La sindrome di Turner o disgenesia gonadica è una patologia di origine cromosomica che riguarda solo gli individui di sesso femminile. E’ dovuta ad una anomalia del cromosoma sessuale X e colpisce in media una bimba su 2000-2500 nate. Sembra che questa condizione cromosomica sia di origine casuale e non dipenda dalla madre o dal padre.
Com’è noto, la caratteristica femminile è quella di avere due cromosomi sessuali di tipo X (mentre i maschi ne hanno uno X e uno Y). Le bimbe affette dalla sindrome di Turner sono prive di un intero cromosoma X in ciascuna cellula (30-40% dei casi) oppure (60-70% dei casi) presentano forme in cui alcune cellule mancano di uno dei cromosomi mentre altre ne hanno una duplice copia oppure ancora uno dei due cromosomi è danneggiato. Si ritiene che il 10% degli aborti spontanei riguardi feti che presentano l’assenza di un cromosoma X (cariotipo 45,X).
La sintomatologia della sindrome è meno evidente nei soggetti che presentano le forme a mosaico oppure danneggiamenti del cromosoma, più grave in quelli che mancano del cromosoma.
Tipici segni riguardano il viso, che presenta le palpebre superiori abbassate (ptosi) e una plica cutanea che si estende tra la palpebra superiore e l’inferiore (epicanto). Le orecchie inoltre sono spesso grandi e impiantate più in basso rispetto alla norma, il collo è spesso corto, il torace è largo e presenta i capezzoli molto distanziati. Tipica è la forma dello scheletro, con un’alterazione dell’osso del gomito detta cubito valgo, anomalie dell’avambraccio (segno di Madelung), spesso scoliosi, quarto e quinto dito della mano e del piede a volte più corti del normale). La scarsa produzione di ormoni fa si che spesso l’età ossea sia inferiore a quella reale.
Per quanto riguarda gli organi interni, quelli maggiormente colpiti sono a carico dell’apparato cardiovascolare. Questa condizione riguarda il 25% delle nate con la sindrome. Le anomalie congenite interessano di preferenza il cuore sinistro, ma possono anche riguardare il destro. Con le diagnosi prenatali è possibile individuare per via ecografica alcuni segnali che possono far pensare alla sindrome di Turner. Le problematiche cardiache sono oggi risolte chirurgicamente.
I soggetti con sindrome di Turner hanno anche un’aumentata incidenza di dilatazione dell’aorta, anche quando non presentano altri fattori di predisposizione come l’ipertensione o la cardiopatia congenita. La carenza di ormoni estrogeni potrebbe anche essere responsabile di difetti delle pareti arteriose. Nel 50% delle pazienti adulte si ha pressione alta, condizione che si manifesta molto precocemente.
E’ maggiormente frequente rispetto alla popolazione generale anche l’incidenza di malformazioni dellìapparato urinario (30% dei casi). L’anomalia più frequente è il rene a ferro di cavallo, anche se non sempre comporta problemi di funzionalità. Il 15% delle pazienti presenta problematiche a livello di pelvi o uretere, che in alcuni casi possono essere risolti per via chirurgica.
Le donne affette dalla sindrome hanno una predisposizione anche a problematiche dell’orecchio medio e interno. Vanno tenute sotto controllo le otiti, perché potrebbero degenerare in problemi audiologici.
Si osserva inoltre una maggiore frequenza delle malattie autoimmuni, in particolare della celiachia.

Genetica: la sindrome di Turner
Re: Genetica: la sindrome di Turner
Per quanto riguarda il metabolismo, si hanno spesso problematiche di ipercolesterolemia e di livelli elevati di trigliceridi. Molte donne adulte sviluppano insulino resistenza e diabete mellito.
L’aumentata produzione di enzimi epatici determina spesso problemi al fegato, come fibrosi, cirrosi, infiammazioni.
La manifestazione più tipica ed evidente riguarda la bassa statura. L’accrescimento rallenta con l’età, perché la scarsa produzione di ormoni sessuali non consente la crescita che si ha normalmente nella pubertà. La statura media in età adulta non arriva ai 145 cm.
Altra manifestazione tipica riguarda le gonadi. La maggior parte delle pazienti ha insufficienza ovarica e va incontro a menopausa precoce. Le donne che hanno mestruazioni spontanee sono pochissime e pochissime sono in grado di procreare (intorno al 5%).
Da un punto di vista intellettivo, sembra che non ci siano problemi di ritardo mentale, anche se alcuni deficit tipici (da un punto di vista visivo e motorio) possono causare problemi di apprendimento. Da questo punto di vista è molto importante l’ambiente in cui la bimba vive e cresce, l’aiuto che possono dare familiari e insegnanti, che devono cercare di supportare e spingere la bimba ad aprirsi verso l’esterno piuttosto che a proteggerla da tutto. Un atteggiamento meno oppressivo sembra avere maggiori risultati sullo sviluppo psichico.
