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Come avete accettato l'eterologa?

kleo
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Iscritto il: 27 gen 2015, 11:22

Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da kleo »

«Nelle coppie dell’eterologa le donne sono le più dubbiose»
Si può tracciare un identikit delle coppie che decidono di sottoporsi alla fecondazione assistita eterologa? Lo abbiamo chiesto a Edgardo Somigliana, responsabile del centro di procreazione medica assistita della fondazione Ca’ Granda-Policlinico di Milano (ex-Clinica Mangiagalli).
«L’unico vero denominatore comune di queste coppie è che non vogliono fare l’eterologa. In base alla nostra esperienza in genere passa circa un anno e mezzo prima che accettino l’idea: è un percorso che ha bisogno dei suoi tempi. E del resto lo capisco, perché il primo a essere in difficoltà sono io che la devo proporre. Non è facile superare la percezione dell’importanza dell’ereditarietà genetica, anche se poi, ovviamente, si razionalizza e si mette a fuoco che l’ambiente fa la differenza».
Sono più gli uomini o le donne che hanno difficoltà ad accettare questa procedura?
«Di solito le donne, anche perché oggi per la fertilità maschile ci sono tecniche con cui si superano situazioni anche molto difficili. Le reticenze degli uomini, quindi, sono numericamente piuttosto rare».
Fra i problemi che si presentano nelle donne ci sono anche pentimenti a cose fatte?
«So di casi, ma solo riferiti, di rifiuto durante la gravidanza, con richiesta di abortire. Detto questo, quando si arriva ad avere il bambino in braccio quasi sempre tutto sparisce».
C’è un protocollo per verificare se una coppia è psicologicamente attrezzata per affrontare l’eterologa?
«No. Ma qui il problema secondo me è più mediatico. Con i progressi delle tecniche di procreazione assistita ormai si tende a trasmettere l’idea che si possa fare tutto e sempre. E noi invece ogni giorno dobbiamo chiarire che per le donne dopo i 40 anni non è facile avere figli. Una donna dovrebbe cercare di avere bambini fra i 20 e i 30 anni. La menopausa, in media, arriva a 51 anni e quindi la produzione di ovociti cessa (sempre in media) intorno ai 41 anni. Spiace, ma è la biologia a stabilirlo. Invece di propagandare l’eterologa in età avanzata bisognerebbe fare campagne per sottolineare questo concetto e mettere in grado le coppie giovani di avere figli».
Che cosa è cambiato nella vostra clinica dopo la riapertura alla fecondazione eterologa nel nostro Paese?
«Non molto. Per ora continuiamo a consigliare di andare all’estero alle coppie che hanno urgenza. Perché tutto diventi “reale” da noi ci vorrà probabilmente almeno un anno».
Un’ammissione sorprendente per chi lavora in un’istituzione prestigiosa come la sua.
«Il nostro ospedale è importante e ben organizzato, ma non siamo ancora strutturati per far funzionare subito e perfettamente tutto quanto necessario per le coppie che ci chiedono una soluzione rapida con l’eterologa. Se si parte bisogna partire bene».
Qual è il problema principale?
«In Italia i potenziali riceventi non mancano, ma mancano le donatrici di ovuli. Una donna che voglia donare i propri ovociti deve affrontare una procedura impegnativa».
Ma non si è detto che si sarebbero usati gli ovociti soprannumerari prodotti dalle stimolazioni ovariche su donne in trattamento per procreazione omologa?
«Gli ovociti sovrannumerari sono un incidente. Diciamo la verità: noi non dovremmo stimolare troppo le pazienti, però ogni tanto succede. Comunque non è detto che una donna sia disponibile a donare i propri ovociti, perché se non dovesse rimanere incinta potrebbe averne bisogno per evitare un nuovo ciclo di stimolazione. Fra l’altro di solito si tratta di donne che non sono molto giovani, e quelle che fra loro producono molti ovociti hanno magari la sindrome dell’ovaio policistico, e questi ovociti non sono sempre di alta qualità».
Come si può incoraggiare la cultura della donazione di ovociti?
«Non saprei. Ma anche in Paesi in cui la cultura della donazione è, in generale, molto sviluppata, come per esempio la Spagna, a donare sono di solito studentesse universitarie dietro compenso, stabilito per legge».
Non le sembra pericoloso? Oggi gli ovociti, domani un rene...
«Senz’altro il rischio di una deriva commerciale è da tenere presente e da prevenire, ma per donare gratis gli ovociti, assumendosi dei rischi, come magari un’infezione o un’emorragia, bisogna avere una forte motivazione. Possiamo scegliere se essere realisti oppure far finta che il problema non esista. Una situazione “tampone” in Italia ci sarebbe. Basterebbe consentire l’adozione degli embrioni congelati di cui non si può fare nulla. Il problema, anzi solo uno dei problemi, è che bisognerebbe rendere possibile la fecondazione eterologa doppia, cioè con entrambi i gameti provenienti da fuori della coppia, attualmente non permessa, per lo meno in Lombardia».
A proposito di Lombardia. Nella regione in cui lavora si dovrebbe pagare l’eterologa di tasca propria.
«Se si vuole adottare un bambino si spendono in media 30mila euro. È un percorso lodevole e molto difficile, anche rispetto alla fecondazione eterologa. Quindi il dilemma politico è: fra le spese che si devono coprire con il sistema sanitario ci devono essere anche quelle per l’eterologa? Oppure, per esempio, ci devono essere la psicoterapia o l’apparecchio ortodontico per i bambini? Io non lo so che cosa è giusto. Lascio ai politici le valutazioni. Basta che le scelte non siano ideologiche».
alexia
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Iscritto il: 08 mag 2015, 21:56

