russurrogate.com

Il sesso in gravidanza

Rispondi
birba
Messaggi: 769
Iscritto il: 27 mag 2015, 23:41

Il sesso in gravidanza

Messaggio da birba »

SESSO IN DOLCE ATTESA?
Dubbi in gravidanza: il sesso è sicuro nei nove mesi?

Durante l’attesa è necessario prendere qualche precauzione nei rapporti sessuali?

L’attività sessuale è assolutamente naturale e fisiologica anche durante la gravidanza, ed è un modo per mantenere viva l’intimità con il proprio compagno.
Quando la donna avrà il pancione occorrerà trovare posizioni comode per entrambi i partner, ma è importante sapere che i rapporti non mettono in alcun modo in pericolo la salute del bambino, che è protetto dal liquido amniotico contenuto nell’omonimo sacco.
- Può capitare che una coppia abbia meno rapporti del solito per motivi psicologici: la futura mamma può infatti sentirsi “impegnata” e poco disponibile, e anche l’uomo può avere l’impressione che la sua compagna sia in qualche modo “frenata”.
- Solo in alcuni casi l’attività sessuale può essere controindicata per motivi clinici. Ad esempio, in caso di malformazione congenita della vagina, o per infezioni temporanee – da candida, da trichomonas – che vanno diagnosticate e trattate.
Vi sono poi controindicazioni per patologie specifiche della gravidanza, come l’inserzione anomala della placenta documentata, o placenta previa, oppure l’incontinenza cervico- istmica (l’inadeguata chiusura del collo dell’utero), che espone al rischio di parto prematuro.
palmina
Messaggi: 920
Iscritto il: 27 gen 2015, 11:27

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da palmina »

IL SESSO IN GRAVIDANZA
Mantenere l’armonia a due durante l’attesa è estremamente utile, fisicamente e psicologicamente: ecco perchè informarsi sul sesso in gravidanza

Lo dicono le statistiche: man mano che la gravidanza procede, il 50 per cento delle coppie smette di fare l’amore. In gran parte dipende dal pancione e dalle sue dimensioni. Man mano che cresce e diventa più ingombrante, i partner devono necessariamente rivedere le proprie abitudini e optare per posizioni che consentano massima libertà e agio alla donna. Ma anche l’aspetto emotivo e psicologico può ‘interferire’. Non sono pochi i futuri papà frenati all’idea di fare male al piccolo.

Durante la penetrazione, in realtà, il piccolo non viene disturbato né schiacciato, perché ben protetto dalle pareti uterine e dal liquido amniotico, dove galleggia al riparo da urti e ‘sballottamenti’.

Se il partner accusa un calo di libido, inibito dal nuovo aspetto materno della compagna, toccherà proprio a lei cercare di coinvolgerlo di più nelle trasformazioni fisiche che la riguardano, fargli sentire i movimenti del bebé e ricordargli che, comunque, la gravidanza è uno stato transitorio.

Tanti vantaggi…

Mantenere l’armonia a due durante l’attesa è estremamente utile, fisicamente e psicologicamente.

- Per la donna, che dopo qualche mese dovrà misurarsi con la sua nuova immagine di madre. Per lei, continuare a fare l’amore con il partner è una riconferma importante del proprio ruolo di amante, con un corpo ancora erotico e desiderabile.

- Ma l’attività sessuale è anche un’utile ‘ginnastica’ per stimolare la circolazione sanguigna, allentare le tensioni dell’attesa e liberare le endorfine, le ‘molecole della gioia’ che aiutano a sconfiggere stress e depressione.

- A partire dal secondo trimestre, tra l’altro, la donna è naturalmente più predisposta e facilmente eccitabile grazie a un’aumentata vascolarizzazione e vasocongestione degli organi genitali. In più, libere dal timore di concepire un bimbo, molte donne si abbandonano con maggior tranquillità, raggiungendo più facilmente l’orgasmo.