Le donne affette dalla sindrome di Turner hanno un’aspettativa di vita pari a quella della popolazione femminile sana. Per quanto riguarda invece la qualità della vita è possibile dare supporti medici e farmacologici per ridurre la sintomatologia. Si somministrano ormoni della crescita per il problema della bassa statura, in dosi massicce e per periodi di tempo prolungati, e terapie ormonali per lo sviluppo dei caratteri sessuali a partire dalla pubertà. Si è osservato che iniziare le terapie precocemente conduce a buoni risultati. Alcune ragazze raggiungono un’altezza superiore alla media delle affette da sindrome.
Per quanto riguarda l’infertilità si possono utilizzare le tecniche di procreazione assistita. Particolare attenzione andrà posta ai problemi cardiaci e renali che andranno monitorati strettamente.
Non è possibile purtroppo fare prevenzione o curare la sindrome, tuttavia questa anomalia può essere rilevata tramite le comuni indagini prenatali (amniocentesi e villocentesi). Dopo la nascita è possibile rilevare la sindrome tramite l’analisi del cariotipo, dalla quale emerge l’anomalia del cromosoma X. Tale anomalia, come detto, può riguardare tutte le cellule (monosemia completa) oppure solo alcune ovvero presentare forme a mosaico che non riguardano tutte le cellule. Esiste una sindrome che presenta alcune caratteristiche comuni (sindrome di Noonan) e può colpire anche i maschi. Il cariotipo può dare ovviamente risposte anche su questo, dato che gli affetti dalla sindrome di Noonan non presentano anomalie del cromosoma X.
Le neonate affette dalla sindrome possono presentare manifestazioni evidenti sin dalla nascita (lunghezza e peso inferiori alla media, mani e piedi gonfi, pliche cutanee sulla nuca). In alcuni casi invece (specie per sintomatologia lieve) non si arriva a diagnosticare la sindrome fino all’adolescenza, quando si manifestano i problemi ormonali. La diagnosi neonatale è possibile anche tramite biopsia cutanea.
L’aumentata produzione di enzimi epatici determina spesso problemi al fegato, come fibrosi, cirrosi, infiammazioni.
La manifestazione più tipica ed evidente riguarda la bassa statura. L’accrescimento rallenta con l’età, perché la scarsa produzione di ormoni sessuali non consente la crescita che si ha normalmente nella pubertà. La statura media in età adulta non arriva ai 145 cm.
Altra manifestazione tipica riguarda le gonadi. La maggior parte delle pazienti ha insufficienza ovarica e va incontro a menopausa precoce. Le donne che hanno mestruazioni spontanee sono pochissime e pochissime sono in grado di procreare (intorno al 5%).
Da un punto di vista intellettivo, sembra che non ci siano problemi di ritardo mentale, anche se alcuni deficit tipici (da un punto di vista visivo e motorio) possono causare problemi di apprendimento. Da questo punto di vista è molto importante l’ambiente in cui la bimba vive e cresce, l’aiuto che possono dare familiari e insegnanti, che devono cercare di supportare e spingere la bimba ad aprirsi verso l’esterno piuttosto che a proteggerla da tutto. Un atteggiamento meno oppressivo sembra avere maggiori risultati sullo sviluppo psichico.
Le donne affette dalla sindrome di Turner hanno un’aspettativa di vita pari a quella della popolazione femminile sana. Per quanto riguarda invece la qualità della vita è possibile dare supporti medici e farmacologici per ridurre la sintomatologia. Si somministrano ormoni della crescita per il problema della bassa statura, in dosi massicce e per periodi di tempo prolungati, e terapie ormonali per lo sviluppo dei caratteri sessuali a partire dalla pubertà. Si è osservato che iniziare le terapie precocemente conduce a buoni risultati. Alcune ragazze raggiungono un’altezza superiore alla media delle affette da sindrome.
Per quanto riguarda l’infertilità si possono utilizzare le tecniche di procreazione assistita. Particolare attenzione andrà posta ai problemi cardiaci e renali che andranno monitorati strettamente.
Non è possibile purtroppo fare prevenzione o curare la sindrome, tuttavia questa anomalia può essere rilevata tramite le comuni indagini prenatali (amniocentesi e villocentesi). Dopo la nascita è possibile rilevare la sindrome tramite l’analisi del cariotipo, dalla quale emerge l’anomalia del cromosoma X. Tale anomalia, come detto, può riguardare tutte le cellule (monosemia completa) oppure solo alcune ovvero presentare forme a mosaico che non riguardano tutte le cellule. Esiste una sindrome che presenta alcune caratteristiche comuni (sindrome di Noonan) e può colpire anche i maschi. Il cariotipo può dare ovviamente risposte anche su questo, dato che gli affetti dalla sindrome di Noonan non presentano anomalie del cromosoma X.
Le neonate affette dalla sindrome possono presentare manifestazioni evidenti sin dalla nascita (lunghezza e peso inferiori alla media, mani e piedi gonfi, pliche cutanee sulla nuca). In alcuni casi invece (specie per sintomatologia lieve) non si arriva a diagnosticare la sindrome fino all’adolescenza, quando si manifestano i problemi ormonali. La diagnosi neonatale è possibile anche tramite biopsia cutanea.