Valutazione e selezione degli ovociti per la fecondazione in vitro
In cicli di fecondazione in vitro è molto importante riuscire ad ottenere dalla stimolazione ovociti di ottima qualità, dato che quelli immaturi o di scarsa qualità daranno origine a mancate fecondazioni o a embrioni con scarsa possibilità di impianto e di una gravidanza che continui.
Per avere questi risultati è molto importante la valutazione preliminare della paziente (per poter assegnare un protocollo personalizzato), il monitoraggio ecografico e ormonale e la scelta corretta del momento per la somministrazione dell’HCG per indurre l’ovulazione.
Vediamo come si formano gli ovociti.
Il processo in base al quale si formano ovociti e spermatozoi viene detto gametogenesi. Durante la vita embrionale le cellule primordiali migrano verso le gonadi (ossia testicolo e ovaie), dove iniziano a dividersi: da una cellula madre si formano due cellule figlie con stesse caratteristiche e stesso numero di cromosomi (46). Questo tipo di divisione viene detta mitotica e termina prima della nascita, quando inizia la divisione meiotica. Le cellule figlie che si formeranno da ora in poi avranno solo 23 cromosomi ciascuna. Questo corredo cromosomico è detto aploide.
Il ciclo mestruale funziona grazie all’azione fondamentalmente di due ormoni: l’FSH e l’LH (vedi schede Dosaggi ormonali e Il ciclo mestruale). All’inizio del ciclo l’ormone FSH permetterà la crescita del follicolo. Intorno alla metà del ciclo un picco dell’ormone LH permetterà all’ovocita contenuto del follicolo di maturare e farà scattare l’ovulazione. Dalla sua formazione l’ovocita infatti si era mantenuto all’interno del follicolo antrale in condizione di arresto. Questa fase è estremamente importante, in quanto grazie alla maturazione l’ovocita sarà in grado di interagire con lo spermatozoo che entrerà al suo interno, bloccando l’ingresso di altri spermatozoi e attivando tutte quelle azioni che porteranno alla fusione del DNA materno con quello paterno.
E’ per questo motivo che la valutazione degli ovociti in sede di fertilizzazione è così rilevante per la riuscita di un ciclo di fecondazione in vitro. Gli ovociti fertilizzati troppo presto possono non permettere la fecondazione oppure fecondarsi in modo non normale.
Per valutare la morfologia degli ovociti si usa uno strumento che si chiama stereomicroscopio, che consente un sufficiente ingrandimento e mantiene la temperatura costante tramite una piastra riscaldata. Allo stadio attuale questo tipo di osservazione rimane l’unica possibile.
In generale la maggior parte degli ovociti prelevati saranno ad uno stadio di maturazione ottimale (metafase II), una parte saranno immaturi e la parte restante avranno già iniziato il processo di deterioramento detto atresia.

Valutazione e selezione degli ovociti per la fecondazione
Re: Valutazione e selezione degli ovociti per la fecondazion
All’ovocita aderiscono esternamente delle cellule che lo circondano, dette cellule del comulo ooforo e della corona radiata. Questo impedisce di poter vedere bene il nucleo e la struttura interna dell’ovocita. Per visionare meglio quanto ci interessa l’ovocita col suo complesso di cellule del cumulo viene trattato in una maniera particolare, che consente alle cellule di espandersi, rivelando il citoplasma, la zona pellucida e lo spazio perivitellino dell’ovocita. Questo verrà messo in coltura con gli spermatozoi per la FIVET, mentre per la ICSI si procederà a eliminare le cellule del cumulo, lasciando libero l’ovocita per una migliore manipolazione dello stesso.
L’avvento della ICSI ha rivoluzionato in certo qual modo la classificazione degli ovociti e della loro maturità. Attualmente si ritiene che solo gli ovociti nello stato di metafase II, con vescicola germinale (grosso nucleo dell’ovocita) non visibile e primo globulo polare visibile sono da considerarsi utili per la fertilizzazione.
Gli ovociti vengono classificati in 4 categorie: profase I, metafase I, metafase II, post-maturo.
Nei primi due casi l’ovocita sarà immaturo, nell’ultimo avrà il citoplasma degenerato e solo nel terzo caso (metafase II) sarà maturo e idoneo per la fertilizzazione.
Durante la divisione meiotica (vedi sopra) i cromosomi dell’ovocita si allineano all’interno di una struttura a forma di fuso, che si chiama fuso meiotico. E’ molto importante che il fuso meiotico sia integro perché la meiosi si compia correttamente e perché altrettanto faccia la fertilizzazione. Tuttavia i microelementi che compongono questa struttura sono molto delicati e tendo a rovinarsi facilmente e questo può avvenire anche durante la manipolazione dell’ovocita nel corso della ICSI. Altri fattori che possono danneggiare il fuso sono l’età materna avanzata e la permanenza eccessiva in vitro dell’ovocita dopo che è stato prelevato.
Di recente, per evitare questo problema, è stato messo a punto un sistema che permette di visualizzare la posizione del fuso durante la ICSI. Si tratta di un sistema di luce polarizzata collegata ad un software di immagini. Tale sistema è detto Polscopio.
Altre tecniche si basano su indagini biochimiche e strutturali (come l’analisi del globulo polare).
In sostanza gli studi più recenti hanno dimostrato che la scelta qualitativa degli ovociti ha un’importanza rilevante per la riuscita della fecondazione e anche per evitare l’abortività precoce, che può dipendere anche dalla cattiva qualità degli ovociti fertilizzati.
L’avvento della ICSI ha rivoluzionato in certo qual modo la classificazione degli ovociti e della loro maturità. Attualmente si ritiene che solo gli ovociti nello stato di metafase II, con vescicola germinale (grosso nucleo dell’ovocita) non visibile e primo globulo polare visibile sono da considerarsi utili per la fertilizzazione.
Gli ovociti vengono classificati in 4 categorie: profase I, metafase I, metafase II, post-maturo.
Nei primi due casi l’ovocita sarà immaturo, nell’ultimo avrà il citoplasma degenerato e solo nel terzo caso (metafase II) sarà maturo e idoneo per la fertilizzazione.
Durante la divisione meiotica (vedi sopra) i cromosomi dell’ovocita si allineano all’interno di una struttura a forma di fuso, che si chiama fuso meiotico. E’ molto importante che il fuso meiotico sia integro perché la meiosi si compia correttamente e perché altrettanto faccia la fertilizzazione. Tuttavia i microelementi che compongono questa struttura sono molto delicati e tendo a rovinarsi facilmente e questo può avvenire anche durante la manipolazione dell’ovocita nel corso della ICSI. Altri fattori che possono danneggiare il fuso sono l’età materna avanzata e la permanenza eccessiva in vitro dell’ovocita dopo che è stato prelevato.
Di recente, per evitare questo problema, è stato messo a punto un sistema che permette di visualizzare la posizione del fuso durante la ICSI. Si tratta di un sistema di luce polarizzata collegata ad un software di immagini. Tale sistema è detto Polscopio.
Altre tecniche si basano su indagini biochimiche e strutturali (come l’analisi del globulo polare).
In sostanza gli studi più recenti hanno dimostrato che la scelta qualitativa degli ovociti ha un’importanza rilevante per la riuscita della fecondazione e anche per evitare l’abortività precoce, che può dipendere anche dalla cattiva qualità degli ovociti fertilizzati.