Perché avvenga l’impianto la quantità di progesterone prodotta deve essere sufficiente a preparare l’endometrio (fase secretiva).
Nella fase secretiva l’endometrio si ispessisce, le ghiandole del suo tessuto si allungano e i vasi sanguigni si attorcigliano. Se non avviene l’impianto, la degenerazione del corpo luteo fa calare il livello ormonale, per cui l’endometrio non riesce a mantenere il suo spessore, si sfalda e inizia la nuova mestruazione. Se invece c’è stato impianto l’endometrio rimarrà spesso e potrà nutrire l’ovocita fecondato e consentirne l’annidamento. Anche il corpo luteo, come abbiamo detto, rimarrà in funzione stimolato dall’HCG e produrrà gli ormoni fino al momento in cui diventerà operativa la placenta.
Anche la mucosa della cervice uterina va incontro a diverse modificazioni nell’arco di un ciclo mestruale.
All’inizio le ghiandole cervicali sono poco ramificate e hanno un rivestimento epiteliale basso. In seguito le ramificazioni aumentano e il rivestimento si fa più alto. L’epitelio il questa fase secerne muco. Tutto ritorna come al principio nella fase secretiva (inclusa l’assenza di muco).
Il muco ha delle funzioni molto importanti nella fecondazione, poiché favorisce il passaggio degli spermatozoi e li difende dalle secrezioni vaginali, normalmente acide. La produzione di muco aumenta con l’aumentare degli estrogeni e in prossimità dell’ovulazione si trasforma, diventando chiaro, trasparente, fluido e filante come chiara d’uovo. Se viene osservato al microscopio si vedrà che tende a cristallizzarsi, formando come delle foglie di felce. Tutte queste modificazioni sono importanti per il passaggio degli spermatozoi. Queste caratteristiche vengono poi perse nella seconda parte del ciclo, a causa dell’azione del progesterone.