- Dal canto loro, molti uomini apprezzano i cambiamenti fisici che avvengono nella loro compagna, come il seno che diventa più turgido, grande e ricettivo alle carezze o le curve dei fianchi che si fanno più morbide e femminili.
palmina
Messaggi: 920
Iscritto il: 27 gen 2015, 11:27

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da palmina »

SESSO IN GRAVIDANZA: QUANDO è CONTROINDICATO
Tutti i casi in cui è meglio rispettare l'astinenza dai rapporti in gravidanza

L’astinenza dai rapporti in gravidanza è da rispettare in caso di:

- Minaccia d’aborto o di parto prematuro. Non è detto però che, una volta superato il problema, si debba protrarre l’astinenza. In questo caso, si deve sempre chiedere il parere del proprio ginecologo;

- Ipercontrattilità dell’utero, trattata con assunzione di farmaci per rilassare la parete uterina stessa; – placenta previa, ossia impiantata nella parte inferiore dell’utero, fino a coprire in parte o totalmente il collo e perciò a maggior rischio di distacco;

- Dilatazione del collo dell’utero prematura rispetto alla data del parto;

- Rottura prematura del sacco amniotico.

In questi casi, meglio accantonare per un po’ le acrobazie tra le lenzuola e dedicarsi ad altre pratiche più soft, come per esempio lunghi massaggi, ma anche carezze e baci nelle zone più ‘strategiche’, che non tolgono nulla al piacere, anzi permettono di riscoprire nuovi modi, più dolci, lenti e multisensoriali, per continuare ad amarsi.

Ma il bambino cosa ‘sente’?

Assodato che il piccolo è ben protetto all’interno del sacco amniotico e che quindi nulla può disturbarlo, sembra che gradisca molto la sensazione di benessere che prova la mamma, dovuta al rilascio di endorfine che entrano subito in circolo. Durante il rapporto, infatti, il battito cardiaco rallenta e i suoi movimenti sono meno vivaci, come se rimanesse in attesa di qualcosa; subito dopo, riprende a muoversi con più vigore di prima.
swimma
Messaggi: 822
Iscritto il: 28 giu 2015, 13:17

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da swimma »

IL CALENDARIO DEL DESIDERIO
Come si modifica il desiderio in gravidanza trimestre per trimestre

Ecco come si modifica il desiderio, trimestre per trimestre.

Primo trimestre

Di solito, nei primi tre mesi, la futura mamma dimostra una certa riluttanza a lasciarsi andare: non solo per i disturbi fastidiosi che caratterizzano spesso l’inizio dell’attesa, ma anche per il timore che, in questa fase più delicata, avere rapporti possa mettere a rischio in qualche modo l’esito della gravidanza.

Nel primo trimestre, l’azione degli ormoni può incidere negativamente sul desiderio: nausea e stanchezza sono tutt’altro che infrequenti e la futura mamma può non avere affatto voglia di fare l’amore.

- In alcuni casi, poi, l’aumento degli ormoni femminili e soprattutto del progesterone fa crollare la libido. Non è una contraddizione: anche nella donna, come nell’uomo, il desiderio viene stimolato dal testosterone, che è un ormone maschile, ma presente – in quantità diverse – in entrambi i sessi. E durante la gravidanza, è ridotto a livelli minimi.

- Non è detto, però, che il picco di progesterone abbassi sempre la libido, perché agisce anche su un altro versante: rende la zona genitale più lubrificata e, quindi, più sensibile. Questo ormone, infatti, fa aumentare l’irrorazione sanguigna in tutti i tessuti. In particolare, diventa ancora più recettivo alle stimolazioni il cosiddetto ‘punto G’, una zona all’interno della vagina ricca di terminazioni e nota per essere fonte, anche in condizioni normali, di un piacere profondo.

Secondo trimestre

Passato lo scoglio dei primi tre mesi della gravidanza, il desiderio quasi sempre torna a farsi sentire. Gli sbalzi ormonali sono meno marcati, eventuali minacce di solito si risolvono e tutti i disturbi tipici del primo trimestre normalmente scompaiono o si riducono.