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da alexia »

beh io nel momento in cui ho iniziato a cercare un figlio ho avuto poco dopo la diagnosi della menopausa precoce.
Quindi l'omologa non l'ho proprio presa in considerazione.
O eterologa o "niente".
Il ginecologo che avevo all'epoca però me l'ha prospettata in maniera molto soft e naturale, e forse anche per quello non è stato uno shock lì per lì.
Certo, poi l'ho iniziata a digerire... ma alla fine mi sono detta: oh magari non passando il mio dna mio figlio non avrà tutti i problemi di salute che ho avuto io!!!!
Diciamo che mi spaventava e mi spaventa più l'idea di non avere un figlio, che quella di avere un figlio senza il mio dna.
pesceazzurro2
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Iscritto il: 25 mag 2015, 13:38

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da pesceazzurro2 »

grazie alla mia fottuta sindrome tutti mi dicevano che non sarei mai diventata madre. Nel giugno del 2010 incontro un angelo di medico che mi parla di eterologa. In sostanza, non ho avuto problemi nell'accettarlo.
Ad ogni modo, penso che qualunque strada (adozione o pma) sia quella giusta se te la senti sulla pelle. Bacio!
laila
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Iscritto il: 30 set 2015, 15:29

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da laila »

Io ho sempo detto "Il DNA non fa il bimbo, ma lo fa la famiglia in qui cresce"
didina
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Iscritto il: 15 giu 2015, 21:32

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da didina »

Eppur ero la "sana" e avrei potuto tentare ancora con i miei ovetti perché non ero proprio vecchia....
Per me la cosa difficile è stato accettare i negativi da eterologa, è stato tremendo perché ho dovuto accettare che ci sono cose che non potevo controllare e dovevo accettare l'esistenza della fortuna del destino del caso......
ashley
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Iscritto il: 15 lug 2015, 23:11

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da ashley »

sana come un pesce, almeno così dicono, ho sempre prodotto ovociti buoni in grande quantità, eppure non è servito a nulla! unico positivo ottenuto alla prima embrio, eterologa accettata perchè ero stufa di pick up, iperstimoli, punture, monitoraggi...tutti inutili!
i figli sono figli, a prescindere dal dna!
dolcemela
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Iscritto il: 25 mag 2015, 00:03

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da dolcemela »

Io ero preparata!...nel senso che dopo 4 five fallite c'era poco da dire!....
..mi sono imbattuta nel libro "naturalmente infertile"...leggere le esperienze...mi ha aiutato molto!
La dottoressa della bioetxcom voleva provare a farmi fare almeno un tentativo omologo...ma io no!...non ci stavo sarebbe stato un'altro grande insuccesso!...io avevo già deciso...io volevo fare ovodonazione o embrio.. per fortuna sono rimasta invinta con l'ovo!!
guerriera
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Iscritto il: 25 mag 2015, 00:05

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da guerriera »

Per me paradossalmente è stato più facile non avere alternative: l'omologa non si poteva piu' fare, non ce la sentivamo per l'adozione, l'unica certezza era che ci sembrava di morire all'idea di non avere un figlio.
devo essere sincera, e forse in qualche altra occasione l'ho detto: è stato accettare l'infertilità = difficoltà in se', perchè a conti fatti c'è anche la questione statistica, e cioè una coppia "normale" ha 12 tentativi l'anno, gratis pure. noi se va bene quanti? 2?3? pochi comunque.... questo si che spaventava.
annina
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Iscritto il: 28 giu 2015, 13:16

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da annina »

Non me l'aspettavo di dover arrivare all'eterologa, questo percorso è stato una vera doccia fredda, non immaginavo di non riuscire a rimanere incinta, pensavo fosse la cosa più naturale al mondo, poi è arrivata l'omologa e abbiamo provato più volte perché eravamo una coppia sine causa, alla fine il tempo e l'età ha ridotto sempre più i miei ovociti di numero e in qualità... la prima volta che mi hanno detto di fare ovodonazione ci sono rimasta male, non volevo lasciar andare ancora quell'attaccamento a me stessa e all'idea che avevo di nostro figlio "un piccolo noi"... ma è bastato leggere naturalmente inferitile e vivere le emozioni di tutte noi fatine per comprendere che il desiderio di abbracciare mio figlio andasse oltre i miei geni, l'amore è al di sopra di tutto ciò...adesso voglio solo realizzare il mio sogno e null'altro
barchetta99
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Iscritto il: 29 mag 2015, 09:15

Re: Come avete accettato l'eterologa?

Messaggio da barchetta99 »

Ho sofferto talmente tanto nella mia ricerca che per me l'eterologa non è stata altro che un'ancora di salvezza :D
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