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PERCHè LA VITAMINA B12 è ESSENZIALE

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tartaruga
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Iscritto il: 02 nov 2015, 16:25

PERCHè LA VITAMINA B12 è ESSENZIALE

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Oltre all’acido folico c’è un’altra vitamina del gruppo B importante in gravidanza e in allattamento. È la B12, o cobalamina, la cui carenza può provocare infertilità, aborto spontaneo, parto prematuro o basso peso alla nascita e un rischio 5 volte superiore alla norma di difetti del tubo neurale. E c’è di più: perché il deficit da B12, che è spesso asintomatico (o quasi) per la mamma, può avere gravi conseguenze anche sul piccolo allattato esclusivamente al seno.
Lo ha spiegato Sabina Paci della clinica Pediatrica ASST Santi Carlo e Paolo di Milano in occasione di Nutrimi – 10° Forum di Nutrizione Pratica: la diffusione dei programmi di screening neonatale esteso ha messo in luce che la vit. B12 viene a mancare più spesso di quanto non si creda, e la tendenza è purtroppo in aumento.
La “colpa” è anche della maggiore diffusione di diete vegane o vegetariane strette condotte senza la necessaria supervisione di uno specialista: la vit. B12 entra infatti nella nostra catena alimentare attraverso i cibi di origine animale, come carne, pesce, uova, latte e formaggi, mentre non è presente in frutta e verdura. Anche le alghe, come Nori, Kelp o spirulina, contengono sì cobalamina, ma in una forma non attiva e quindi non assorbibile dall’organismo, per cui il loro apporto è pressoché nullo.
È stato dimostrato che pure i “latto-ovo-vegetariani” presentano un rischio di carenza molto maggiore rispetto agli onnivori. «Se la mamma non sa di avere un deficit della vitamina (in particolare per via della dieta, appunto, ma anche di un’anemia perniciosa misconosciuta o di un malassorbimento intestinale), il piccolo nutrito solo al seno può andare incontro a un ritardo di crescita o psicomotorio e a debolezza muscolare».
«I sintomi che si manifestano tra i 4 e i 7 mesi di età, spesso non sono capiti e, purtroppo, nonostante un trattamento adeguato, sono reversibili soltanto nella metà dei casi», chiarisce la pediatra. «Il periodo neonatale è infatti particolarmente vulnerabile al deficit di B12».
È quindi importante identificare nella donna le forme nascoste per tempo, già prima del concepimento. E, dal momento che il nostro organismo assorbe comunque soltanto il 50% della B12 che arriva dal cibo, l’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha proposto di alzarne l’apporto quotidiano consigliato in gravidanza e in allattamento, portandolo a 4,5 e 5 microgrammi al giorno rispettivamente, mentre diversi studiosi consigliano l’adozione di un integratore ad hoc.
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