- Molte donne si sentono più belle, anche fisicamente: il seno è rigoglioso, la pelle morbida e i capelli fluenti. Ma non è solo una sensazione fisica. Chi vive l’attesa come se avesse raggiunto il culmine della femminilità prova una grande energia vitale. È un sentimento molto positivo, che porta a esibire il pancione, a sentirsi importanti, quasi onnipotenti per la propria capacità creativa. E se la donna riesce a dare ascolto e ad assecondare la sua libido, la sessualità può essere molto appagante.

- Adesso è importante che anche il compagno continui a manifestare il suo desiderio, a considerare la partner una donna attraente come e più di prima. Questo infonde un grande senso di sicurezza e rinsalda la coppia, soprattutto in vista del ‘dopo’, quando trovare momenti di intimità sarà, per forza di cose, più difficile.
swimma
Messaggi: 822
Iscritto il: 28 giu 2015, 13:17

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da swimma »

- In questa fase, se esistono resistenze ad avere rapporti, sono soprattutto di tipo psicologico. Un timore diffuso è che le contrazioni che si avvertono durante e dopo l’orgasmo possano creare problemi. Di solito, sono di breve durata e provocano un leggero indurimento dell’utero, che passa nel giro di qualche minuto. Soltanto se dovessero intensificarsi, o essere molto fastidiose, è meglio rivolgersi al proprio ginecologo.

- Il calo del desiderio può essere dovuto anche a veri e propri pregiudizi. Quelli più comuni riguardano il timore di ‘fare male al bambino nella pancia’. In realtà il piccolo si trova avvolto nel sacco amniotico, contenuto – a sua volta – nell’utero, ben protetto e al sicuro.

- Un altro freno è l’idea che il bambino possa essere quasi ‘turbato’ dai rapporti sessuali dei genitori, come se percepisse che si tratta di una cosa segreta tra loro. Ma questa remora dipende soltanto da un timore che gli adulti proiettano sul figlio. Probabilmente loro stessi, da piccoli, sono rimasti turbati quando hanno scoperto che mamma e papà avevano una loro vita sessuale.

Terzo trimestre

Nel terzo trimestre, l’ingombro del pancione, il maggior affaticamento, la preoccupazione, più o meno consapevole, del parto e di quanto accadrà quando arriverà il bambino, possono frenare il desiderio. Ma non è la regola.

- In questa fase di solito la donna cerca più tenerezza, ascolto e comprensione dal partner. È come se ‘regredisse’ psicologicamente e tornasse lei stessa bambina per prepararsi ad accogliere e capire meglio il neonato. Tutto normale, quindi, se la voglia di fare l’amore non è alle stelle.

- Le donne che invece si sentono un po’ inibite a causa delle dimensioni abbondanti della loro pancia e non si vedono per niente sexy, dovrebbero sapere che la maggior parte degli uomini trova molto stimolante l’idea di fare l’amore con la propria compagna incinta. Lo confermano anche numerose ricerche. Ma qual è il motivo? Certamente l’idea di compiere un atto considerato trasgressivo e un po’ ‘proibito’. Molti uomini, inoltre, considerano il pancione della propria partner gioiosamente sexy, quasi un trionfo della femminilità e si sentono anche orgogliosi perché è il segno più tangibile della loro virilità.

- E il problema dell’ingombro del pancione come si può risolvere? Fino al quinto o al sesto mese di gravidanza, non è affatto necessario cambiare abitudini. Nell’ultimo trimestre dell’attesa, invece, potrebbe essere più agevole che la futura mamma si disponga su un fianco, con il partner di fronte o dietro di lei, o in alternativa che si metta sopra di lui. Nuove posizioni mai provate prima risultano talvolta particolarmente comode: la gravidanza, allora, può diventare l’occasione giusta per sperimentare modi diversi di vivere l’intimità di coppia.

