Dal 2010 al 2015 le adozioni nel mondo hanno subito un calo di oltre il 50%. Tra le cause principali l’iter adottivo troppo lungo e i costi elevati
Le maggiori cause della drastica diminuzione dell’accoglienza sono “gli iter adottivi troppo lunghi, i costi proibitivi per le coppie e un profilo dei minori adottabili più “problematico” rispetto alla disponibilità di molte famiglie”. Questo è quanto afferma Jean-Michel Rapinat, direttore aggiunto dell’Agenzia francese per l’adozione.
Il preoccupante segnale delle statistiche
Nel mondo è allarme adozioni: secondo un’inchiesta dell’Aibi (Associazione amici dei bambini), nel 2010 in Italia sono stati adottati 4.130 bambini provenienti da nazioni di tutto il mondo, mentre nel primo semestre del 2015 solo 850 piccoli sono stati adottati da coppie italiane. Se il trend venisse confermato alla fine dell’anno, le adozioni sarebbero quindi crollate di oltre la metà. L’Aibi, ong nata nel 1986 e a oggi operante in 31 nazioni, conferma che la crisi delle adozioni ha colpito anche altri Paesi. Infatti, secondo i dati raccolti in Spagna nel 2014, i bambini nati tramite fecondazione assistita hanno superato quelli adottati: 1.400 nati in vitro contro i 1.200 accolti dalle famiglie spagnole.
Le possibili cause della crisi
Le cause sembrano dovute in primo luogo alle difficoltà burocratiche, congiuntamente alle difficoltà create dalla crisi economica. Ma anche a motivazioni psicologiche legate alla possibilità che il bambino sia “problematico”: bambini con handicap, oppure provenienti da un Paese turbolento o di età superiore alle aspettative della coppia. A questo proposito, Rapinat dichiara la necessità di “garantire la formazione e l’accompagnamento degli adottanti in tutte le fasi, compreso il post-adozione”.
In Italia la situazione è preoccupante
Sempre secondo il report Aibi, in Italia la situazione sarebbe particolarmente drammatica, con adozioni in costante declino dal 2012. Se nel 2005 le adozioni erano nel periodo di massimo successo, includendo anche famiglie coraggiose che si prendevano carico di casi difficili e coppie di fratelli, oggi siamo agli antipodi. Il presidente della Ong, Marco Griffini, ha affermato che in Italia il sistema delle adozioni è molto arretrato e non è sempre in linea con gli standard internazionali, senza contare l’indifferenza del governo riguardo a questo tema. In una situazione così complessa, molte coppie sono costrette ad andare all’estero, a volte decidendo perfino di procurarsi un figlio illegalmente.

La crisi colpisce anche le adozioni
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