- E poi fare l’amore fino all’ultimo ha un altro vantaggio. Secondo alcuni studiosi, se la data presunta del parto è già passata, avere un rapporto sessuale completo può sbloccare la situazione. Perché il seme maschile contiene prostaglandine, lo stesso ormone che dà l’avvio al travaglio. Vale la pena di provare!
alexia
Messaggi: 530
Iscritto il: 08 mag 2015, 21:56

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da alexia »

VIA LIBERA ALL’AMORE
Le risposte del ginecologo anche su infezioni urinarie, fumo e un esame utile
Via libera all’amore
Sono al secondo mese di gravidanza. Due settimane fa ho avuto una minaccia d’aborto, fortunatamente rientrata. Posso avere rapporti sessuali o devo astenermi?
MARILENA, CANTÙ

Bisogna innanzitutto chiarire che cosa si intende col termine minaccia d’aborto. Durante le prime settimane è abbastanza comune riscontrare piccole perdite di sangue, dovute all’impianto dell’embrione nell’utero materno. Si parla invece di minaccia d’aborto in presenza di una perdita di sangue associata a dolore all’addome, a un’infezione vaginale o delle vie urinarie, oppure a un parziale distacco della futura placenta, che può essere riscontrato con l’ecografia. In questi casi, quando la situazione si è risolta, cioè in assenza di segni di dolori, infezioni o distacco, l’utero non mantiene memoria di quanto è avvenuto e la gravidanza può considerarsi fisiologica a tutti gli effetti. La futura mamma può quindi tornare alla sua normale attività sessuale. Le consiglio, però, di riprendere i rapporti gradualmente, astenendosi per qualche tempo nei giorni in cui si sente più stanca ed evitando, la prima volta, l’eiaculazione in vagina, dal momento che lo sperma contiene prostaglandine, ormoni che possono stimolare l’attività contrattile dell’utero. Se dopo i primi tentativi non avverte dolore o contrazioni, può tornare ai suoi ritmi abituali. Ricordo che in assenza di complicazioni l’attivitàà sessuale in gravidanza non solo non è controindicata, ma è raccomandata, perché contribuisce al benessere della futura mamma e della coppia.

Un’infezione senza sintomi
Sono al secondo trimestre di gravidanza e gli esami delle urine hanno evidenziato la presenza di batteri. Eppure non ho alcun sintomo: devo preoccuparmi?
ELENA R., SAVONA

Esistono due tipi di infezioni: la cistite vera e propria e la batteriuria. Entrambe, se non riconosciute e quindi non trattate, possono estendersi all’utero con il rischio di un parto prematuro. Ecco perché, nell’attesa, è importante effettuare l’analisi delle urine ogni mese. Se da questa emerge la presenza di nitriti, di numerosi leucociti e batteri, oltre a un pH che da acido diventa neutro o addirittura basico (uguale o maggiore di 7), il medico prescriverà l’urinocoltura. La diagnosi di cistite si fa quando l’esame evidenzia almeno 1.000.000 colonie batteriche/ml, oppure quando si ha una carica infettiva modesta, ma accompagnata da sintomi come necessità di urinare spesso, bruciore durante la minzione e, talora, presenza di sangue nelle urine. La batteriuria, invece, non comporta più di 100.000 colonie/ml di urina, ed è silente, ossia non provoca sintomi. Una volta individuata l’infezione, debellarla è semplice. Inannzitutto con l’urinocoltura si accerta il ceppo batterico responsabile: il più frequente è l’Escherichia coli, che proviene dall’intestino. Con l’antibiogramma, inoltre, si identificano quali sono gli antibiotici efficaci. Farmaci di prima scelta sono la fosfomicina, di pratico uso perché monodose, e l’ampicillina o l’amoxicillina, preferibili se l’infezione ha colpito anche le alte vie urinarie, ad esempio i reni (pielonefrite). Queste terapie sono innocue per il bambino.
Quali sono le cause
Si calcola che il 5% delle donne in attesa abbia problemi di infezioni alle vie urinarie. La frequenza di questi disturbi è dovuta a diversi fattori: le maggiori dimensioni dell’utero schiacciano l’uretere (il canale che porta l’urina dai reni alla vescica) e questo provoca un ristagno di urina. Inoltre, l’aumento di progesterone favorisce il rilasciamento della muscolatura dell’uretra (il condotto che collega la vescica con l’esterno), facilitando il reflusso dell’urina. E l’aumento della glicemia predispone alla proliferazione di batteri.
alexia
Messaggi: 530
Iscritto il: 08 mag 2015, 21:56

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da alexia »

Profilo biofisico, un esame utile
Secondo il ginecologo il mio bambino sta crescendo poco e per questo vorrebbe sottopormi al profilo biofisico. Vorrei sapere di che cosa si tratta e che cosa permette di individuare.
GIOVANNA M., ANCONA

Il profilo biofisico fetale è il risultato di un insieme di parametri valutati attraverso l’ecografia. Si effettua nel 3° trimestre, soprattutto in caso di gravidanze a rischio, in particolare quando la mamma soffre di diabete, di ipertensione o quando si sospetta uno scarso sviluppo del bambino. Ancora, può essere richiesto se la gravidanza è oltre il termine. Con l’ecografia, vengono esaminati 5 valori: la presenza di movimenti ritmici del torace; l’esistenza di movimenti corporei grossolani; l’osservazione del tono fetale (flessione o estensione di un arto); la comparsa di un’accelerazione della frequanza cardiaca in seguito a stimolazioni (si utilizza il cardiotocografo); la presenza di sufficiente liquido amniotico. A questo esame si aggiunge l’ecocolor doppler, per controllare il funzionamento della placenta e i flussi sanguigni tra questa e il nascituro e i flussi della circolazione fetale. Il profilo biofisico può essere utile per rilevare situazioni di sofferenza del bambino e decidere così di anticipare il parto.

Per smettere di fumare
Ho appena scoperto di essere incinta e sono una fumatrice. Alcuni amici mi hanno consigliato i cerotti alla nicotina per riuscire a smettere velocemente. Posso usarli in gravidanza o sono pericolosi per il nascituro?
CATERINA, LIVORNO

È ormai accertato che il fumo in gravidanza è dannoso: è responsabile del 7% degli aborti spontanei e aumenta l’eventualità di distacco precoce della placenta, basso peso alla nascita e sindrome della morte improvvisa del neonato. La gravità degli effetti dipende dalla dose quotidiana di tabacco assunta: il rischio non è significativo al di sotto delle cinque sigarette al giorno, lo è molto al di sopra delle venti. Responsabile dei danni è in primo luogo la nicotina, che esercita un’azione vasocostrittrice, ostacolando l’afflusso del sangue alla placenta, e riduce la produzione di progesterone. Il cerotto alla nicotina comporta sostanzialmente gli stessi problemi e quindi è controindicato alle future mamme. Le raccomando, perciò, di prendere in considerazione altri metodi disponibili per smettere e, in primo luogo, convincersi dell’importanza di rinunciare alle sigarette per il bene proprio e del nascituro. Ho notato che quando viene informata correttamente sui potenziali rischi e si fa leva sul suo senso di responsabilità, la futura mamma riesce a smettere con maggiore facilità. La natura, poi, aiuta a mantenere i buoni propositi, perché le nausee tipiche dei primi mesi di gravidanza rendono il fumo sgradevole. Se proprio non riuscisse a fare a meno del tabacco, le consiglio di ridurre il consumo a meno di cinque sigarette al giorno.
Prova con l’agopuntura
Sono disponibili diverse tecniche per smettere di fumare, dal supporto psicologico all’agopuntura. L’acudetox, un protocollo statunitense di agopuntura auricolare, è efficace in 3 casi su 4. Consiste nell’infilare gli aghi nel padiglione auricolare al fine di agire sui neurotrasmettitori e contrastare l’astinenza. La terapia prevede 3 sedute settimanali per 4 settimane oppure una singola seduta di agopuntura con il laser, che può essere ripetuta una o due volte. La futura mamma può anche acquistare in farmacia degli orecchini che esercitano una pressione sugli stessi punti dell’agopuntura. Non sono altrettanto efficaci, ma aiutano.
poelman
Messaggi: 334
Iscritto il: 26 feb 2015, 11:30

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da poelman »

Gravidanza, 6 consigli per tornare a fare l’amore dopo il parto
Tornare a fare l’amore dopo il parto non sempre è semplicissimo. Ecco quindi alcuni consigli utili per neomamme e neo-papà

Fare l’amore dopo la gravidanza: perché è così complicato? Sappiamo che i rapporti sessuali andrebbero evitati durante le prime settimane dopo il parto, ma se non sussistono particolari condizioni mediche, l’attività sessuale potrebbe avere “inizio” già dopo 4 settimane dalla nascita del bambino.
Tuttavia, ogni donna è un mondo a parte, e potreste aver bisogno di un po’ più di tempo per riuscire a fare l’amore con il vostro lui. Ecco per voi (neomamme e neo-papà) alcuni consigli utili per ritrovare la passione dopo aver avuto un bambino.

Date alla donna tempo sufficiente per riconnettersi con se stessa, senza farle fretta

Specialmente in questa fase della vita, la neo-mamma avrà bisogno di sostegno e affetto, in particolare dal suo compagno

Ricordate alla vostra partner quanto è bella e fatele capire che per voi lei è speciale

Provate inizialmente con delle coccole più intime, e non correte troppo, ma prendetevi il tempo che vi serve

Quando vi sentirete pronte per fare l’amore, non affrettate le cose ma concedetevi il giusto tempo affinché possiate sentirvi completamente a vostro agio

Se nonostante sia trascorso abbastanza tempo dal parto, il rapporto sessuale si rivela doloroso per la donna, consultate il ginecologo. Il problema potrebbe essere dovuto anche a un blocco psicologico, causato dalla paura di provare dolore al momento della penetrazione.
donnaregina
Messaggi: 493
Iscritto il: 29 mag 2015, 09:07

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da donnaregina »

Sesso dopo il parto, i 6 problemi più comuni e le soluzioni
I dolori intimi, il corpo che non piace, il calo del desiderio: sono alcuni dei problemi che riguardano la vita intima della coppia dopo l’arrivo di un bebè. Per aiutare le coppie a non scoppiare il sito whattoexpect.com ha elaborato i sei problemi sessuali più comuni dopo il parto e le possibili soluzioni


Secondo i medici, già alcune settimane dopo il parto (30-40 giorni, normalmente) per le neomamme è possibile tornare alla normale vita sessuale. Il fatto che sia “possibile” non significa però che, nella pratica, ci si riesca davvero: tra stanchezza, spossatezza, un bambino da accudire, la routine quotidiana sconvolta dall’arrivo di un nuovo membro della famiglia e (non ultimo) i dolori intimi che permangono ancora per qualche tempo, il sesso di solito scivola in fondo alla lista delle priorità. Se non di entrambi i genitori, sicuramente almeno in quella delle neomamme. E poiché, in un rapporto di coppia, anche l’intimità è importante per mantenere stabile la relazione, l’astinenza rischia (insieme a tutti gli altri sconvolgimenti che un bebè porta con sé) di far scoppiare la coppia.



Ecco allora, elaborati dal sito whattoexpect.com, i sei problemi sessuali più comuni dopo il parto e le possibili soluzioni.



Il tuo partner ha voglia, ma tu no. Anche se da parto sono passate già sei settimane e se la ferita dell’episiotomia (o del cesareo) è ormai quasi completamente guarita, ancora non hai voglia di fare sesso con il tuo lui. È una situazione piuttosto normale: gli ormoni, che durante la gravidanza erano impazziti, stanno tornando alla normalità ma non si sono ancora del tutto acquietati; l’utero si sta restringendo per tornare alle sue dimensioni, le ferite possono dar fastidio o far male. E in più sei stanca, esausta perché un bebè è un aspirapolvere per l’energia della mamma. Senza considerare che gli ormoni che rendono possibile l’allattamento al seno abbassano la libido.



La soluzione

“Take it easy”, prendila con filosofia. Parla al tuo partner delle tue sensazioni e dei tuoi sentimenti, e insieme cercate di trovare l’intimità in altri modi: baci, carezze, coccole. Però è importante rassicurare il tuo lui, spiegandogli che ora il tuo corpo è diverso, ma che tutto tornerà alla normalità. E anche il tuo desiderio tornerà quello di una volta.
donnaregina
Messaggi: 493
Iscritto il: 29 mag 2015, 09:07

Re: Il sesso in gravidanza

Messaggio da donnaregina »

Tu hai voglia, ma non puoi. Al contrario, può succedere che il pot-pourri ormonale ti restituisca il desiderio molto prima che il tuo corpo sia pronto, soprattutto se la gravidanza è stata un periodo di astinenza. Il fatto che le parti intime siano ancora doloranti, a questo punto, diventa un ostacolo non da poco.



La soluzione

Prova a parlarne con il tuo ginecologo: se le perdite post-partum si sono arrestate, il medico potrebbe dirti che è tutto a posto e non è necessario attendere le canoniche 6 settimane. In caso contrario, se il sanguinamento è ancora presente, si possono rischiare infezioni.





Il seno è teso e dolorante. Se stai allattando, le mammelle possono essere doloranti, pesanti, e possono dare un tremendo fastidio se stimolati. Senza contare che, dopo una giornata passata con il piccolo attaccato al capezzolo, almeno la notte vorresti che i tuoi seni fossero lasciati in pace.



La soluzione

Se rende il sesso più confortevole, puoi provare a tenere addosso il reggiseno oppure un top. Puoi anche provare a usare il tiralatte prima del sesso, in modo da svuotare il seno e renderlo meno gonfio e sensibile. Tieni comunque presente che questi disagi capitano solo all’inizio: man mano che l’allattamento prosegue, il seno diventa più insensibile e così smette di dar fastidio quando viene stimolato.





Il sesso non è più lo stesso. Dopo aver partorito, i tuoi muscoli vaginali sono più allungati e rilassati rispetto a prima, e ciò incide anche sulle sensazioni che avvertirai durante i rapporti sessuali. Le differenze, però, sono sottili e, soprattutto, temporanee. E comunque, “diverso” non vuol dire necessariamente “peggio”.



La soluzione

Un’ottima idea è quella di allenare i muscoli Kegel, gli stessi che avresti dovuto mantenere tonici durante la gravidanza. Ora che hai partorito, i muscoli del pavimento pelvico continuano a essere i tuoi migliori amici, e possono aiutare la vagina a riassumere più velocemente la sua forma normale.





I rapporti sessuali fanno male. I cambiamenti ormonali che avvengono dopo il parto possono provocare secchezza vaginale, che è una delle cause del dolore durante il rapporto. Anche l’allattamento al seno riduce la lubrificazione vaginale, senza contare che il dolore può essere ancora dovuto al parto.



La soluzione

Fai scorta di lubrificanti intimi (rigorosamente a base acquosa) e spiega al tuo partner come stanno le cose, in modo che sia il più delicate possibile. Se il dolore è provocato dall’infiammazione dell’episiotomia, del cesareo o delle lacerazioni vaginali, invece, prendi tempo: una settimana o due e tutto potrebbe andare a posto da sé. Se invece hai dolore anche quando non stai facendo l’amore, parlane al medico: potrebbe trattarsi di un’infezione.



Il tuo corpo non ti piace più. Perché l’utero torni alle sue dimensioni naturali servono un paio di mesi, durante i quali sembrerai ancora incinta di sei mesi. E per tornare a vedere nello specchio la silhouette che avevi prima della gravidanza potrebbe servirti anche un anno… mentre le smagliature resteranno come ricordo.



La soluzione

Guarda il tuo piccino, non è una meraviglia? È stato il tuo corpo a far crescere dentro di sé quel piccolo miracolo, che ora è al mondo grazie alle tue lacrime e al tuo sangue. E poi, diciamoci la verità: se quel corpo piace ancora al tuo lui, perché non dovrebbe piacere a te?
Rispondi

Torna a “Gravidanza e parto”